Mobilità sostenibile

Jungo, a Trento un esperimento di autostop organizzato e sicuro

jungo

A Trento per tutto maggio debutta in via sperimentale Jungo, una nuova idea per ridurre il traffico e l’inquinamento. Si tratta di una forma di autostop organizzato e nello stesso tempo estemporaneo: niente appuntamenti preventivi.

Non viene ancora attuato in modo completo, pr il momento, il meccanismo pensato per Jungo. Esso prevede che automobilisti e autostoppisti abbiano un tesserino di identificazione, e che l’autostoppista paghi al conducente 10 centesimi al chilometri, più altri 20 centesimi di diritto fisso.

Per tutto aprile a Trento si sono svolte prove tecniche di autostop, ancora senza pagamento nè tesserini di identificazione, con lo scopo di avere un termine di paragone.

Volete sapere com’è andata? Come se la sono cavata le ragazze che hanno passato un mese col pollice di fuori sul bordo della strada?

Ebbene, non è successo loro proprio niente. Neanche uno spavento, men che meno un tentativo di aggressione. Eppure la tivù vorrebbe insegnarci che di questi tempi bisognerebbe aver paura…

Le prove tecniche di autostop servivano appunto per avere un termine di paragone relativo ai tempi d’attesa. Ogni giorno otto persone, di cui tre donne, hanno chiesto passaggi sul percorso fra Trento centro e i quartieri residenziali San Donà e Povo.

“Le ragazze hanno aspettato il passaggio, in media, per 2-10 minuti. I cinque ragazzi hanno atteso più a lungo, 10-40 minuti“, dice Enrico Gorini, il “papà” di Jungo.

Dal 7 maggio al 7 giugno, sul medesimo percorso, gli autostoppisti-cavia esibiranno il tesserino di riconoscimento e pagheranno i passaggi.

Tutti gli automobilisti potranno caricarli, in questa fase sperimentale, e non solo gli iscritti a Jungo. Però, prima di salire in auto, gli autostoppisti manderanno un sms col numero di targa alla loro centrale operativa.

L’esperimento di autostop organizzato è segnalato agli automobilisti da cartelli come la foto qui sopra.

Quanto dovranno essere brevi le attese per dimostrare che il metodo Jungo funziona?
“Se le attese saranno fra i 15 e i 30 minuti, si potrà dire che le cose sono andate bene. Se scenderanno a 10 minuti, lo considereremo un bel successo”.

Il prossimo passo per Jungo, sempre che l’esperimento di Trento funzioni?
“Bisognerà vedere. Intanto è la prima volta che si misurano in modo scientifico i tempi di attesa per fare l’autostop. E poi…”

E poi?
“Se l’esperimento andrà bene magari si potrà insistere con Trento, ampliando e affinando il raggio di azione. O magari si proverà in un’altra città tipo Ferrara…”

Il vantaggio ecologico di Jungo è dato dal fatto che le auto, di solito, viaggiano con a bordo solo il guidatore. Se invece a bordo ci sono più persone si riducono numero di veicoli circolanti, consumo di carburante e inquinamento.

Il meccanismo completo, e per ora teorico, di Jungo prevede che i passaggi possano essere chiesti ed offerti solo fra membri dell’associazione, ognuno munito di tessera che attesta la mancanza di precedenti penali.

Il sistema può funzionare bene, si calcola, se si associa a Jungo almeno l’1% della popolazione che si sposta lungo il medesimo percorso. Adesso si prova a Trento. Il sogno è che un domani, in tutt’Italia, ci si possa muovere con l’autostop in sicurezza.

Per approfondimenti il sito internet di Jungo

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mag  08
3
alle 03:09
da maria

Ultimo commento:

di andrea cagini il 01/1/70

beh, c'è già chi ha jungato in Puglia, dopo 20 min si è fermato uno che ha dichiarato allo jun...


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5 Commenti to “Jungo, a Trento un esperimento di autostop organizzato e sicuro”

  1. Giulio dice:

    Bella iniziativa. Ma bisogna smuovere gli autisti delle auto, sono loro che hanno paura di essere “violentati” dagli autostoppisti (ecco forse perchè i maschi devono aspettare di più), comunque di autostoppisti ci sono e ce ne sarebbero molti.

    Però se dovo aspettare 40 minuti per essere preso sù, è meglio che prenda l’autobus (che passa ogni 15′).

    Ciao belli!

  2. Ciao dice:

    Ma dai! Buontemponi!

  3. enrico dice:

    Rispondo a Giulio.

    1) Veramente il tempo medio di attesa misurato sulla tratta sperimentale è arrivato a 11 minuti per i maschi, e 2.7 minuti per le femmine. Quindi non sono 40 minuti. E il tempo è destinato a migliorare del 50% con l’efficienza di rete.
    2) La sicurezza è reciproca. entrambi sono muniti di card che denota la mancanza di precedenti penali, e la mancata esclusione a seguito di infrazioni al codice jungo.
    enrico

  4. mommy dice:

    ciao dal cadore congratulazioni per l’iniziativa ho 32 anni e dai 14 ai20a x spostarmi ho fatto autostop mi è sempre andata bene a qualsiasi ora del giorno e della notte ( ora che ci penso ho avuto tanto culo).se un giorno mio figlio dovesse fare la stessa cosa spero che questo esperimento funzioni e arrivi anche in veneto.

  5. andrea cagini dice:

    beh, c’è già chi ha jungato in Puglia, dopo 20 min si è fermato uno che ha dichiarato allo junghista trentino casuale: mi sono fermato perchè non eri un autostoppista , ho riconosciuto la tessera perchè ho visto l’articolo sulla Stampa (sett 09)

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