Animali e specie protette

Il gambero rosso della Louisiana sta divorando fiumi e laghi italiani

gambero rosso della louisiana

Tiziano, uno dei lettori di questo blog, mi ha mandato il link ad un articolo del Giornale di Vicenza, dedicato al gambero killer che sta devastando il Vicentino.

In effetti il gambero rosso della Louisiana è un autentico flagello. Ma non solo nel Vicentino: evaso neanche vent’anni fa da allevamenti commerciali (ha carni discretamente quotate), ha già colonizzato mezza Italia.

In quanto “specie aliena”, non ha nemici naturali. E’ più prolifico dei conigli. Mangia tutto, non solo di tutto. Dove si insedia, resta poco o nulla. E l’elenco delle sue malefatte non è finito.

Ormai il gambero della Louisiana è presente in canali, laghi e fiumi dell’Italia centro settentrionale e anche in Sicilia.

Lungo 10-20 centimetri, rossastro, si fa un baffo di inquinamento e pesticidi, al contrario del gambero di fiume nostrano. Inoltre è portatore sano di malattie cui il gambero nostrano è molto sensibile. Dove arriva lui, per il gambero di fiume è finita.

Non lo ammazzano il freddo e il caldo, e nemmeno la siccità: è in grado di respirare anche aria e si rifugia in reticoli di tane scavate negli argini e lunghe anche cinque metri. E gli argini, ridotti a un groviera, finiscono per crollare.

Mangia piante, avannotti, uova: tutto indistintamente. Tipo Attila: dove arriva, fa terra bruciata. “Una bomba ecologica”, lo definisce il sito internet della Provincia di Vicenza, riferendo che l’assessore all’Ambiente è disperato.

Nel lago di Fimon – l’unico lago vicentino – il gambero della Louisiana sta mangiandosi tutte le castagne d’acqua, una specie peculiare del posto. La Provincia si è ridotta ad avvolgere nella rete le piante superstiti, poche decine.

Tanto per dare un’idea della rapidità con cui il gambero della Louisiana colonizza gli ambienti: nel Lago di Varese un anno fa non c’era. Lo sanno per certo, perchè hanno fatto un censimento delle “specie invasive”. E ora già si parla di invasione.

L’articolo del Giornale di Vicenza dedicato al gambero rosso della Louisiana è rimasto on line poche ore ieri e l’archivio è riservato agli abbonati. E’ però stato ripubblicato per intero da un blog.

Una scheda sul gambero della Louisiana dell’Università di Urbino

Dal Museo di Storia Naturale di Venezia, la cartina con la diffusione in Italia del gambero rosso della Louisiana e la descrizione della specie

Dalla Provincia di Vicenza il lago di Fimon minacciato dal gambero rosso della Louisiana

Il gambero della Louisiana nel lago di Varese

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ago  08
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alle 08:01
da maria

Ultimo commento:

di Stefano M il 01/1/70

Aggiungo se pensate che poi sia la natura stessa a ristabilire l'equilibrio dell'ecosistema, la p...


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95 Commenti to “Il gambero rosso della Louisiana sta divorando fiumi e laghi italiani”

  1. Gino36 dice:

    E’ un classico, peccato che ormai i numerosi esempi di danni causati dall’introduzione di specie alloctone negli ambienti più disparati non abbia insegnato nulla a riguardo.

    Passi per le introduzioni accidentali che ormai con i traffici di merci e di persone esistenti sono assai facili, ma le introduzioni volontarie davvero sono assurde.

    Andrebbe impedita l’introduzione in ambienti al di fuori di quello di origine di qualunque specie che spesso si vuol passare con finalità ricreative o commerciali (pesca/caccia/allevamento) a maggior ragione se si parla di animali di piccole dimensioni che diventano poi impossibili o quasi da fermare una volta introdotti.

    Non si riesce ad eliminare le nutrie, per citare il primo esempio di animali dannosi estranei al nostro ambiente, figuriamoci questi gamberi, sempre che si stia tentando qualcosa a parte la difesa passiva citata nell’articolo….

  2. Aldo dice:

    Post: “[Il gambero rosso] si fa un baffo di inquinamento e pesticidi [...]“

    Questa frase fa capire che oltretutto si tratta di una specie non commestibile se cresciuta in ambienti non controllati, poiché resistendo ai prodotti chimici potrebbe accumularli e trasmetterli lungo la catena alimentare fino all’eventuale, incauto entusiasta che decidesse di… mangiarseli per finalità ecologiche. Con effetti a breve e lungo termine assolutamente imprevedibili. Il fenomeno, se non sbaglio, si chiama “amplificazione”.

    Per quanto riguarda le nutrie, anni fa vidi un documentario nel quale si illustrava il tentativo delle autorità di “istruire” le popolazione locali affinché considerassero il roditore una prelibatezza per cucinare salamini, wurstel e simili. L’idea era che una specie invasiva (la nutria) potesse essere arginata solo da una specie ancor più invasiva e per di più ingegnosamente aggressiva (homo sapiens). Pare che la campagna non abbia avuto successo, perché l’idea di mangiar quelli che venivano considerati “topi giganti” non è stata apprezzata.

  3. Gino36 dice:

    @Aldo

    Non mi stupisco che il tentativo di far passare la nutria per una prelibatezza…non conosco le qualità organolettiche della carne di nutria, posto che qualcuno l’abbia mai provata ma sembra a tutti gli effetti un enorme topo.

