Inquinamento da Ddt nel Lago Maggiore, l’Eni non si rassegna
Si tratta di una delle multe più sostanziose mai comminate per un reato ambientale, quella che il Tribunale di Torino ha inflitto all’Eni.
1,9 miliardi di euro per l’inquinamento delle acque del Lago Maggiore provocato dallo Stabilimento Syndial di Pieve Vergonte tra il 1990 e il 1996.
La sostanza chimica sotto accusa è il Ddt, prodotto fino al 1997 proprio nell’impianto chimico di proprietà della ex-Enichem.
Naturalmente l’Eni non ci sta e presenta ricorso, ma ricostruiamo un po’ i fatti.
Nel 1996 il laboratorio cantonale di Lugano segnala una “contaminazione diffusa” da Ddt nei pesci del lago, superiore ai limiti fissati dalla legge elvetica.
Successivamente anche le autorità italiane fanno le loro analisi, riscontrando una contaminazione fuori norma.
Risultato: la pesca viene vietata, stesso discorso per il consumo di pesce locale, con danni per tutto il settore, senza considerare quelli relativi alla salute.
Solo un anno dopo nell’aprile del 1997, in seguito al lavoro di due commissioni di analisi, l’impianto che produce Ddt viene chiuso, mentre rimangono aperte le linee cloro-soda, acido solforico e cloroaromatici.
Ma come arrivava il Ddt nel Lago Maggiore? Semplice, insieme ad altre sostanze pericolose (come il mercurio ad esempio), veniva riversato nel torrente Marmazza, passava poi nel fiume Toce e finiva quindi nelle acque del lago.
La multa decisa dal Tribunale di Torino, oltre alla bonifica del sito dove si trovava l’impianto (tuttora in corso), è anche inferiore rispetto a quella proposta dal ministero dell’ambiente, che aveva richiesto 2,396 miliardi di euro.
Se la condanna fosse confermata si tratterebbe di una delle punizioni più consistenti mai inflitte per un danno ambientale.
Per un approfondimento leggi Stabilimento chimico di Pieve Vergonte
Via Varese News
Foto di Ela2007 via Flickr
da emiliano
Ultimo commento:
di william il 01/1/70
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luglio 17th, 2008 at 20:38
ma quali multe,chiudere subito e definitivamente,pagando i danni.loro sapevano e hanno continuato ad inquinare con molte altre sostanze e non solo il ddt.
luglio 17th, 2008 at 20:52
lo stesso in questo caso,chiudere le aziende e far pagare i danni.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=27163&sez=HOME_INITALIA&snw=R
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/formaggi-truffa/formaggi-truffa/formaggi-truffa.html
luglio 17th, 2008 at 21:07
Sarò anche un forcaiolo, ma in questi casi le pene amministrative sono inadeguate. Ritengo inoltre fuori luogo che si colpiscano le aziende: i colpevoli hanno nomi e cognomi, ed è direttamente sulle
persone
che occorre incidere. Colpirne uno per educarne cento (non ricordo dove ho sentito questo motto, ma mi pare pertinente); se ne colpisci cento, ne educhi diecimila. Un bel risultato, no? Chi delinque sull’ambiente a questi livelli dovrebbe essere rovinato a livello personale senza sconti o recuperi di sorta: non stiamo parlando di gente che getta a terra una cartaccia ma di potenziali stragisti senza scrupoli.
luglio 17th, 2008 at 22:57
Aldo, te lo dico io dove l’hai sentito “colpirne uno, educarne cento”.
E’ una citazione da mao tse tung fatta propria dalle brigate rosse nel loro momento di massima “visibilità”.
luglio 18th, 2008 at 09:54
Grazie, MemoriaStorica. All’epoca ero un bimbo e può essere che abbia sentito l’espressione in qualche telegiornale del tempo senza neppure farci caso. A quell’età si è come delle spugne e quel che si fissa anche casualmente rimane lì, come un vecchio chiodo in una parete: arrugginisce magari inosservato, ma da solo non si stacca. Nota l’abbinamento inconscio BR-stragismo-inquinatori… la mente è guidata da meccanismi ben bizzarri.
luglio 18th, 2008 at 15:04
senza voler nè giustificare nè difendere le BR, le stragi le facevano i fascisti durante gli anni di piombo mentre le BR avevano come obiettivo persone precise, quinadi a ciascuno il suo…
luglio 18th, 2008 at 15:19
ragazzi, siamo decisamente off-topic
direi che le br c’entrano ben poco con l’argomento del post
grazie e ciao a tutti
agosto 29th, 2009 at 00:19
News tratta dal portale Indymedia Piemonte al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/5590
Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale.
Ora per l’E.N.I. son “Dolores”. Il Tribunale di Torino infligge una pesantissima condanna alla controllata dell’ENI, Syndial Spa – Attività Diversificate (già Enichem Spa) . Maxi risarcimento danni di 1.833.475.405,49 Euro per gravissimo inquinamento ambientale del Lago Maggiore
Stavolta la bega ambientale (l’ennesima di una lunghissima serie) che coinvolge l’ENI è davvero colossale. Vede protagonista lo stabilimento Enichem (ora Syndial) di Pieve Vergonte che per un ventennio ha prodotto velenosissimo DDT. Tonnellate di sta micidiale porcheria, per “distrazioni” e “disguidi” - tra il 1966 ed il 1996 - son finite dritte dritte nel Lago Maggiore.
