In Italia meridionale l’energia elettrica fotovoltaica a basso costo

Un grande impianto fotovoltaico nell’Italia meridionale potrebbe produrre elettricità ad un prezzo minore rispetto a quello attualmente pagato dai consumatori.
E’ il dato forse più interessante, e sicuramente il più immediato, che emerge dal progetto per alimentare tutta l’Europa con energia elettrica pulita prodotta da pannelli solari nel Sahara.
Hanno già fatto i conti: per l’impianto nel Sahara bisognerebbe spendere 450 miliardi di euro entro il 2050.
L’idea piace molto a Gordon Beown e a Sarkozy, riferisce il Guardian. Arnulf Jaeger-Walden, dell’Institute for Energy della Commissione Europea, l’ha illustrata durante l’Euroscience Open Forum di Barcellona.
Ha detto che catturare appena lo 0,3% della luce che cade sul Sahara e sui deserti del Vicino Oriente sarebbe sufficiente per far fronte a tutte le necessità energetiche dell’Europa intera.
Del resto, non è una novità : il solare può bastare.
Jaeger-Walden ha illustrato uno schema secondo il quale l’energia solare prodotta da impianti africani, ciascuno dei quali in grado di fornire 50-200 MW, verrebbe convogliata in Europa attraverso le linee ad alto voltaggio.
Proprio lo sviluppo delle linee elettriche nell’Europa del Sud costituirebbe la maggior spesa, ha detto Jaeger-Walden: un miliardo di euro all’anno fino al 2050.
Sempre secondo i calcoli di Jaeger-Walden, con 450 miliardi di euro potrebbero arrivare dall’Africa 100 GW di energia, cioè una quantità superiore a tutta quella che viene attualmente prodotta in Gran Bretagna.
Ha sottolineato che, a causa della migliore esposizione, un pannello solare in Nordafrica può generare tre volte più elettricità rispetto ad un analogo pannello nell’Europa del Nord.
E a questo proposito, Jaeger-Walden ha detto che costruendo nell’Italia meridionale un impianto fotovoltaico pari a quello di Leipzig in Germania, il più grande attualmente esistente, sarebbe possibile avere energia elettrica a qualcosa in meno del prezzo medio attualmente pagato dai consumatori.
Bisognerebbe ricordarlo a chi vuol inserire quattrini nel pozzo senza fondo delle centrali nucleari.
Sul Guardian il progetto solare europeo per il Sahara e l’energia elettrica fotovoltaica a basso costo in Italia meridionale
La centrale fotovoltaica di Leipzing
Leggi Energia a buon mercato? Non c’è nucleare che tenga
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Gianky il 01/1/70
Non è una scoperta che i luoghi del mondo all'equatore abbiano un irraggiamento ...
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luglio 23rd, 2008 at 18:28
Per quel poco che ne so, mi sembra che ci sia una confusione di fondo fra solare termodinamico e solare fotovoltaico: o meglio, riguardo il Sahara fino ad oggi avevo letto solo del solare termodinamico…
luglio 23rd, 2008 at 19:12
brava maria.
il progetto si chiama desertec e non si parla di fotovoltaico,ma di termico.
e grazie al buon rubbia…e tutto in una superficie grande solo come il piemonte.
questa e’ la conferma che le rinnovabili sono l’unica e reale soluzione.
lo svantaggio dicono sono i 400 mld di euro,cos ane hanno spesi fino ad oggi i signori dell’atomo?
anche un petroliere texano costruira’ una centrale fotovoltaica, perche’ ha dichiarato che il sole e’una fonte inesauribile…
fatelo presente al vs.governo.
http://www.ansa.it/ecoenergia/notizie/rubriche/solare/20070829132334415536.html
http://www.greenterrorist.com/Scaldiamoci%20allo%20specchio.pdf
luglio 23rd, 2008 at 19:29
Non sono d’accordo nel costruire centrali solari al di fuori dei singoli territori nazionali, sopratutto in certi paesi dove c’è un colpo di stato alla settimana, ricadremmo nello stesso errore che si presenta periodicamente con i produttori di petrolio e metano, che ad ogni soffio di vento bloccano le esportazioni. Il solare, che sia fotovoltaico o termodinamico, deve essere sviluppato e costruito dove serve. Dovremmo incominciare a riempire le migliaia di chilometri quadrati di tetti dei complessi industriali prima di proporre di investire in impianti da costruire in Africa.
luglio 23rd, 2008 at 19:38
mpeluc
non ha tutti i torti,quanti km2 quadrati sono tutti i tetti d’ialia?
luglio 23rd, 2008 at 21:41
Per coprire il fabbisogno totale, e sottolineo totale dell’ Italia, mi pare che Rubia parlasse di un quadrato di 50Km x 50Km
cioè 2500 Kmq.visto che l’talia ha 8000 comuni,penso che un certo numero di grandi comuni in grado di costruire campi da 1Kmq li si potrebbe trovare. Tenendo presente che al momento sarebbe necessario integrare con un 20/25% e questo richiederebbe sicuramente molto meno tempo dei 15 anni ipotizzati da Scajola per la presunta entrata in funzione della prima centrale Nucleare
luglio 23rd, 2008 at 22:05
Insomma è provato che da 3km. quadrati per 3, e cioè 9 kmq di pannelli solari si ottengono 1000 megawatt di energia. Credo che sia un dato più che sufficiente per l’opzione alternativa alle centrali nucleari, sia per quanto riguarda i costi, la manutenzione, i rischi, l’assenza di scorie e quant’altro. Purtroppo in questo momento ci stanno governando veri e propri analfabeti dell’ambiente, che non prendono minimamente in considerazione questi dati.