    Eradicare la nutria credo sarebbe relativamente semplice, del resto è di dimensioni non indifferenti e per quanto prolifica una massiccia campagna di abbattimenti potrebbe farla sparire definitivamente in poco tempo.

    Per il gambero invece, purtroppo credo che dovremo tenercelo e cercare di contenerne e rallentarne il più possibile la diffusione.

  4. Tiziano M. dice:

    Il giorno seguente è allievo del precedente…

    Sebbene non abbia la stessa portata, questo fenomeno può ricordare ciò che accadde nel 1935, quando nel Queensland si introdussero cento rospi Bufo marinus per “proteggere” le canne da zucchero.
    Ora il numero di questi rospi è stimato in cento milioni. L’unico sistema per debellarli è la caccia, ed in una settimana si può arrivare ad eliminarne quarantamila.

  5. federico vannucci dice:

    Non dubito che questo “gambero” (in realtà è uno scampo) sia molto più resistente di quello autoctono (che è invece un gambero vero e proprio) a fronte di varie situazioni, ma da qui a “farsene un baffo di inquinamento e pesticidi” e di non aver “nemici naturali”, davvero ce ne corre parecchio!

    Questo “gambero” è infatti predato sicuramente da alcune specie di uccelli (in alcune zone ho trovato personalmente abbondanti resti di questi … pranzi!), e non dubito che possa essere “oggetto di attenzioni” anche da parte di altre specie: nondimeno rivela una preoccupante diffusione, peraltro assolutamente “normale” quando una specie “colonizza” un nuovo territorio!
    Dopo aver poi causato vari “sconquassi” all’ecosistema, lo stesso ecosistema ritrova sempre un “punto di equilibrio” (virgolettato perchè nessuna specie è mai in “equilibrio” numerico costante, ma subisce semmai delle periodiche fluttuazioni numeriche che, complessivamente, possono esser quelle semmai considerate l’”equilibrio”).

    Non avevo peraltro mai sentito parlare dei problemi agli argini: problema semmai molto grave con le nutrie!

    Concludo dicendo che non è così facile effettuare “abbattimenti fai da te”, di sicuro non con le nutrie (si rischia addirittura una denuncia penale!), e non mi stupirei se potessero esserci guai anche con i “gamberi”: tanto è vero che tempo fa volevo farne “incetta”, ma anche se ora non ricordo bene, mi fu detto che era proibito…

  6. federico vannucci dice:

    @Gino: dubito fortemente che, anche tutti i mezzi possibili ed immaginabili, e men che meno una banale campagna di abbattimenti, potrebbe esser funzionale ad “eradicare” le nutrie.

    Nessuna specie, allorchè trovasi in ambienti confacenti, risulta essere di facile eradicazione: basta poi che ne rimangano piccoli numeri, che in tempi più o meno lunghi tornerà al precedente “splendore” (e spesso anche più, in base al concetto di “colonizzazione” che ho espresso nel precedente post!).

    E’ semmai certo che, adottando appropriati sistemi di contenimento (possono esser sufficienti anche i soli abbattimenti), si possa semmai ternerla “sotto controllo”, evitandone così le negative conseguenze: ma come per tante specie predatrici onnivore ed opportuniste, è necessario che questi “controlli” rimangano costanti e continui nel tempo…

  7. Tiziano M. dice:

    I predatori naturali del suddetto gambero sono: il pesce gatto, il luccio e le anguille.
    Ovviamente l’eventuale introduzione di questi predatori rimodificherà il locale ecosistema, senza tuttavia debellare il Procambarus clarkii, che continuerà a riprodursi in quantità più limitata.

    Interessante sarebbe sapere se la “piccola società del lucchese che ne comincia l’allevamento nei pressi del lago di Massaciuccoli”, prima responsabile del danno per una importazione irresponsabile ha pagato o pagherà…

  8. Gino36 dice:

    Se parliamo di piccoli animali quale questo gambero particolarmente prolifico, l’eradicazione è difficilissima per non dire quasi impossibile usando normali mezzi a disposizione e cercando di salvaguardare l’ecosistema.

    Nel caso delle Nutrie parliamo di animali di grossa taglia e se ci fosse la volontà, non ci vorrebbe molto ad eradicarla tramite i classici sistemi di abbattimento e catture con trappole. Ovvio con un azione coordinata ed affidata a personale specializzato e non certo col fai da te.

  9. Gino36 dice:

    @Tiziano M.

    Vedendo come vanno le cose in italia, non credo proprio che i responsabili del primo rilascio abbiano pagato o pagheranno per i danni che hanno causato.

  10. federico vannucci dice:

    @Gino

    Io continuo a pensare che tu sia un po’ troppo ottimista: un conto è tenerla sotto controllo, soprattutto localmente; ben altro conto è riuscire ad arrivare all’eradicazione, magari dall’intero territorio nazionale!

    Ma ti rendi conto delle dimensioni che ha oggi assunto il “fenomeno nutrie”, che praticamente investe tutta Italia?!

    Ti rendi conto quanto sarebbe difficile riuscire a toglierle da tutti i laghi, fiumi e corsi d’acqua del Belpaese?!!!

    Ci vorrebbe altro che l’Esercito!
    Ma nemmeno a fomentare tutti i nembrotti: ed altro che articolo 19!

  11. john dice:

    la settimana scorsa e’ stato pescato,nel lago maggiore,un’esemplare di pesce siluro di 18 kg…
    le nutrie possono arrivare a dimensioni di 60 cm,coda esclusa.
    una volta non c’era il problema perche’ veniva utilizzata come pelliccia,il suo nome commerciale era il famoso castorino.

