La World Bank: è dovuto ai biocarburanti il 75% del rincaro del cibo

E’ dovuto ai biocarburanti il 75%, dicesi settantacinque per cento, del rincaro dei generi alimentari. L’altro 15% è legato al rincaro dei fertilizzanti e dell’energia.
Lo dice un rapporto dell’autorevolissima World Bank, destinato a restare segreto per fare un piacere a Bush, che dei biocarburanti è un gran fautore e che attribuisce ad essi solo il 3% del rincaro degli alimentari.
Il Guardian è entrato in possesso del documento in cui si spiega perchè fare la spesa è diventato un salasso in Occidente e perchè i poveri del mondo, sempre più affamati, scendono in piazza a protestare.
Il rapporto, avverte il Guardian, è frutto di un’analisi dettagliatissima e viene da un ente – la Word Bank appunto – che gode del rispetto da parte del mondo economico e finanziario.
I biocarburanti hanno fatto alzare i prezzi degli alimentari in tre modi. Primo, ora va a nutrire le auto e non gli uomini più di un terzo del mais coltivato negli Stati Uniti e più della metà degli oli vegetali prodotti in Europa.
Secondo, i contadini sono invogliati a destinare più terre a colture da cui si ricavano biocarburanti, a scapito della produzione di derrate alimentari. Terzo, i biocarburanti hanno innescato la speculazione sulle derrate alimentari.
I biocarburanti prodotti a partire dalla canna da zucchero, tuttavia, non hanno avuto un impatto così drammatico.
Il risultato, dice la Word Bank, è che ci sono 100 milioni di poveri in più: ben più dei 30 milioni calcolati da uno studio dell’Oxfam.
Secondo Bush, l’aumento del prezzo del cibo è legato alle mutate abitudini alimentari del Paesi in via di sviluppo come Cina e India, dove si mangia di più e dove si mangia più carne.
La World Bank lo smentisce: questi cambiamenti non hanno avuto un impatto significativo, e nemmeno l’ha avuto la siccità in Australia.
Sul Guardian secondo la World Bank è dovuto ai biocarburanti il 75% del rincaro del cibo
Leggi Lenticchie, fagioli, grano, ortaggi. Gli spaventosi rincari del cibo
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di » Produrre biocarburante dalle alghe trasformando un grattacielo in disuso in un’azienda agricola - GREG AMBIENTE il 01/1/70
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luglio 5th, 2008 at 15:15
La mia impressione è che su queste cose ciascuno racconti quel che più gli conviene. Ovviamente, tutti quanti danno i numeri necessari a sostenere la propria tesi.
aprile 17th, 2009 at 12:02
[...] Mi piace l’idea. Non ha nulla a che vedere con la trasformazione in biocarburante del mais e di altre colture alimentari, che è responsabile del 75% dei rincari dei generi alimentari. [...]
maggio 13th, 2009 at 08:32
[...] anno alla Terra viene chiesto di nutrire 70 milioni di persone in più, mentre contemporaneamente i biocarburanti derivati dal mais sfamano i serbatoi delle auto anzichè gli uomini e 4 milioni di persone ogni anno si spostano verso abitudini di consumo più simili a quelle [...]
ottobre 9th, 2009 at 12:36
[...] Trasformare un grattacielo in disuso in un’azienda agricola urbana e verticale per coltivare alghe da cui ricavare biocarburante: un biocarburante che, a differenza di quello prodotto a partire da colture alimentari come il mais, non ha lo spiacevole effetto collaterale di affamare il mondo. [...]
ottobre 9th, 2009 at 14:27
[...] prodotto a partire da colture alimentari come il mais, non ha lo spiacevole effetto collaterale di affamare il mondo. Il progetto si chiama Eco-pod: è affascinante e avveniristico, ed è stato avanzato da uno [...]