Saluti
luglio 23rd, 2008 at 23:14
Aldo hai perfettamente ragione come la ha Maria insistendo su questo argomento.
Questi signori che propinano il nucleare secondo mè non sono stupidi, quindi dobbiamo tutti assieme capire dove sta il loro interesse VERO nel costruire centrali che altri vorrebbero smantellare. Solo se riusciamo a capire questo possiamo controbatterli. Ps. tenete presente che anche tutte le discussioni nei vari siti e post ( e loro lo sanno ma gli va bene così) servono a farci entrare/accettare la parola “NUCLEARE” in modo che diventi (nel tempo) una cosa famigliare. Più se ne discute e più tenderemo ad accettarla, ma se siamo coscenti di questo meccanismo e con l’aiuto di Maria F. Piva riusciremo a salvare il luogo dove viviamo.
luglio 23rd, 2008 at 23:44
dove sara’ mai l’interesse???????
Se esiste un tipo di energia che non muove denaro cosa fanno dopo???
volete mettere i loschi traffici che ci sono dietro i combustibili???? guardate cosa sta’ succedendo al petrolio!!!!!!
sia mai che qualcuno riesca a tirar fuori davvero energia dall’acqua!!!!! cosa cavolo beviamo dopo…..gazzosa???
te la immagini l’acqua a 1 euro e 497 al litro???
quale sara’ mai il modo di ridurre questi casini???? e’ molto semplice in realta’!!!
riuscire a fare a meno di tutto cio’ sul quale c’e’ speculazione……possibile che l’umanita’ sia arrivata a tanto e non riesca a capire una cosa cosi’ banale?? e’banale mettiamocelo in testa!!! 30 anni fa’ d’agosto le citta’ erano deserte,oggi ognuno va’ in ferie quando preferisce (piu’ o meno) e cosi’ i prezzi d’agosto non sono tripli o quadrupli rispetto a giugno!
il mercato si autoregola ma solo se composto da individui intelligenti!!!
quando e’ composto da pecore che affollano i centri commerciali il 15 agosto in piena crisi economica (vicina alle due cifre) e comprano comprano comprano tanto i soldi glieli da’ la banca allora i governanti non possono lavorare per gli altri!!!!! fanno soltanto il loro interesse (come quelli che affollano i centri commerciali, pari-pari)
in venezuela la benzina costa 18 centesimi al litro ma questo sconfina un po’ dal discorso !!comunque se nessuno compra un bene perche’ non c’e’ rispetto ne’ per chi lo fa’ ne per chi lo vende ne’ per chi lo compra il bene perde il suo valore e viene avviato al macero. sappiamo bene che i giornali in italia sono solo locandine pubblicitarie per
allocchi, ma ,che vuoi,un po’ per abitudine un po’ per essere informati!!!!!! informati di che??? abitudine di che??? uno e’abituato al vino e gli dicono che il fegato e’ andato
continua a bere????????? allora siamo proprio
FOTTUTI!!!!! alfio
luglio 24th, 2008 at 09:29
si noti nell’illustrazione,che un “francobollo” nel deserto del sahara sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno energetico mondiale.
http://www.desertec.org/downloads/summary_it.doc
luglio 24th, 2008 at 13:50
Finalmente una discussione davvero interessante!!
Condivido pienamente: oltretutto, nelle centrali termodinamiche (che però necessitano di superfici relativamente ampie: i tetti, ancorchè di complessi industriali, possono essere adatti solo al fotovoltaico, che oggi come oggi ha costi sostanzialmente proibitivi!), si potrebbe anche “immagazzinare” l’energia, ad esempio con la produzione di idrogeno, in prospettiva futura.
E’ vero che l’idrogeno ha oggi molti limiti di applicazione, ma potrebbe essere una soluzione non del tutto peregrina (tipo motori a fuel-cell).
Anzi, e se le petroliere fossero “ricorvertite” per l’idrogeno, ed i deserti che oggi producono petrolio iniziassero a produrre idrogeno, mentre l’energia elettrica la producessimo “in casa” dal termodinamico?!
luglio 24th, 2008 at 20:21
condivido il tuo commento Afio,
Quindi sono i soldi che provengono dall’indotto del nucleare, che gli interessa. es. miniere (e di chi sono?…)oppure lo smaltimento dell’uranio ( e chi lo smaltisce?),ma sopratutto come ne ricava interesse personale il politico che parla di centrali?
e mi sembra di capire che anche tu condividi con mè che la migliore soluzione (salutare per tutti e tutto ) è fare un passo indietro/o fermarsi.
e così facendo il fotovoltaico o il termodinamico sarebbe sufficiente per quanto serve veramente. e l’idea che ha avuto federico di convertire un’energia in un’altra energia immagazinabile mi sembra un’ottima soluzione, perchè entrambe le energie sono ecologiche.
dicembre 28th, 2008 at 19:53
c’e da fidarsi?
Non è una scoperta che i luoghi del mondo all’equatore abbiano un irraggiamento superiore, ma lascia pensare invece il fatto che si facciano progetti fuori dall’europa.
I l petrolio arabo ha messo in ginocchio l’economia europea, perchè costriure impianti soggetti al loro controllo e gestione. Va a finire che poi il solare costerà come il petrolio, meglio impianti in europa a casa nostra sotto il nostro controllo. La grecia la spagna l’italia, il portogallo sono i paesi più adatti all’energia solare. Si può fare.