La settimana verde: Tamarindo

Dopo qualche settimana di assenza, eccomi di nuovo a parlarvi di piante e fiori delle quali non sempre si conoscono virtù e qualità .
E’ il caso del tamarindo, i cui frutti sono sempre stati usati nei paesi africani e nell’India del sud per scopi alimentari e curativi.
Soprattutto in virtù di una polpa particolarmente ricca di minerali, pectine, zuccheri, vitamine, acidi organici e tanti altri elementi che caratterizzano le specie leguminose alle quali, appunto, appartiene anche il tamarindo.
Si tratta di un albero dal fusto alto e robusto che può superare i 25 metri e, sempre che non sia “raggiunto” dalla fame di legno esotico, può crescere fino a superare il secolo.
Produce ogni anno i suoi frutti polposi che noi occidentali conosciamo solo essicati, e usiamo per insaporire piatti speziati, per preparare cocktail, bevande, sciroppi o per infusi fitoterapici, ben noti fin dal 1500.
Ma su questo, il vostro erborista di fiducia, saprà essere più preciso e suggerirvi il modo migliore per sfruttare il tamarindo, soprattutto per mettere in ordine il vostro stomaco. Come facevano gli arabi che diedero il nome a questa pianta: tamar (dattero) e hindi
(indiano), ovvero, dattero indiano.
da mstramazzo
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agosto 4th, 2008 at 17:51
apprezzo molto la rubrica della settimana verde, perhè dei prodotti della natura se ne parla sempre meno. ciao
agosto 7th, 2008 at 07:14
grazie vedremo di non lasciar più sguarnito lo spazio !