Le vie di distribuzione del petrolio nel mondo e i loro punti critici

Attraverso quali percorsi circola il petrolio nel mondo e quali sono i punti critici nell’ambito della sua rete di distribuzione?
Le risposte sono sul New Scientist Environment. Ha pubblicato un grafico interattivo che mostra la mappa degli oleodotti e delle rotte delle petroliere.
Lo accompagna un articolo in cui si dice che, nella situazione attuale, un qualsiasi grave guasto o incidente lungo queste linee di distribuzione potrebbe avere conseguenze gravissime.
Il quadro generale è noto. Il petrolio è come il sangue che circola nelle vene dell’economia e del mondo. Trasporti, cibo, industrie: tutto ha bisogno di petrolio.
Però la produzione mondiale – circa 87 milioni di barili al giorno – non riesce a cresce, mentre cresce la domanda.
Siamo insomma al picco del petrolio, e ce ne accorgiamo dai rincari.
Cosa succederebbe, si chiede il New Scientist Environment, se un qualsiasi “embolo” bloccasse una delle vene in cui scorre la distribuzione del petrolio? Un grande oleodotto o uno degli stretti attraverso i quali, come se fossero colli di bottiglia, devono passare le petroliere?
L’ “embolo” in questione può essere molte cose. Calamità naturale, attacco terroristico, disordini di carattere locale. Oppure una guerra di proporzioni più vaste, aggiungo io: come quella che aleggia contro l’Iran.
Secondo il New Scientist Environment, un “embolo” provocherebbe un effetto valanga sull’economia, dato che sarebbe impossibile farvi fronte aumentando la produzione di petrolio.
Sul New Scientist Environment il grafico interattivo sulle vie di distribuzione del petrolio (oleodotti, rotte navali) e dei suoi “colli di bottiglia”.
L’articolo sulle vie di distribuzione del petrolio richiede la sottoscrizione, ma Tmcnet lo pubblica per intero in forma libera.
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
Bèh, poco male: tanto ci sono i gove...
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giugno 30th, 2008 at 14:06
Quindi, secondo l’articolista, saremmo … agli sgoccioli?!
Bèh, poco male: tanto ci sono i governi nazionali (ed internazionali) che, con quello che costano alla comunità per adempiere ai loro compiti, sapranno adeguatamente trovare le idonee soluzioni… O NO?!!!!