Animali e specie protette

Le analisi sulle api morte in primavera, sono stati i pesticidi neonicotinoidi

ape

Sono arrivati gli esiti delle “autopsie”. Sono stati proprio i pesticidi a base di neonicotinoidi a far strage di api in 40.000 alveari questa primavera in Pianura Padana.

Le api non sono importanti solo per il miele. Anzi! Si calcola che un terzo dei raccolti sia legato alla loro impollinazione. E se le api muoiono avvelenate, non siamo mica di ferro…

Ecco la situazione così come li racconta Francesco Panella, presidente Unaapi, Unione nazionale associazioni apicoltori italiani.

Su 41 campioni di api morte finora analizzati in Lombardia, solo 17 sono stati trovati positivi ai pesticidi neonicotinoidi. Il 41%. Al profano potrebbe sembrare un indizio, magari anche grave: non però una prova.

Dice invece Panella: “Non sono applicabili alle api criteri di ricerca analitica dei residui delle molecole analoghi a quelli utilizzati per esempio per topi o altri insetti.

In test di laboratorio, la molecola volutamente inoculata nelle api è stata rinvenuta solamente dal 3 al 39% dei campioni.

I risultati delle analisi sui campioni di api morte in Lombardia quindi non solo parlano, ma cantano.

Cantano per tutti meno che per le nostre istituzioni pubbliche, subalterne se non colluse con i potenti interessi privati”.

Anche in Germania si sono verificate imponenti morie di api, questa primavera, in concomitanza con la semina del mais conciato con neonicotinoidi.

Là è stato subito vietato l’impiego di sette pesticidi neonicotinoidi. In Italia no.

Da Unaapi le analisi sulle api morte durante la semina del mais

Sul sito Beekeper pesticidi e analisi tossicologiche sulle api e il fatto che non in tutte le api avvelenate si trovano le tracce dei pesticidi

Il dossier sui neonicotinoidi dell’Unaapi

Leggi Le api muoiono, quest’inverno il 20%

Foto Flickr

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giu  08
23
alle 04:43
da maria

Ultimo commento:

di mariano il 01/1/70

qualcosa si sta muovendo non possiamo lasciar passare questo problema così grosso ed importante...


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8 Commenti to “Le analisi sulle api morte in primavera, sono stati i pesticidi neonicotinoidi”

  1. federico vannucci dice:

    Forse, nel caso specifico, sono io che non ho ben capito!

    Cioè, siccome nei test di laboratorio la molecola inoculata (quindi il 100%) è stata rinvenuta dal 3 al 39%, il “ragionamento” è che se la si è rinvenuta sul 41% dei campioni, la sicurezza sarebbe di… oltre il 100%!!! Va bèh, capisco, l’enfasi…

    Oltre tutto, mi sfugge ancor più la correlazione fra SEMINA DEL MAIS, e mortalità delle api: che in Germania le api, invece di SUCCHIARE IL NETTARE dei fiori, “attingano” direttamente ai SEMI di mais?!???

  2. Laura Steffan dice:

    @federico vannucci: Sulla prima parte del ragionamento (percentuali di api con molecola di neonicotinoidi…) posso essere d’accordo con te, non è chiara neanche a me…
    Beh però sulla seconda battuta non sono d’accordo: non serve mica che le api vadano a nutrirsi di mais per incamerare un inquinante immesso nell’ambiente!! Come dire, quando noi giriamo in città ci respiriamo i pm10, i 2,5 e compagnia bella, ma mica andiamo a farci gli aerosol sui tubi di scappamento, ci basta stare in un ambiente inquinato per incamerarli!! Sarà così anche per i neonicotinoidi che faranno presto a giungere in qualche alveare non distante dalle zone irrorate….

  3. Anonimo dice:

    A Laura. La semente conciata viene seminata da seminatrici pneumatiche. Hanno appurato che questo comporta una dispersione nell’ambiente delle sostanze contenute nella concia: ecco un link

  4. federico vannucci dice:

    Allora: abbiamo appurato che trattasi di semi di mais trattato.
    Continua altresì a sfuggirmi il “meccanismo” con il quale parte di questo trattamento “sfuggirebbe” dalla superficie dei semi (che vengono appunto interrati, e che non produrranno fiori prima di almeno 3 mesi – sai poi quali residui potranno mai passare dal seme trattato alla pianta!), e va a “contaminare” l’ambiente, dato che la semina del mais consiste nell’interramento di un paio di semi in filari, con una distanza fra gli stessi di 15-20 cm e di circa 40 fra un filare e l’altro, SULLA NUDA TERRA!
    Ma sono fiducioso che, prima o poi, qualche ambientalista cittadino riuscirà a “spiegarmi” questo… miracoloso meccanismo, a me ingnorante campagnolo…

  5. luigi dice:

    Il “seme” è appunto conciato. Il prodotto è liposolubile. Il prodotto è sistemico ovvero rimane nella pianta. L’insetto buono o cattivo che sia arriva sul polline che contiene il prodotto..e muore.

  6. sergio dice:

    Quello che accresce la rabbia verso l’uso dei Neonicotinoidi è che si vuol far credere che dei prodotti sistemici capacidi di rimanere nella pianta attivi contro gli insetti per mesi e mesi siano poi innocui verso api ed insetti utili. Il problema è uno solo: gli interessi economici delle case farmaceutiche prevalgono su tutto. L’esempio della Slovenia che ha messo al bando tali molecole dovrebbe essere seguito di corsa da tutti gli Stati.
    Sergio

  7. mariano dice:

    qualcosa si sta muovendo non possiamo lasciar passare passare questo problema così grosso ed importante, le api sono il nostro futuro….raccogliamo firme ed iniziative concrete,ci devono ascoltare per forza!!!

  8. mariano dice:

    qualcosa si sta muovendo non possiamo lasciar passare questo problema così grosso ed importante, le api sono il nostro futuro….raccogliamo firme ed iniziative concrete,ci devono ascoltare per forza!!!via i pesticidi neonicotinoidi….

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