Alimentazione

Il cibo rincara, mangeremo carne in provetta?

allevamento di bovini

Vogliono provarci sul serio, pare. Bistecche non di vitello, di maiale o di pollo, ma provenienti da colture di cellule.

La carne in provetta potrebbe essere l’antidoto ai cereali sempre più insufficienti e costosi con i quali pretendiamo di nutrire, oltre a noi stessi, anche il bestiame ed i serbatoi delle auto.

A proposito della carne in provetta si è appena svolto un convegno in Norvegia

Sfamare il mondo non si può più, lo dice il Wfp, il programma alimentare delle Nazioni Unite. Le terre arabili diminuiscono, il clima che cambia rende più scarsi i raccolti, il prezzo del cibo aumenta anche per il misterioso comportamento dei mercati.

Contemporaneamente aumenta la popolazione del pianeta ed aumentano, al suo interno, coloro che vorrebbero seguire l’esempio dell’Occidente: mangiare tanta carne.

Ma gli animali da macello, per crescere, hanno bisogno di foraggio, di cereali che potrebbero invece sfamare gli uomini. Senza contare la crescente percentuale di cereali destinata a finire nei serbatoi sotto forma di biocarburante.

Sono ormai una minaccia per il clima del pianeta, gli animali da macello. Le emissioni di gas serra legate all’allevamento del bestiame inquinano più del traffico.

Se si tiene conto dell’intero processo di allevamento e produzione, la carne è peggio dei Suv: mangiare un chilo di carne vuol dire rilasciare nell’atmosfera una quantità di anidride carbonica pari a quella che si produrrebbe guidando per tre ore un Suv, e lasciando contemporaneamente le luci di casa tutte accese.

Insomma: mangiare carne significa alimentare il circolo vizioso dei cambiamenti climatici e della fame altrui. Così stanno studiando una soluzione sotto forma di carne in provetta: colture di cellule di vitello, pollo eccetera da far crescere in laboratorio con un impatto ambientale minore rispetto all’allevamento.

Si è svolto in Norveglia il primo meeting internazionale degli allevatori di carne in provetta: esponenti dei governi, biologi, tecnici, imprenditori si sono chiesti come rendere economiche e “popolari” le colture di cellule per fornire proteine animali.

Quella meta è lontana, e la carne in provetta, per ora, è troppo cara rispetto a quella convenzionale: lo dice una ricerca presentata al convegno in Norvegia. Ma la ricerca dice anche che comunque servono ricerche e passi in avanti in questa direzione.

Non so. La carne in provetta dovrebbe liberare milioni di animali da macello dalle sofferenze di una vita e di una morte tutte e due orribili. Però provo un’istintiva diffidenza verso l’idea di un cibo prodotto in laboratorio. Non sarebbe meglio, semplicemente, smettere di mangiare carne? O almeno mangiarne poca poca…

Il primo simposio degli allevatori di carne in provetta

Le virtù della carne in provetta secondo i suoi allevatori


New Harvest, un’associazione di ricerca per sostituire la carne


L’indagine sui costi e le prospettive della carne in provetta

Il dossier della Lav sulle sofferenze degli animali d’allevamento

Via Dot Earth

Foto Flickr

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apr  08
15
alle 11:51
da maria

Ultimo commento:

di Tiziano M. il 01/1/70

Carne in provetta: cosa diranno i buongustai, i puristi, i tradizionalisti, i "gastronauti"?
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2 Commenti to “Il cibo rincara, mangeremo carne in provetta?”

  1. Daniel - GenitronSviluppo.com dice:

    Buongiorno a tutti,

    Confermo quanto sopra. L’argomento è scottante visto che le solite oligarchie stanno programmando i nuovi assetti.

    Ma preciserei meglio alcuni punti per non creare ulteriore confusione.

    Buon lavoro a tutti!

    Daniel – GenitronSviluppo.com

  2. Tiziano M. dice:

    Carne in provetta: cosa diranno i buongustai, i puristi, i tradizionalisti, i “gastronauti”?
    Ma come soluzione non sarebbe male: pensiamo alla riduzione indiretta di gas serra (ieri ho guardato l’ultimo documentario del NG “Sei gradi possono cambiare il mondo”, n.62: da non perdere)

    Il problema è “educare” la gente; faccio un esempio personale, il tonno: l’ho quasi completamente cancellato dalla mia alimentazione, se arrivo ad una decina di scatolette all’anno è un record.
    Basta guardare oltre il piatto: è un dato di fatto che tante persone non sanno che cosa c’è dietro ad una semplice fettina di carne bovina; la percepiscono come un prodotto da scaffale al pari di tanti altri.
    E sì che l’informazione è ormai alla portata della maggioranza delle persone. Ma la conoscenza comporta delle responsabilità…

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