L’Iea non è più ottimista sulla produzione futura di petrolio

Anche la Iea, International energy agency, si accorge che il petrolio sta finendo.
La stessa Iea fino a poco tempo fa prevedeva un aumento dell’estrazione: 116 milioni di barili al giorno entro il 2030, contro i circa 87 milioni di barili attuali.
Ecco cosa sta succedendo.
Il Wall Street Journal anticipa che l’Iea vuol condurre un’accurata indagine sulle condizioni dei 400 maggiori giacimenti del petrolio. Non si limiterà a chiedere quanto ce n’è ancora da estrarre: cercherà di verificarlo con rigore. Anche se la reale consistenza dei giacimenti è uno dei segreti meglio custoditi al mondo.
I risultati saranno resi noti a novembre. Ma già ora, sostiene il Wall Street Journal, l’Iea teme che la produzione riuscirà a stento ad arrivare a 100 milioni di barili al giorno.
Ricordate la fiammata del prezzo del petrolio nell’autunno scorso? Quella che portò il petrolio a sfiorare i 100 dollari al barile? Cominciò quando l’Iea rese noto che la produzione, per la prima volta, non aumentava e anzi tendeva a diminuire.
Con la revisione al ribasso delle stime Iea, quanto ancora il petrolio salirà oltre gli attuali 135 dollari?
Cos’è l’Iea, International energy agency
I dati sulla produzione mondiale del petrolio resi noti in autunno dall’Iea
Il Wall Street Journal annuncia che l’Iea si accinge a rivedere al ribasso la stima della produzione futura di petrolio
da maria
Ultimo commento:
di Daniele il 01/1/70
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maggio 23rd, 2008 at 12:42
Esatto, e quando dico che l’allarme è lanciato non si scherza. Ugh!
maggio 23rd, 2008 at 15:51
Quattro anni fa, su uno sconosciuto forum, uno sconosciuto commentatore scriveva: “La mia impressione è che quando i politici cominciano veramente a parlare di picco petrolifero è perché il picco è già tra noi…”
L’IEA non è propriamente costituito da politici, ma come ben sappiamo tra le varie categorie dirigenziali ci sono molti punti in comune, per cui… ci siamo: il picco è ufficialmente tra noi. Benvenuti in questa nuova era. ORA son tutti ### nostri.
giugno 1st, 2008 at 15:25
Mi domando: come facciamo noi a progettare un futuro, quando il presente è evidentemente improntato sullo sfruttamento del PETROLIO come base quasi esclusiva della produzione energetica, in un mondo che non solo è già sovrappopolato, ma che spinge verso ulteriore progresso esponenziale, in cui anche i paesi cosiddetti in via di sviluppo stanno ormai in massa diventando un grosso bagaglio aggiunto al già pesantissimo fardello (per il pianeta, e per noi uomini) di quelli “sviluppati”?è evidente che nel nostro stile di vita c’è proprio qualcosa che NON va!come la mettiamo?