  12. Flavio dice:

    Eradicare la nutria?
    Dico ma sieet pazzi???????????????
    Ragionate come i Tessitori del Vuoto Buio che ci stanno distruggendo.

    Pensate piuttosto appunto al Gambero rosso ed allo scoiattolo grigio.
    La nutria è innocua
    http://nutria-myocastor.blogspot.com/
    In questo blog ve ne sono le prove.

  13. Simopego dice:

    Posso confermare che sia lo svasso e alcuni ardeidi si cibano del gambero rosso della luisiana.
    Per quel che riguarda gli argini ho visto alcuni sponde di piccoli fossi crollare.

    Invece se non ricordo male Flavio si beccò molte risposte con i “controfiocchi” sulla lista Cilea (società teriologica italiana) a causa dei suoi interventi pronutria….

  14. Myocastor dice:

    Ciao! il problema come al solito e’ l’uomo, bisognerebbe eradicare lui, fortunatamente ci sta gia’ pensando qualcuno, ma qui sarei off topic.
    Per quanto riguarda la nutria, Flavio ha ragione, c’e’ tanta disinformazione per cui rispondo solo con coloro che vogliono intraprendere un discorso serio e civile corredato da prove e non da sole parole.
    Eradicare la nutria e’ impossibile sia per motivi naturali, sia legali che economici. Troppi interessi ci sono per poterla eradicare.
    Quello che ci vuole veramente sono delle leggi piu severe in ambito di commercio, controlli assidui alle barriere, drastica limitazione delle importazioni dagli altri Paesi, abbiamo la fortuna almeno per l’agricoltura di essere autosufficienti, e anche per il latte. Ma soprattutto occorrono piani per abbattere e contenere l’immensa ignoranza della gente su questi problemi. Occorre piu’ conoscenza (e coscienza) e piu’ ricerca per risolvere in modo del tutto naturale questi fatti creati guarda caso dal genere “homo”, di “sapiens” non ha proprio nulla.
    un caro saluto a tutti! :)

  15. federico vannucci dice:

    Bèh, myocastor, se proprio lo desideri, potresti iniziare questa “eradicazione” partendo da te stesso…

  16. Myocastor dice:

    ma infatti io non sono di questo mondo, mi sono autoeradicato tranquillo! :D
    poveretto mi spiace per te.
    Un abbraccio caro fratello

  17. Manuela dice:

    Eradicare le nutrie, gli scoiattoli grigi, i gamberi rossi? ma siamo folli? Ora a parte che questo discorso non tiene proprio dal punto di vista ecologico: l’eradicazione è SEMPRE inutile e nel tempo si rivela controproducente perchè non tiene conto di molti fattori tra cui la capacità portante, a parte questo, pensiamo che siamo in 8 miliardi sulla terra e che siamo noi per primi il flagello dell’intero pianeta, facciamoci un piccolo esame di coscienza e lasciamo in pace gli altri esseri viventi!

  18. Myocastor dice:

    Concordo pienamente con quanto detto da Manuela. L’eradicazione, cosi’ come qualunque altro modo di provocare la morte degli esseri viventi e’ inutile e controproducente (mi riferisco agli abbattimenti). Lo stesso INFS ha ammesso l’impossibilita’ dell’eradicazione almeno per le nutrie. (che poi la nutria non esiste visto che il termine e’ sbagliato, il vero nome sarebbe Coypu, gia’ questo la dice lunga).

  19. Manuela dice:

    L’impatto ambientale di un solo essere umano civilizzato sul pianeta è almeno 100 volte superiore a quello di una nutria per quanto riguarda consumo di risorse, inquinamento, danno alla biodiversità, spazio occupato. Ragionando nei termini di coloro che desiderano eradicare talune specie perchè ritenute “dannose” l’uomo sarebbe la prima della lista in assoluto. Vogliamo iniziare a fare un po’ di stragi? non mi sembra una buona idea. Dovremmo farci tutti gli affari nostri invece, e cercare di diminuire il NOSTRO impatto ambientale, piuttosto che pensare sempre alle altre specie, tra l’altro introdotte da noi. Se proprio non le volevamo, beh potevamo pensarci prima! ora è tardi ed è fin troppo comodo prendersela con i più deboli!

  20. Manuela dice:

    …finchè si decide di cibarsi di un animale piuttosto che di un altro ok, ma se iniziamo ad uccidere gli animali per buttarli nella spazzatura e lo scopo principale diventa “salviamo la natura” allora questa è ipocrisia e non mi sta bene. Preferisco uno che si mangia i coypu o i gamberi rossi con la polenta piuttosto che uno che compera la carne al supermercato e poi dice “bisogna uccidere le nutrie perchè fanno danni alla natura”… ma sapete quanti danni alla natura si fanno solo vivendo in una società civilizzata? sapete che per ogni kilo di carne che comperiamo al supermercato finiscono nell’ambiente altrettanti kili di antibiotici, farmaci, inquinanti organici? non ricordo le proporzioni esatte ma vi assicuro che non sono né i coypu né gli scoiattoli né i gamberi a minacciare la biodiversità, almeno non tanto come invece fa l’attività umana.

