L’energia nucleare non conviene e non risolve i problemi dell’Italia

Tanto tuonò che piovve: ci annunciano un futuro nucleare.
Chissà se i siti delle future centrali saranno segreti e militari, come le discariche di Napoli. Chissà se prima ci faranno fare un referendum, visto che un referendum, nel 1987, disse no al nucleare.
A prescindere. Non vi sto neanche a parlare di questioni di sicurezza e scorie, su cui comunque molto ci sarebbe da dire. Altre due o tre cose vorrei sottolineare.
Innanzitutto, sfatiamo un mito. Non è vero che l’energia nucleare non comporta emissioni di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra.
Ovvero: il funzionamento in sè della centrale non produce emissioni. Ma l’estrazione e la preparazione del combustibile richiedono una grande quantità di energia. Che, allo stato attuale dei fatti, viene da fonti fossili.
Risultato: considerando anche questo aspetto della questione, al funzionamento di una centrale nucleare sono legate emissioni paragonabili con quelle di un equivalente ciclo combinato alimentato a gas naturale
E poi. Nucleare – dice il governo – per liberarci dalla schiavitù di petrolio e gas d’importazione, che sono sempre più scarsi e costosi. Ma le centrali vogliono l’uranio, che bisognerebbe anch’esso importare. Come il petrolio, anche l’uranio durerà ancora pochi anni.
Dal nucleare possiamo semmai aspettarci energia elettrica. Non benzina per far funzionare le auto, non gas per scaldare le case. Almeno spenderemo meno per la bolletta elettrica? No, il caso della Francia nucleare insegna.
L’elettricità in Francia costa effettivamente poco, ma proprio per quello se ne usa tanta. E i francesi spendono in bollette tanto quanto gli italiani.
Il ministro Scajola dice che vuole porre la prima pietra delle centrali nel giro di cinque anni. Significa che per finire gli impianti ce ne vorranno – minimo minimo – altrettanti.
Quali saranno i prezzi allora – allora! – per finire le centrali? Le materie prime aumentano sulla scia del petrolio, trascinando tutto con sè, comprese – per dire – le turbine eoliche. Aumenteranno cammin facendo anche i costi delle centrali nucleari.
Che già ora costano l’iradiddio più del previsto. Guardiamo i progetti più recenti in costruzione, gli Epr francesi: fanno parte del nucleare “di terza generazione” che ci vorrebbero propinare. Ritardi, problemi tecnici – da risolvere bene per non rischiare in sicurezza – e maggiori costi stellari.
Data la situazione, non oso pensare al conto che, fra 10-15 anni, ci toccherà saldare.
E in ogni caso: nel frattempo? Voglio dire: fino al 2018 (minimo minimo) come faremo? Col petrolio che rincara sempre più e comincia a scarseggiare, con gli approvvigionamenti di gas che probabilmente dal 2013 ci lascieranno in braghe di tela?
Donde la mia conclusione. Spendere piuttosto i soldi per assicurarci energia attraverso tecnologie immediatamente operative: non ci vogliono 10 anni per installare pannelli solari, lo si fa in pochi mesi. E imparare a risparmiare energia, ad usarne meno.
Il nucleare è un miraggio e le rinnovabili non potranno darci tutta l’energia cui siamo abituati. Lo vogliamo capire?
Su Ansa il ministro Scajola annuncia entro cinque anni l’avvio della costruzione di centrali nucleari
Su E-gazette non è vero che l’energia nucleare evita le emissioni di anidride carbonica
Da Greenpeace i problemi tecnici e i maggiori costi dei reattori nucleari Epr
Dal blog di Aspo Italia La probabile difficoltà di approvvigionamento di gas dal 2013
Leggi Berlusconi, Veltroni e il nucleare
Leggi Bastano due conti: nucleare? No, grazie
Foto Flickr
da maria
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di maggioranza degli italiani contraria al nucleare e nuove centrali sarebbero inutili : vediamo quello che vogliamo vedere il 01/1/70
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maggio 23rd, 2008 at 20:15
Quello che dice Scaiola per quello che ci capisce vale meno di zero. Penso che si dovranno ricredere sull’opportunità di costruire centrali nucleari perchè ora come ora non ci sono vantaggi da nessun punto di vista rispetto alle fonti alternative,specialmente nei confronti del solare che potrebbe essere, se solo lo volessimo la vera risposta alla domanda energetica.
maggio 23rd, 2008 at 20:21
Sono un antinuclearista convinto, ma purtroppo ci sono alcune cose che hai detto che valgono anche per le fonti rinnovabili, infatti per produrre silicio, vetro, alluminio, ferro, ecc. ecc. per produrre moduli fotovoltaici o impianti eolici ci vuole, ad oggi, il petrolio.
