Il riscaldamento dei Poli è causato dalle attività umane

Non si tratta di oscillazioni naturali. Il riscaldamento che si registra al Polo Sud e soprattutto al Polo Nord è causato dalle attività umane.
Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, uno studio della University of East Anglia li fuga.
In effetti l’Ipcc, il gruppo di scienziati che lavora sui cambiamenti climatici sotto l’egida del’Onu, aveva lasciato la questione dei Poli in sospeso.
Il rapporto presentato l’anno scorso dall’Ipcc diceva che, in base alla chiara evidenza scientifica, i cambiamenti climatici sono dovuti principalmente alle attività umane, ma che non era possibile affermare la stessa cosa per la specifica situazione dei due Poli. Ebbene, ora invece si può.
Il lavoro degli scienziati britannici sui cambiamenti climatici nell’Artico e nell’Antartico è pubblicato su Nature Geoscience e ripreso dalle Bbc News.
Gli scienziati si aspettavano un verdetto del genere per l’Artico, riferisce la Bbc, dove la riduzione del ghiaccio negli ultimi anni è stata davvero impressionante. Non se lo aspettavano invece per l’Antartico.
Il gruppo di lavoro ha raccolto i dati sulle temperature ai due Poli e li ha confrontati con differenti modelli climatici, che attribuivano o meno alle attività umane la causa dei cambiamenti.
Ebbene, si adatta meglio a ciò che sta avvenendo ai Poli il modello che attribuisce un ruolo alle attività umane e all’uso di combustibili fossili.
Mi piacerebbe che anche il capo del Governo italiano ed il ministro dell’Ambiente leggessero lo studio della University of East Anglia. Magari smetterebbero di osteggiare le misure salvaclima dell’Unione Europea.
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Foto Flickr
da maria
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