Motori

La classifica delle dieci auto più inquinanti

Bugatti Veyron

Quali sono le dieci auto più inquinanti del mondo? Come dice Quanteruote, questa classifica pubblicata da Motor Authority ci fa veramente rabbrividire. Comprende nove supercar, le auto sportive sofisticate, veloci e ad alte prestazioni. Hanno motori potenti e bevono come spugne: il resto viene di conseguenza.

Il peggio del peggio è la Bugatti Veyron, che per ogni chilometro percorso sputa nell’atmosfera 571 grammi di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra.

Un’enormità, se si pensa ai 103 grammi al chilometro dell’auto meno inquinante fra quelle in vendita in italia.

I motori delle auto emettono nell’atmosfera anche polveri sottili, ossidi di azoto, benzene eccetera: ma queste sostanze non vengono prese in considerazione dalla classifica.

Le emissioni di anidride carbonica della Bugatti Veyron superano addirittura del 15% quelle della seconda auto in classifica, la Lamborghini Murcielago: 495 grammi al chilometro nella versione coupè, 500 in quella scoperta.

Dal terzo al sesto posto, i distacchi in materia di esmissioni sono contenuti. In classifica troviamo innanzitutto due Ferrari, la 599 GTB Fiorano e la 612 Scaglietti, con rispettivamente 490 e 475 grammi di anidride carbonica al chilometro.

Quinta la Bentley Arnage/Azure/Brooklands, l’unica dell’elenco a non essere considerata una supercar: 465 grammi al chilometro. Sesta la Dodge Viper SRT-10: 463 grammi al chilometro.

A confronto, le ultime quattro auto della classifica sembrano (sembrano!) perfino quasi sobrie. In settima posizione c’è la Ferrari F430 (coupè e spider), 420 grammi al chilometro. Ottava la Hummer h2, 412 grammi al chilometro.

Infine la Mercedes G500, con 400 grammi al chilometro, e, decima, la Bentley Continental GT/GTC/Flying Spur, 396 grammi al chilometro.

Se volete fare il confronto con auto più “normali”, ma pursempre potenti e molto inquinanti, sappiate che la Nissan 350Z emette 280 grammi di anidride carbonica al chilometro; la BMW M3 Coupe 285 grammi al chilometro; la Chevrolet Corvette 316 grammi al chilometro.

Su Motor Authority la classifica delle dieci auto più inquinanti

Foto Flickr

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dic  08
20
alle 07:57
da maria

Ultimo commento:

di Tiziano M. il 01/1/70

La spinta costante la trasmette, ma per un breve istante di tempo, ovvero quando il cilindro pneu...


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10 Commenti to “La classifica delle dieci auto più inquinanti”

  1. gianpiero dice:

    Classifica inutile, da gossip posso dire. Il che rende queste notizia gossip, niente di diverso da quello che si legge su “Chi” o altri settimanali del genere. La classifica non tiene conto della potenza delle auto. E’ ovvio che la veyron ha quei consumi e quella quantità di co2 al km: ha 1000 cavalli. Ma scherziamo? Paragonarla a lamborghini da quanto? 600 cv? in confronto sono bruscolini. Ed è ancora più ridicolo paragonare la veyron all’auto da 100g CO2 al km. La veyron ha 10 volte i cavalli di quell’auto (facciamo 100 cv, sto esagerando volutamente) ma inquina “solo” 5 volte di più, e non 10 (tenendo conto che + potenza = + consumi). Il problema è nella veyron che ha poche migliaia di unità vendute all’anno o centinaia di migliaia di auto di media cilindrata? Inoltre le polveri sottili con i motori a benzina non hanno nulla a che fare, inutile mettere in grassetto paroloni solo per fare terrorismo mediatico.

  2. gianpiero dice:

    (+ potenza = + consumi ovviamente in modo direttamente proporzionale e non con coefficienti diversi)

  3. Tiziano M. dice:

    C’è comunque da dire che rispetto al parco auto circolante questi veicoli rappresentano una minoranza. Non mi sarei aspettato di vedere H2 alla fine classifica, quanto alla Veyron non credo si possa parlare di migliaia di unità/anno vendute, bensì di poche centinaia ;-)

  4. francesco dice:

    Bhè,leggerlo cosi potrà sembrare una mostruosità,ma non è così.Per poter soddisfaere le potenze di queste auto(la bugatti 1000 cv,le altre dai 400 hai 600 e passa)ci vuole un autocisterna al seguito,quindi più potenza più consumi e più inquinamento purtroppo.Ma quanti di noi ppoveri mortali vorrebbero “inquinare”così?E credetemi che ce ne infischieremo dell’ozono!!!!!!!!!Pensateci