  21. Anna Bigoli dice:

    Un bel danno per la biodiversità, d’altra parte l’autore del danno è sempre Homo sapiens, tanto per cambiare. Quindi sarebbe più corretto parlare di “flagello” riferendosi a chi l’ha importato più che al povero animale che se ne sarebbe stato volentieri a casa sua. Importiamo in louisiana il gambero europeo così forse lì non avrà nemici naturali e ci ritroveremo ad aver fatto cambio di gamberi! :b

  22. Myocastor dice:

    Manu, da biologo (non venduto) posso dirti che quello da te descritto e’ scientificamente vero! Non sono certo le specie aliene a creare danni, gli ecosistemi vengono stravolti da centinaia di milioni di anni sulla Terra e la Natura ha sempre trovato un suo equilibrio, giusto e perfetto. Anche ora con le specie “invasive” gli ecosistemi sopravviveranno, semplicemente troveranno un nuovo equilibrio. Certo e’ nostro compito cercare in modo del tutto ECOLOGICO di non sovvertire troppo le temporanee stabilita’ biologiche createsi. Ma finche’ ci saranno “uomini” che per puro piacere di ornamento o per interesse venatorio (folli criminali) importano specie alloctone, beh allora questi problemi si ingigantiranno ma l’unico responsabile e l’unico che deve pagare e’ e rimane sempre l’uomo. Questa si chiama presa di coscienza. Tutto il resto e’ pura ipocrisia che non vale la pena neanche di controbattere.
    Tornano in tema, c’e’ un biolog dell’Universita’ di Pavia che sta attuando un progetto in collaborazione con la Regione Toscana (se non erro) atto proprio a ripristinare l’equilibrio sfaldatosi a causa dell’uomo con l’importazione del gambero “killer”. Questo progetto prevede la reintroduzione di un pesce autoctono: il luccio. Questo e’ un modo etico e biocompatibile di risolvere questi problemi che solo l’idiozia umana poteva creare.
    Un caro saluto!

  23. Tiziano M. dice:

    Come non bastasse, in questi giorni sono sparite cinque nasse.
    L’ignoranza ottusa non ha rimedio.

  24. Flavio dice:

    Fibalmente due angeli (Manu e Myocastor) hanno esplicato la verità.

    Però io credo che P. clarkii e S. carolinensis debbano essere eradicati.

  25. Manu dice:

    Caro Flavio… come dicevo e come ha illustrato anche il mio collega Myocastor, eradicare, oltre ad essere eticamente discutibile, non ha senso, a meno che non si passi attraverso la reintroduzione di un predatore naturale per cercare di accelerare l’instaurarsi di un nuovo equilibrio.

  26. simone dice:

    ho visto il blog delle nutrie e le foto.. ma che caaarineee! ne voglio una!
    che poi si chiama Coypu.. nn sapevo.. vè gli ho già trovato un nome, Pu’! aha ha
    a parte questo vorrei dire una cosa (e credo d’aver ragione, lo conferma Mycastor quando parla di rintroduzione del luccio) il problema non è la nutria, il gambero o la zanzara tigre. il problema da affrontare è l’inquinamento, la distruzione degli ecosistemi, e la scomparsa di specie autoctone, che da sole sarebbero in grado di competere e contrastare la sovrappopolazione di queste speci più resistenti.

  27. Manu dice:

    L’uomo ha da sempre trasportato piante e animali. Già in Epoca Romana sono avvenuti i primi trasferimenti in Italia di specie esotiche come le spezie orientali, la vite e gli animali domestici (coniglio selvatico e fagiano). Con le crociate furono portati in Europa i ratti, originari dell’Asia, mentre il topo domestico fu introdotto in Europa già nell’età del bronzo, con il commercio navale. Con la scoperta dell’America ci fu l’introduzione di molti ortaggi e frutti (patate, mais, pomodoro, fagioli, caffè, tabacco, cacao, caucciù, canna da zucchero ecc.). Nel 1800 ci fu una grande introduzione di pesci per scopi commerciali e d’allevamento come tinche, carpe, coregoni e trote.
    E’ naturale che gli ecosistemi subiscano dei mutamenti di equilibrio, che delle specie scompaiano ed altre arrivino, certo l’uomo ultimamente sta esagerando (il fenomeno delle bioinvasioni è direttamente proporzionale all’evoluzione dei mezzi di trasporto e quindi al movimento e migrazioni dell’uomo)perchè è lui ad essere in esplosione demografica… ma cosa vogliamo fare delle altre specie se non siamo nemmeno capaci di contenere la nostra? e poi, è giusto pensare in questi termini? se si, allora smettiamo di fare figli, per fare una scelta “ecologica”, siamo coerenti!

  28. Aldo dice:

    Myocastor: “abbiamo la fortuna almeno per l’agricoltura di essere autosufficienti”

    Myocastor, fossi in te approfondirei l’argomento, perché mi sa che non sei sufficientemente informato in merito. Lo scrivo senza alcuna acredine, perché sono ben consapevole che non si può sapere tutto di tutto! Però, dai retta, spulcia un po’ di dati alla fonte e fai dei conti di tua mano (quelli altrui, per una ragione o per l’altra, sono spesso svianti).

    Manu: “[...] smettiamo di fare figli, per fare una scelta ‘ecologica’, siamo coerenti!”

    Sono coerente: non ho neppure iniziato e ne sono fiero. Fallo anche tu! :)

  29. Gino36 dice:

    Cara Manuela, la informo che sulla terra per ora siamo circa 6,8 miliardi e non 8….con tutto che ammetto che sono sempre troppi.

    Non capisco davvero questa difesa tout court degli animali alloctoni.