E’ fuori discussione che il nucleare non ci libererà da nessuna schiavitù, ma quello che mi preoccupa di più, come hai detto, è quando mai le finiranno di costruire queste centrali? Stiamo ancora aspettando la Salerno Reggio Calabria, e con quali criteri verranno costruite? Visto come vanno le cosa probabilmente anziché il cemento useranno la sabbia visto che costa meno. C’è troppo magna-magna, non ci si può fidare di nessuno.
maggio 23rd, 2008 at 20:49
Sì, mpeluc, ci vuole petrolio anche per produrre i pannelli solari. Ma l’impatto ambientale non è paragonabile a quello necessario per costruire una centrale nucleare: leggi qui
maggio 23rd, 2008 at 21:48
Il tuo articolo è ottimo, quoto in pieno praticamente tutto. Secondo me una o due centrali in 10 anni riusciremo anche a costruirle, tanto sono attività che si pagano a debito pubblico, come la tav e il ponte sullo stretto, il vero problema è che chi crede sarà una soluzione al problema dell’energia ne rimarrà irrimediabilmente deluso. Nel frattempo, nel mondo il nucleare riduce al 13% la sua quota in proporzione a tutta l’elettricità prodotta, ci sarà un motivo oppure no ? Risparmio, decrescita, è inevitabile.
maggio 25th, 2008 at 20:21
http://marcozoli.blogspot.com/2008/05/nucleare.html
gradirei un tuo commento a riguardo, grazie
maggio 26th, 2008 at 14:40
In rif. al link sopra riportato, devo dire che da mesi sento parlare dei reattori veloci (spesso chiamati anche a metallo pesante, perché per il raffreddamento usano piombo anziché acqua pressurizzata), ed una loro interessante caratteristica è che per il loro funzionamento utilizzano le scorie dei reattori “tradizionali”, ancora ricche di materiale fissile.
Tuttavia, visti i tempi, è vero che potrebbero vedere la luce fra una trentina d’anni: ma se tutto andrà bene a quell’epoca avremo energia anche dalla fusione nucleare, se tutto andrà bene con il programma ITER.
maggio 26th, 2008 at 19:43
Leggendo qui,
http://www.ugis.it/a160405-rubbia.html
sembra non sia oro tutto quello che luccica nemmeno per quanto riguarda la fusione nucleare.
giugno 1st, 2008 at 21:33
se siamo in queste condizioni è perchè già anni fa abbiamo sbagliato a dire no al nucleare. In Italia solo per la colpa dei pochi, che sembrano tanti solo perchè gridano ed occupano strade spaccando tutto, siamo ridotti al lastrico. Tuutu gridiamo no, sempre e solo no, ma tutti pretendiamo servizi. Come a Napoli dove tutti si dicono contro le discariche ma continuano a produrre tonnellate di rifiuti come nel resto del mondo. I problemi vanno affrontati è ora di finirla di vivere la politica dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia. Diamoci tuttu da fare seriamente.
giugno 4th, 2008 at 21:42
Se si vogliono conteggiare le emissioni di anidride carbonica dell’estrazione dell’uranio occorre allora valutare anche le emissioni di estrazione del gas, che considerando tutti i pompaggi, sono certamente superiori a quelle dell’estrazione dell’uranio.
Inoltre, quello che si esaurirà sarà l’isotopo dell’uranio 235, mentre le centrali di nuova concezione untilizzano uranio 238 e in futuro si prevede torio, con durate dell’ordine di 10.000 anni.
Sicuramente i prezzi delle materie da costruzione delle centrali aumenteranno, ma allo stesso modo aumenteranno i prezzi delle materie da costruzione delle centrali tradizionali a combustibili fossili, dei generatori eolici, delle trubine idroelettriche e dei pannelli solari, senza considerare che nonostante tutto, una centrale nucleare garantisce il ripagamento dei costi di costruzione vendendo energia a un prezzo più basso dell’energia derivata da qualsiasi altra fonte.
Inoltre, con l’energia nucleare si svilupperebbe l’unica maniera economica per produrre idrogeno in quantità abbondanti, idrogeno utilizzabile per l’autotrazione al posto della benzina.
Quindi prima si parte a costruire delle centrali nucleari meglio è, aspettare significa pagare una bolletta sempre più cara!
luglio 14th, 2008 at 01:30
Vedere il nucleare come soluzione a tutti problemi climatici ed energitici è commodo, ma non giustificabile. Infatti, lasciando a parte tutte le ragioni contra e pro nuclueare, come si può definire l’energia nucleare la meno cara se i costi e i rischi collegati allo stoccaggio dei rifiuti nucleari sono incalcolabili? Basta vedere cosa sia venuto fuori settimana fa ad Asse in Germania… e poi a cosa ci serve un clima stabile se la terra rimane inquinita di materiale nucleare?
febbraio 7th, 2009 at 07:05
[...] a sentire come parlano i nostri governanti, il ritorno al nucleare sembrerebbe assodato, condiviso e pacifico, eppure l’opinione della popolazione deve essere [...]