Le isole Kiribati chiedono l’evacuazione a causa dei mutamenti climatici

Il minuscolo stato del Kiribati chiede l’aiuto internazionale per evacuare l’intera popolazione, circa 100 mila persone.
Il Paese è formato da 33 atolli che si alzano fino a un massimo di appena due metri sul livelo del mare.
Secondo il presidente Anote Tong potrebbero essere completamente sommersi entro questo secolo dall’innalzarsi del livello del mare causato dai mutamenti climatici.
Già tre anni fa le isolette sono state allagate dall’alta marea, che ha invaso le case e distrutto i campi.
Le isole che compongono Kiribati si trovano nel Pacifico, a cavallo dell’Equatore e della linea della data.
L’appello del presidente del Kiribati Anote Tong per evacuare la popolazione è stato ripreso per primo dallo spagnolo El Mundo. Anote Tong sottolinea che si tratta di una questione che ha a che fare solo con la sopravvivenza delle persone.
Chiede ad Australia e Nuova Zelanda di aprire le loro porte agli abitanti di Kiribati. Essi, insieme a quanti vivono alle Maldive, alle Sundarbans e in altre piccole isole, potrebbero essere i primi a perdere letteralmente la patria a causa dei mutamenti climatici.
Le isole Kiribati chiedono l’evacuazione a causa dei mutamenti climatici su El Mundo e su Reuters
Kiribati su Wikipedia
Leggi Temperature e livello degli oceani sono aumentati più rapidamente del previsto
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Grazie a Simone
da maria
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giugno 24th, 2008 at 18:37
Post: “Secondo il presidente Anote Tong potrebbero essere completamente sommersi entro questo secolo dall’innalzarsi del livello del mare causato dai mutamenti climatici.”
Con un po’ d’impegno, in 90 anni quelle centomila persone potrebbero volontariamente ridurre la propria discendenza ad una quantità tanto esigua da permettere loro di lasciare gli atolli senza bisogno di alcun aiuto internazionale.
Post: “Già tre anni fa le isolette sono state allagate dall’alta marea, che ha invaso le case e distrutto i campi.”
Accade periodicamente che pure i fiumi inondino le nostre campagne e le nostre città , ma non per questo chiediamo di essere accolti in Australia e Nuova Zelanda. Anzi, facciamo così: siccome dodici anni fa la zona dove vivo è stata colpita da una tremenda inondazione (e per una serie di altre ragioni) chiedo formalmente che Australia e/o Nuova Zelanda accolgano me e la mia famiglia. E’ una questione d’equità .
giugno 24th, 2008 at 22:09
Le nostre alluvioni sono alquanto diverse dalla loro situazione, Aldo. Se Anote Tong non si sbaglia, un po’ per volta le isole vanno irreversibilmente, inesorabilmente sotto.
giugno 25th, 2008 at 12:01
Visto e considerato che i *”fenomenali” cambiamenti climatici* hanno fino ad oggi prodotto un aumento stimato del livello dei mari di solo qualche cm (a star larghi!), mi sembra alquanto prematuro l’intervento del Presidente che tanto si preoccupa dei suoi atolli: o non sarà a qualche titolo un … *intervento interessato*?!!!
P.S.: utilizzo in pratica per la prima volta questa “tecnica” degli asterischi: sarà , ma a me sembrava molto più eloquente l’utilizzo improprio del maiuscolo, per surrogare il grassetto!
Comunque, se è questo che vuole la policy…
ottobre 26th, 2008 at 08:29
Nonostante che i segnali del cambiamento climatico mondiale siano chiari a tutti,ne percepiamo la gravità solamente nel momento in cui ne veniamo coinvolti personalmente.
Questo è quello che succederà alle Isole Kiribati…e a noi quando toccherà e in che forma?
E’ di alcuni giorni fà la disastrosa catastrofe che ha colpito la Sardegna,facendo piovere in quella zona il 60% dell’acqua di un intero anno,non è la stessa cosa delle Isole Kiribati,ma anche questo secondo me è un evidente cambiamento del clima…o no,anche la Sardegna è un’Isola…potrebbe scomparire anche essa?Mi auguro di no!!!
Speriamo che quella banda di Politici e Scienziati che nonostante tutti questi segnali continuano a dire che va tutto bene,siano i primi a pagarne in prima persona tutto il conto.
giugno 27th, 2009 at 12:28
ALDO..INIZIA A RIDURRE LA TUA DISCENDENZA!