    Evidentemente agli animalisti a tutti i costi e che sembrano tenere tanto ad una presunta biodiversità non importa nulla del fatto che queste nuove specie spesso loro si eradicano definitivamente le specie prima esistenti, vedi i gamberi nostrani e che dire della fine che sta facendo lo scoiattolo comune a causa di quello grigio americano….cos’è volete che convivano in armonia ed amicizia? Mi spiace ma loro non sono daccordo, o l’uno o l’altro.

    Cos’è, i nuovi arrivati sono sempre migliori e vanno difesi a tutti i costi???

    L’uomo ha creato questi danni, daccordissimo e l’uomo li deve risolvere anche con mezzi che ad alcuni possono non piacere.

    Seguendo il vostro modo di ragionare ad esempio, mi sa che non cerchereste di eradicare nemmeno i “simpatici topolini” carnivori dell’isola di Gough o i già citati rospi australiani.

    Che importa se poi si estingue qualche altra specie??? Con buona pace della biodiversità che qualcuno dichiara di voler difendere.

  30. Myocastor dice:

    Ciao Aldo, io mi sono riferito a documenti trovati in Rete e soprattutto a un documento in pdf in cui la coldiretti dichiara che l’Italia e’ pronta per il biodisel in quando di coltivazioni agricole il nostro Paese ne produce in abbodanza. Da qui ergo che l’Italia sia autosufficiente in termin agricoli. In caso contrario la coldiretti dovrebbe darci spiegazioni in merito a questa dichiarazione, io mi sono semplicemente attenuto a loro.
    Ad ogni modo se non sono stato preciso chiedo scusa ma noto con piacere che persone civili come Aldo sono molto ragionevoli :)

  31. Myocastor dice:

    caro Gino, mi permetto di rispondere alle sue osservazioni:

    Cara Manuela, la informo che sulla terra per ora siamo circa 6,8 miliardi e non 8….con tutto che ammetto che sono sempre troppi.
    Ok, sono solo numeri, il concetto non cambia, come dice giustamente lei siamo in troppi.

    Non capisco davvero questa difesa tout court degli animali alloctoni.
    Non stiamo difendendo gli animali alloctoni (non vi e’ scritto da nessuna parte) ma almeno a me preme molto la Vita di qualunque forma vivente in quanto la reputo sacra.

    Evidentemente agli animalisti a tutti i costi e che sembrano tenere tanto ad una presunta biodiversità non importa nulla del fatto che queste nuove specie spesso loro si eradicano definitivamente le specie prima esistenti, vedi i gamberi nostrani e che dire della fine che sta facendo lo scoiattolo comune a causa di quello grigio americano….cos’è volete che convivano in armonia ed amicizia? Mi spiace ma loro non sono daccordo, o l’uno o l’altro.
    Personalmente non sono un animalista e neanche un ambientalista, sono solo un amante della Vita.

    Cos’è, i nuovi arrivati sono sempre migliori e vanno difesi a tutti i costi???
    Questo non lo ha detto nessuno se non lei stesso.

    L’uomo ha creato questi danni, daccordissimo e l’uomo li deve risolvere anche con mezzi che ad alcuni possono non piacere.
    D’accordo, l’uomo deve risolvere i suoi problemi ma in modo etico, ecologico e nel rispetto della vita.

    Seguendo il vostro modo di ragionare ad esempio, mi sa che non cerchereste di eradicare nemmeno i “simpatici topolini” carnivori dell’isola di Gough o i già citati rospi australiani.
    No, non e’ questo il nostro ragionamento. Si cerca di ristabilire l’equilibrio originario con ben altri metodi e molto piu efficaci.

    Che importa se poi si estingue qualche altra specie??? Con buona pace della biodiversità che qualcuno dichiara di voler difendere.
    Non so a chi si riferisce pero’ rispetto il suo pensiero. Purtroppo in questa societa’ si fa cattivo uso di un sacco di parole.

    Con simpatia :)

  32. Gino36 dice:

    Per favore Myocastor mi spieghi in che modo etico, ecologico e nel rispetto della vita si può impedire che lo scoiattolo grigio faccia estinguere quello comune, che i topi carnivori di Gough facciano estinguere gli uccelli che vivono in quell’isola (trova la notizia su questo stesso blog usando la funzione ricerca) e che gli ormai stracitati rospi velenosi facciano estinguere molte specie di serpenti in Australia.

    Mi fermo quì con gli esempi, ma potrei continuare.

    Per la cronaca gli animali non hanno un etica e dal punto di vista evolutivo se una specie devasta un ambiente eliminandone altre decine o centinaia per quella singola specie è un successo.

  33. Myocastor dice:

    Certamente Gino36, ne cito solo alcuni ma non entro nello specifico per ovvi motivi: si parte dall’introduzione di predatori naturali per arrivare alle tecniche di ingegneria ambientale, ingegneria genetica, impiego di principi attivi sulla fisiologia degli animali in questione, etc.
    Non posso addentrarmi perche’ molte cose sono in fase di studio. L’unico problema e’ che purtroppo si e’ solo agli inizi ma promettono bene.

    Che gli animali e direi anche le piante, non abbiano un’etica e’ giusto perche’ loro al contrario di noi sanno vivere bene in modo giusto e perfetto (sono piu’ evoluti di noi insomma). Questa e’ una delle tante caratteristiche che ci differenzia dal mondo in cui ci siamo trovati. C’e’ solo un motivo per cui una specie possa eliminare altre decine di specie: quel motivo e’ l’uomo perche’ senza di esso tutto cio’ non sarebbe mai accaduto in cosi’ breve tempo.
    Ad ogni modo gli animali (e le piante) sono esseri viventi come noi per cui secondo la carta costituzionale dei diritti degli animali, hanno tutti gli stessi diritti all’esistenza.

