L’America si lamenta dei biocarburanti, in Italia diventano obbligatori

Gli americani si lamentano per l’etanolo mescolato alla benzina. L’etanolo è il biocarburante ricavato dal mais di cui è alfiere il presidente Bush.
Dicono che i motori hanno dei problemi e che le auto consumano di più.
Il New York Times parla delle proteste che si levano sull’altra sponda dell’Atlantico proprio mentre in Italia il ministero per le Politiche agricole ha pubblicato la circolare che impone di aggiungere biocarburanti alla benzina e al gasolio.
A voler essere precisi, i biocarburanti non hanno solo il torto di far “tossire” i motori, come sostengono alcuni americani.
Secondo la World Bank, i biocarburanti sono responsabili del 75% del rincaro dei generi alimentari che colpisce duro in Italia e che, soprattutto, sta mettendo in ginocchio i Paesi in cui la grandissima parte del reddito viene speso per acquistare cibo.
L’anno scorso megli Stati Uniti 6,5 miliardi di galloni di etanolo ricavato dal mais sono stati mescolati con 142 miliardi di galloni di benzina: circa il 4,5%. L’obiettivo americano è arrivare a 36 miliardi di galloni di biocarburanto entro il 2022.
In alcuni Stati, scrive il New York Times, mescolare un po’ di biocarburante nella benzina è una vecchia abitudine. Ma in altri è una novità .
Ed è proprio qui che la gente si lamenta. Dice che la miscela fa aumentare il consumo di carburante e che intasa i motori di barche e ciclomotori. E’ diventata molto ricercata la benzina pura, anche a costo di pagarla di più.
In Italia, la circolare del ministero per le Politiche agricole impone di mescolare il 2% di biocarburanti a benzina e gasolio. Un altro contributo al rincaro dei prezzi del cibo. E chissà se anche qui da noi la gente si lamenterà di problemi ai motori.
Sul New York Times gli americani si lamentano, con i biocarburanti le auto consumano di più
Dal ministero per le Politiche agricole la circolare che impone di mescolare il 2% di biocarburanti a benzina e gasolio
Leggi Tremonti e Frattini in rotta di collisione sui biocarburanti
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Daniele il 01/1/70
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luglio 27th, 2008 at 10:11
Il biocarburante può essere prodotto da scarti agricoli, e in tal caso è un bene produrlo. Era un concetto espresso anche da Carlo Petrini in un bell’articolo su L’Espresso del 17 luglio. Il problema è quando si coltiva apposta per fare biocarburanti. Forse al 2% ci si può arrivare anche con gli scarti, non so.
Quello che bisogna capire è che è finito un mondo semplice con una sola soluzione (il petrolio) e ne inizia uno complesso con 200 soluzioni da usare insieme!
Ciao,
Angelo
luglio 27th, 2008 at 14:53
mi sento di dissentire con l’autore quando cita i risultati di una ricerca della banca mondiale. non ho approfondito l’argomento, ma mi pare che venga sopravvalutata l’influenza dei biocarbunti sull’aumento di prezzi dei generi alimentari. è aumentato il prezzo del petrolio, della materia prima dalla quale dipende l’intera attività umana nei paesi sviluppati o in via di sviluppo, e di conseguenza.. anche il prezzo del pane, il pesce..
luglio 27th, 2008 at 15:28
La Banca Mondiale attribuisce al rincaro del petrolio (e dunque dei concimi, dei trasporti eccetera) l’altro 25% del rincaro del cibo.
luglio 27th, 2008 at 20:01
la banca mondiale non mi sembra una fonte attendibile. quella è una società a fine di lucro, non un’istituto di ricerca finanziato con fondi pubblici.
luglio 28th, 2008 at 02:51
A si perchè se invece fosse pubblica sarebbe imparziale e oggettiva,come se uno stato non vivesse della stessa economia capitalista della banca mondiale.In questo caso personalmente ritengo i dati abbastanza verosimili,visto che sostengono una posizione che potrebbe essere contro i loro stessi interessi,e potrebbe far accanire(anche se lo trovo difficoltoso)l’opinione pubblica contro i biocarburanti come causa di ogni male…