  5. ezio giacomo t. dice:

    inquinamento, auto che inquinano, non si vendono più auto, c’è crisi, licenziamo, non licenziamo, petrolio cara oggi ma domani non più……….letteratura per riempire giornali e trasmissioni televisive o riadiofoniche….perchè quando qualcuno esce fuori con qualche idea nuova su automobili ad impatto zero( o quasi) lo fanno fuori subito?? (non in senso lato!!)non c’è volontà di cambiare le cose….o anche questo si chiama globalizzazione?

  6. josef dice:

    fate la proporzione cosa incquina un camion e quanti ce ne sono sulle nostre strade ogni giorno ,poi per quanto riguarda le polveri sottili la colpa e dei motori diesel
    Ci sono alternative e miglioramenti ma di questo non vi va di parlare PERCHE?

  7. simone dice:

    e adesso le auto meno inquinanti del mondo..
    su una rivista, Internazionale, ho letto un articolo su Armando Regusci, un insegnante uruguayano che ha passato la sua vita a costruire mezzi a molla, in un progetto finanziato dalla renault poi abbandonato, e ad aria compressa.
    interessante il motore ad aria, non tanto per la meccanica e il funzionamento (nn trasmette alle ruote una spinta costante e quindi non è paragonabile ai motori MDI) quanto per il fatto che, probabilmete è, oltre che ecologico, il più economico mai realizzato.

    il sito:

    http://www.airenergycars.com/

    video e foto infondo alla home page.
    su lime tv basta digitare armando regusci in Cerca

  8. roberto dice:

    Non capisco la frase di simone “non trasmette alle ruote una spinta costante”. Parliamo di accelerazione e decelerazione? Non viene mai trasmessa alle ruote una spinta costante se non a velocità costante, ma magari ho capito male io o ti sei spiegato male tu.
    Comunque paragonabile o non paragonabile ai motori MDI il problema di tutti i motori ad aria compressa è nel congelamento delle condutture dovute alla pressione dell’aria compressa. Trovata la soluzione a questo? Non mi sembra.
    Potresti fornirci gentilmente e se possibile l’articolo scannerizzato da Internazionale?

    Comunque il motore elettrico non lo batte nessuno, non ce n’è.

  9. simone dice:

    no è che nn ho trovato il termine giusto per descrivere la cosa. nel motore di Regusci (ma forse sarebbe più corretto chiamarlo dispositivo pneumatico) l’aria entra nel cilindro, spinge lo stantuffo, la catena entra in tensione trasmettendo direttamente il momento torcente al pignone della ruota (e qui entra in gioco il meccanismo a ruota libera del pignone), trasmette insomma un moto circolare, se nn sbaglio, alternato, e non, come avviene per un dispositivo biella-manovella, un moto circolare uniforme..
    è un pò come se ci fosse qualcuno dietro che ogni tanto ti da una spinda..

    per quanto riguarda la formazione di ghiaccio.. eh’.. non saprei. il motore di regusci mi pare che funzioni. ho letto che continua a girare con la sua bicicletta ad aria.. ma forse le sue bombole nn sono caricare a pressioni elevatissime, nn a 300 bar, e forse l’ampia superficie del cilindro permette di scambiare abb calore così da evitare il congelamento. sono ipotesi.

    lo scanner nn ce l’ho, cmq su internazionale nn c’erano inform tecniche, trovi tutto al sito di regusci.

    la mdi.. mi pare di capire che bisognerà attendere il 2009-10 per il suo debutto. ci staranno ancora lavorando.

    il motore elettrico.. nn lo batte nessuno se collegato alla rete.. almeno per ora

  10. Tiziano M. dice:

    La spinta costante la trasmette, ma per un breve istante di tempo, ovvero quando il cilindro pneumatico, pilotato a singolo effetto, funziona in trazione: in tal modo lo stelo rientrando tira la catena collegata all’ingranaggio collegato alla ruota.
    Come penso sia noto, questi ingranaggi trasmettono il moto solo se girano in un senso: per questa ragione si usa una molla che ha la duplice funzione di tirar fuori lo stelo del cilindro mantenendo in tensione la catena perché non cada.
    In breve abbiamo una spinta ad impulsi.
    Certo che una bicicletta così è un po’ scomoda da gestire…

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