  34. Gino36 dice:

    Certo facciamo tanti begli studi, nel frattempo i danni saranno irreversibili ma nel frattempo, l’etica è al difesa della vita innanzitutto.

    Tipo per tenere sotto controllo le nutrie immettiamo i coccodrilli nelle nostre acque, magari modificati genericamente per resistere ai nostri climi??

    Mi spiace ma i metodi cruenti a volte sono necessari senza se e senza ma, più si aspetta più il danno aumenta e spesso è irreversibile.

    Evidentemente però c’è chi queste cose non le vuole capire.

    Mi vien da parafrasare una nota serie di fantascienza “Le esigenze delle molte specie contano più di quelle delle poche”.

    Qui invece 100.000.000 di rospi velenosi (che li non dovrebbero esserci) sembrano avere la stessa dignità di qualche centinaio di specie di serpenti.

    Che soluzione c’è se non eliminare fisicamente i rospi? Ma no, l’etica e la vita innanzitutto.

  35. Myocastor dice:

    Ok chiedo scusa a quanto pare sono di troppo e forse credo troppo nella buona fede e nelle capacita’ degli uomini.
    Purtroppo vedo difficile un punto di incontro, ma tant’e', chi e’ causa del suo mal pianga se stesso. Io sto dalla parte della Vita, altri (la maggior parte) dalla parte della morte, vedremo chi avra’ ragione.
    Noto con dispiacere che sono stati appositamente distorte e fraintese alcune parti dei miei commenti.
    Evidentemente pero’ c’e’ chi queste cose non le vuole capire.

    Alla sua ultima frase vorrei rispondere proprio con la sua stessa moneta:
    “Che soluzione c’è se non eliminare fisicamente gli uomini? Ma no, l’etica e la vita innanzitutto”.

    Un caro saluto con tutto rispetto ;)

    P.S. sempre pronto a chiedere scusa, ad ammettere i miei errori, a riparare gli stessi ed imparare da essi. Si chiama umilta’, era molto sentita qualche secolo fa, ora e’ stata calpestata da quella che si chiama “societa’ moderna”. :)

  36. federico vannucci dice:

    he, he, il … solito adepto!

    La cosa più “buffa” è che sostiene persino di non essere animalista: cioè prima snocciola tutta una serie di precetti anti-specisti, e poi, con la più grande faccia tosta, afferma di non essere animalista!!!

    Vabbèh: fosse solo questo il problema.

    Per l’ennesima volta, coloro che non sanno far di meglio che affidarsi a questa fondamentalista Ideologia, si dimostrano assolutamente inadeguati allorchè si affronti l’aspetto pragmatico delle questioni: la tragedia è che a “signori” di questa risma sono affidati importanti compiti di responsabilità nelle Istituzioni.
    Ed il “Pecoraio” non era che la… punta di un iceberg, che peraltro rimane tuttora intonso, se non in ulteriore accrescimento!

    Certo c’è proprio da star “tranquilli”, a pensare di far risolvere i problemi ambientali da dei fondamentalisti animalisti (i quali, se coerenti, c’è da notare che ingrossano le fila dei vegetariani per motivi etici…).

  37. federico vannucci dice:

    Premettendo di essere assolutamente in linea con quanto afferma Gino (a parte il fatto che eradicare la nutria la vedo dura, davvero molto dura, anzi… impossibile!), ci sarebbe invece motivo di riflessioni su quanto affermato da Manuela: al di là di alcune “uscite” (come l’”eradicazione” attraverso l’introduzione di un … predatore naturale?!?!?!?!?!?! Od i suoi frequenti riferimenti “etici”!), che almeno un poco fanno pensar male!

    Ma d’altronde cosa pretendi da una generazione di gente di città “cresciuta” a propaganda ideologica della LAV (et simili), ed a cartoni umanizzati disneiani?!!

  38. Myocastor dice:

    federico guarda ti rispondo solo questa volta giusto per precisare agli amici lettori che tu stai accusando e insultando ingiustamente persone che non conosci e stai mettendo in bocca frasi inventate da te difatti il bravo lettore potra’ facilmente distinguere di che pasta sei fatto. Ho visto in Rete altri tuoi commenti, per cui ti dico: hai ragione su tutto, tanto la ragione si da sempre a persone come te!
    Mi spiace solo che la Rete sia infestata dai troll ma d’altronde anche loro hanno diritto di esistere e di essere aiutati. Mi spiace per la condizione nella quale ti trovi, spero tu possa guarire presto.
    Un abbraccio!

    P.S. rispondero’ solo alle persone serie e intelligenti, per il resto, il buon lettore sa dove trovarmi. :)
    D’altronde come volevasi dimostrare questo intervento era atto a distogliere l’attenzione dal tema centrale: il gambero rosso. Invece di cincischiare su cosa e’ un animalista (ma poi che malattia hai per voler etichettare le persone? un nuovo morbo? magari ti aiutiamo, facciamo una colletta per trovare la cura :D ), bisognerebbe risolvere questi probelmi!

  39. Manu dice:

    @ Gino che ha scritto:
    “Mi spiace ma i metodi cruenti a volte sono necessari senza se e senza ma, più si aspetta più il danno aumenta e spesso è irreversibile.

    Evidentemente però c’è chi queste cose non le vuole capire.

    Mi vien da parafrasare una nota serie di fantascienza “Le esigenze delle molte specie contano più di quelle delle poche”.

