Diritti umani e altre storie

La difesa del clima non è reato, discuterne sì

È di ieri la notizia dell’assoluzione di sei attivisti di Greenpeace da parte del tribunale di Maidstone, in Inghilterra. Il gruppo, accusato di aver provocato danni per 40 mila euro durante una protesta contro una centrale di carbone, è stato prosciolto in quanto “la difesa del clima non è un reato”.

Non sono stati dello stesso avviso i militari che, qualche giorno fa, hanno arrestato 25 persone in Nigeria per aver semplicemente partecipato a un forum sul “gas flaring”.

Quest’ultima, come sappiamo, è la pratica di bruciare il gas naturale collegato all’estrazione del petrolio, e in Nigeria costituisce una vera e propria piaga, visto che vengono prodotti più gas che in tutto il resto dell’Africa sub-Sahariana messo insieme.

Il gruppo, tra cui erano presenti anche anziani e bambini, è stato tenuto in stato di fermo per più di cinque ore senza alcuna ragione apparente, tranne l’ovvio fastidio della Shell nel vedere i propri interessi messi in discussione da un manipolo di ecologisti.

A nulla sono valse le proteste delle varie organizzazioni di attivisti coinvolte: né la Shell né i militari nigeriani hanno ritenuto di dovere della scuse ai cittadini di Iwherekan ingiustamente arrestati.

Si potrebbe seguire l’esempio della giuria popolare inglese, che ha assolto gli attivisti di Greenpeace per aver bloccato la centrale di carbone in virtù di una “motivazione legittima”, ovvero la “difesa dell’ambiente dall’impatto dei cambiamenti climatici”, e proporre l’istituzione di una sorta di carta dei diritti dell’ecologista.

Perché chi si dedica a questa causa lo fa per un bene comune che merita di essere difeso da ogni atteggiamento intimidatorio.

Arresti in Nigeria su Ecologist

Assoluzione per gli attivisti di Greenpeace

Un post di Veronica La Peccerella

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set  08
12
alle 03:02
da eugenio

Ultimo commento:

di geronimo il 01/1/70

Infatti, guarda, l'autorità preposta ( che anche se te la tiri a più non posso non sei tu ) li ...


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6 Commenti to “La difesa del clima non è reato, discuterne sì”

  1. federico vannucci dice:

    Ed io che, ingenuamente, fino ad ora avevo pensato che si trattasse di … ben più banali atti di terrorismo (od “eco-terrorismo”, che fa sicuramente … più chic)!!!

    Bèh, credo davvero che il Diritto ed i rapporti con la Stato di Diritto debbano essere completamente ridisegnati in virtù di questo nuovo e ben più alto stadio dell’”umana consapevolezza” e di “coscienza ambientalista”!!!

  2. Anonimo dice:

    I 40.000 euro erano stati chiesti per questo danno:

    “I sei attivisti un anno fa hanno cercato di bloccare la centrale a carbone di Kingsnorth nel Kent, scalando la ciminiera e dipingendo sulla parete il nome del primo ministro britannico.”

    Greenpeace usa metodi illegali di protesta che non hanno a che vedere nulla con il terrorismo, anzi si tratta dell’opposto, di disubbidienza civile. L’associazione ha sempre usato nella sua storia questo metodo, che poi e’ quello gandhiano, esponendosi in prima persona alle conseguenze della protesta.

    eugenio

  3. federico vannucci dice:

    Bèh, effettivamente allora cambia tutto.

    A quando, quindi, la cerimonia di assegnazione delle medaglie al valor civile?!!!

    Meno male che, a fronte di noi tapini ignoranti insensili, ma soprattutto “inconsapevoli”, ci sono i “supremi” ambientalisti come questi di Greenpeace, detentori di Ogni Conoscenza e di Ogni Consapevolezza, che “Salvano” noi e la “terra” che giornalmente pesticciamo!!!

  4. geronimo dice:

    Scusa, qual’è la tua idea di democrazia?
    Greenpeace secondo te non ha diritto a combattere le sue battaglie e anzi andrebbe repressa con fermezza ( li paragoni a terroristi ) mentre tu puoi straparlare e provocare ad ogni piè sospinto?
    Noi sopportiamo te, tu prova a sopportare Greenpeace; potrebbe funzionare.

  5. federico vannucci dice:

    Bèh, in effetti con quello pseudonimo, immagino che il tuo “senso della democrazia” possa essere un po’ diverso dal mio…

    A parte che questo blog mi sa sempre più di “centro sociale”, nel mio “senso di democrazia” non è certo contemplato andare a violare la proprietà privata, scalare le ciminiere e tanto meno dipingerle (nè, soprattutto, procurare danni diretti od indiretti per 40 mila euro!).
    Chè posso esser finanche d’accordo che non siano “terrorismo”: ma saranno forse … azioni da medaglia al valor civile?!

    Bèh: di minima, è evidente che per i frequentatori dei centri sociali queste sono azioni “democratiche” e finanche quotidiane…

    P.S.: Greenpeace ha il diritto di fare ciò che vuole: però nel rispetto delle Leggi e senza procurare nocumento a chicchessia! Se poi questo chicchessia procura a sua volta nocumento, ci sono le autorità preposte che devono esser coinvolte: di giustizieri per una “causa superiore”, il mio senso della democrazia non sa davvero cosa farsene…

  6. geronimo dice:

    Infatti, guarda, l’autorità preposta ( che anche se te la tiri a più non posso non sei tu ) li ha assolti.Assolti, capito? Vuol dire che quello che tu giudichi terrorismo invece non è reato.Punto.
    E il mio pseudonimo sarà quello che sarà; ma sono affari miei e a te non te ne deve fregare proprio niente, capito?

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