Nel 1996 la CIPAIS (Commissione Internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere) dopo alcuni campionamento denunciò che le trote e i coregoni del Lago Maggiore erano infarciti da DDT targato ENI. Nelle relazioni si parlò di elevatissimo rischio cancro e mutageno (e non solo per la popolazione laqustre). Pesci con tre occhi, senza fegato, triple pinne, addirittura un cane a sei zampe (scusate lo spirito … la mostruisità genetica a 6 zampe è l’ENI).
L’ 8 luglio 2008 il G.U. Dott.ssa Maria Grillo Dolores (ecco perchè son “dolores”) del Tribunale di Torino ha depositato la sentenza di condanna dell’ENI che la chiama a rispondere per gravissime imputazioni, e condanna Syndial Spa – Attività Diversificate (già Enichem Spa) ad un maxi risarcimento danni. Totale: 1.833.475.405,49 Euro.
Tra le parti Civili (oltre al Ministero dell’Ambiente) numerose associazioni di pesca e ambientaliste, la Regione Lombardia, Confederazione Elvetica e Canton Ticino, Province di Novara, Varese e del Verbano Cusio Ossola, i Comuni di Pieve Vergonte, Stresa, Verbania, Mergozzo, Belgirate, Baveno e Laveno Mombello.
Pochi giorni fa l’Ufficio Legale dell’ENI, capitanato dall’inossidabile Avv. Massimo Mantovani, con il patrocinio di avvocati esterni al Gruppo ha messo a punto l’Atto di Appello contro la sentenza del Tribunale di Torino (che trovate in allegato PDF).
Per la verità l’atto d’impugnazione è un pò stravagante.
Osserva così l’Avv. Mantovani:
“… colpisce soprattuto la sproporzione tra l’enorme ammontare della condanna e la assoluta modestia dell’inquinamento contestato. Anche a voler accettare le affermazioni e i conteggi del Ministero e della CTU non siamo certo di fronte a un disastro ecologico: e infatti l’inquinamento da DDT non solo non ha mai causato disastri, malattie, ecc… l’enorme ammontare della condanna (si ripete, relativa ad un inquinamento – a tutto voler concedere – sostanzialmente irrilevante) colpisce per la sua sproporzione …”.
Per impressionare maggiornmente il G.U. Dolores il team legale dell’ENI snocciola i dati di alcuni dei più gravi disastri ecologici del XX Secolo:
- Caso Vajont. La diga costruita sul fiume Vajont determinò la frana del Monte Toc nel lago artificiale generando un’onda che causò la morte di 1910 persone, la distruzione di 700 abitazioni e la scomparsa di 5 frazioni nella Valle del Vajont. Nel 1999 Montedison ha transatto con lo Stato Italiano un risarcimento di 100 miliardi di Lire (circa 51 mil. Euro);
- Caso Montedison Porto Marghera. Disastro, adulterazione ed avvelenamento dell’Area di Porto Marghera e della Laguna veneziana. Nel 2001 l’ENI si accordò per una risarcimento di 550 miliardi di Lire;
- Caso Haven. L’affondamento della motonave Haven al largo di Genova-Arenzano provocò la morte di 5 persone e l’inquinamento di 20 km di costa ligure, delle acque marine e dei fondali (15.000 tonns di greggio in mare). Nel 1998 fu transatto col Governo Italiano un risarcimento di 117,6 miliardi di Lire;
- Caso Bhopal. Uno dei più grandi disastri ecologici del mondo. La fuoriuscita di 40 tonns di gas tossico dallo stabilimento Union Carbide di Bhopal (India) determinò la morte di circa 8000 persone, malattie croniche a circa 150.000 persone ed enormi inquinamenti di terreni, atmosfera e fonti idriche. La Union Carbide a seguito d’una transazione col Governo indiano ha corrisposto un risarcimento di 470 milioni di dollari (circa 315.000.000 euro).
Orbene (argomenta l’ENI) rapportati a questi grandi disastri ambientali, l’inquinamentuccio dell’ENI nel Lago Maggiore appare “sostanzialmente irrilevante”.
Scusate: ma che cazzo di ragionamento è?
P.S.: Nota curiosa. Solo quest’atto di appello al Tribunale di Torino costerà all’ENI la pochezza di 1.600.000 euro e spiccioli (cotanta la notula predisposta all’uopo per Mr. Paolo Scaroni da noto Studio Legale romano). Meglio sputtanarsi milioni di euro in consulenze legali che scucire 1 euro di risarcimento. Bene così Scaroni … ti ENI duro!
Bene così Scaroni … ti ENI duro!
Sul portale Indymedia Documento PDF Completo:
“Appello_ENI-Syndial_avverso_ la_sentenza_del_Tribunale_di_Torino.pdf”