    Perfetto, hai ragione, ma questo potresti affermarlo se e solo se ti includessi nell’elenco delle specie invasive, perchè _mi spiace_ l’ecologia è ecologia, (bando all’etica), l’uomo è un animale altamente nocivo pertanto va eradicato. Manca la coerenza, altrochè animalisti! Se ragioni in termini ecologici devi farlo per tutti, visto che volenti o nolenti siamo tutti parte del grande sistema vivente, altrimenti sei “umanista” e te ne freghi dell’ambiente. Questo anche per chi usa l’assurdo termine “animalista”, un’etichetta senza alcun senso.

  40. Manu dice:

    Sono 844 le specie tra piante ed animali scomparse negli ultimi 500 anni dalla faccia del pianeta Terra. La massiccia estinzione, quasi sempre imputabile direttamente alle azioni dell’uomo, è la peggiore dopo quella dinosauri. La denuncia arriva direttamente dalla Convenzione Onu sulla Biodiversità (World Conservation Union) che ha redatto un rapporto di 92 pagine indicando con precisione tutte le specie scomparse.

    “Siamo responsabili della sesta maggiore ondata di estinzioni, la maggiore dalla scomparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa” recita il rapporto. Le altre cinque (avvenute 205, 250, 375 e 440 milioni di anni fa) sono state causate da devastanti cambiamenti climatici avvenuti a livello planetario. Ma il dato più allarmante è che l’attuale ritmo di distruzione delle diverse specie è mille volte più veloce del passato remoto del pianeta.
    La causa principale dell’estinzione di tante specie è dovuta all’aumento della popolazione umana (6,5 miliardi di persone) e alla conseguente espansione delle città e alla crescita dell’inquinamento ambientale. La deforestazione, anche se in calo rispetto agli ultimi anni (dagli 8,9 milioni di ettari persi negli anni ‘90 si è scesi ai 7,3 milioni nel periodo 2000-2005) resta uno dei maggiori problemi. Le specie alloctone sono uno sputo, in confronto ai problemi creati DIRETTAMENTE dall’attività umana.
    Ma piuttosto che dare la caccia agli scoiattoli grigi e ai gamberi rossi, svegliamoci un po’ ed iniziamo da noi stessi, iniziamo a diminuire gli sprechi,
    a mangiare meno carni, a protestare quando si vedono sprechi o siamo di fronte a leggi idiote, ad essere contenti quando troviamo le lumachine nell’insalata, a preferire le mele piccole e storte da quelle lucide grandi e rosse (finte) a non diventare nevrotici se ci troviamo scorpioni e millepiedi in camera da letto, a sopportare le zanzare, a smetterla di frignare se un piccione ci fa la cacca sulla macchina nuova, insomma ad essere più tolleranti con il nostro ambiente e più responsabili nei nostri gesti…
    Ma è tanto difficile capire che bisogna smetterla di accanirsi contro gli animali e concentrarsi sull’uomo, partendo da noi stessi? Per quanto mi riguarda no, non eradico nemmeno ratti e topi: quei stramaledetti rodenticidi sono la ricchezza delle aziende che li producono e la rovina dell’ambiente dell’uomo e degli animali (soprattutto quelli protetti, e quelli domestici, non tocchiamo il tasto dolente).

  41. Manuela dice:

    @ Fede Vannucci
    Stendendo un velo pietoso sui commenti riguardanti l’etica, che fanno “pensar male”… cosa trovi di strano nella reintroduzione dei predatori (che l’uomo ha precedentemente estirpato per motivi “ricreativi”)?
    Meglio uccidere, così poi quei 4-5 individui che restano (e restano sempre) si moltiplicheranno ancora più a dismisura? se una specie decide di moltiplicarsi ed è già partita in questa direzione lo farà fino a raggiungere un equilibrio, che si chiama capacità portante. Sottraendo individui alla popolazione si otterrà solo un aumento del tasso di natalità. Questo lo dice l’ecologia ma sappiamo che in realtà in natura le cose sono ben più complesse e bisogna fare i conti con una infinità di altre variabili perlopiù sconosciute e permettimi il termine… “troppo grandi” per una specie (Homo sapiens scemens) che non è neppure capace di autolimitazione, seppure invasiva come nessun’altra e si definisca “intelligente”.

  42. federico vannucci dice:

    Siccome tu, manu, da “brava” animalista stai mistificando, appena ho un attimo di tempo affronterò con un po’ di pazienza alcuni argomenti, comunque interessanti, che tu hai introdotto…

    P.S.: animalista (anti-umanista) è colui che è dotato di una così scarsa “sensibilità morale” da aver difficoltà a scorgere la differenza che passa fra un uomo ed una stupida bestia… (cfr. Konrad Lorenz, “So kam der Mensh auf den Hunt”…).

  43. Manuelochka dice:

    Federico Vannucci dice:
    “la tragedia è che a “signori” di questa risma sono affidati importanti compiti di responsabilità nelle Istituzioni”

    …se così fosse, le istituzioni funzionerebbero molto meglio di come funzionano ora :) . Invece purtroppo sono affidate alla gente che mette da parte l’etica quando si parla di ecologia, però questo vale solo per tutte le altre specie, non quella che guarda caso, sta sfasciando il pianeta (Homo sapiens scemens perchè dire solo H.sapiens mi sembra fuori luogo). Questa gente ama così tanto la biodiversità che la sua passione è uccidere tutto ciò che si muove (e buttarlo nella spazzatura) purchè non paghi le tasse e non abbia un numero di carta di identità.

  44. Manu dice:

    Si vede che qui c’è proprio un limite, un muro, perchè ogni volta che qualcuno non ha argomentazioni valide tira fuori questa parola magica “animalista”. Quando non c’è più discorso, quando diventa troppo scomoda la verità, ecco che scatta l’etichetta “è animalista”. Io sinceramente preferirei argomentazioni valide ad un’etichetta ma si vede che non è possibile e se proprio volete affibbiarmi un’etichetta ditemi che sono per il vivi e lascia vivere, che sono “vitalista” amante della Vita (tutta, non solo animali)ma non semplicemente “animalista” perchè è estremamente riduttivo.
    Tanto ognuno la vede come vuole, io non ho da far cambiare idea a nessuno ma piuttosto fornire degli input, dei dati di fatto, cosa che qui ho già ampiamente fatto e che uno è libero di accettare o meno :)

  45. Anton dice:

    “Animalista (anti-umanista) è colui che è dotato di una così scarsa “sensibilità morale” da aver difficoltà a scorgere la differenza che passa fra un uomo ed una stupida bestia…”

    La differenza tra l’uomo ed una “stupida bestia” è che l’uomo oltre ad essere una “stupida bestia” possiede anche quell’arroganza e cattiveria (che lui chiama “sensibilità morale”) che gli fa credere di essere superiore a tutti e a tutto, ed in virtù della quale si sente autorizzato a commettere i crimini più malvagi e a schiavizzare chi invece non ha questa “sensibilità morale” del ca**o.

  46. simone dice:

    cmq.. ho ragione io

  47. federico vannucci dice:

    Vediamo un po’, Manuela: di “carne al fuoco” ne hai messa un fottio, vediamo di iniziare da qualche parte…

    “Le specie alloctone sono uno sputo, in confronto ai problemi creati DIRETTAMENTE dall’attività umana.”
    Come notato altrove, le specie alloctone sono UNO dei problemi creati dalle attività umane.
    Immagino che anche tu, come tante “anime candide” di questo Forum, i problemi li vorreste risolvere, e se possibile tutti quanti: d’accordo, non è possibile, ma allora risolviamo almeno quelli che siamo in grado di risolvere (come appunto questo, se solo fosse possibile)!!!

    Riguardo al resto che hai notato nei tuoi 2 post di apertura, potrei anche condividere che “l’uomo è un animale altamente nocivo”, ma come ho già fatto notare a qualcun altro, se proprio hai voglia di … eradicarlo, puoi benissimo iniziare da te stessa, piuttosto che dal tuo prossimo! (Questo tuo è peraltro un chiaro “sentire” animal-ambientalista anti-umanista…).
    Per il resto, non posso che rispettare il tuo concetto di “tolleranza” nei confronti dell’Ambiente e degli animali: ti vorrei però solo far notare che non tutti debbono necessariamente avere questo TUO livello di tolleranza (che peraltro sembra anch’essa di chiaro stampo anti-umanista…), ed anche che la Natura e gli animali stessi non sono stati dalla notte dei tempi così “materni” nei confronti della ns specie, ma piuttosto decisamente “matrigni”, e quindi non potremmo permetterci di “tollerarli” con tanta bonomia, ed in condizioni diverse dall’ambiente “artificioso” in cui viviamo, pena la ns stessa sopravvivenza (poi, se a te fa piacere comportarti così, sei liberissima di farlo: auguri!).

    Entrando più nel tecnico, parlavamo di “eradicazione”: e tu vorresti “eradicare” un specie attraverso i suoi… predatori naturali?!!!
    A parte il fatto che introdurre dei predatori (presumibilmente alloctoni, dal momento che si parla di specie alloctone) in un ecosistema ha tutta la probabilità di creare scompensi e sconquassi ancora maggiori di quelli che si vorrebbero risolvere, è altissimamente probabile che le 2 specie (predatore e predato) si stabilizzino su di un punto di equilibrio, altro che “eradicazione”!
    Insomma, non mi vorresti mica “dare a bere” che, introducendo un “predatore naturale”, prima si “eradica” la specie predata, e poi come per magia sparisce anche il predatore per mancanza di … sussistenza?!!!! Via, vabbene che siamo in un Blog dove di amenità ne ho sentite di ben maggiori, ma tu hai proprio una fervida … eco-fantasia!!!

  48. federico vannucci dice:

    “se una specie decide di moltiplicarsi ed è già partita in questa direzione lo farà fino a raggiungere un equilibrio, che si chiama capacità portante. Sottraendo individui alla popolazione si otterrà solo un aumento del tasso di natalità”.

    Questa, almeno come enunciazione, è abbastanza corretta: aggiungo solo che il massimo della capacità riproduttiva della specie (il miglior risultato assoluto in rapporto alla natalità ed al tasso di sopravvivenza), lo si ha allorquando la specie “viaggia” al 50% della propria capacità portante.

    Ora, al di là dell’utilizzo evidentemente mistificatorio che tu vuoi fare di questa evidenza scientifica, questo principio risulta oltremodo utile nella gestione (scientifica) delle specie selvatiche, alloctone e/o “invasive” comprese!

    Se infatti noi volessimo “massimizzare” la possibilità di prelievo di una specie selvatica, dovremmo infatti tenere costantemente la specie a quella percentuale della capacità portante.

    Se invece la volessimo “contenere”, è ovvio che dovremmo moltiplicare i ns sforzi, portandola ben sotto il su citato 50%.

    Se invece noi effettuiamo dei “contenimenti” in maniera tale da NON abbattere drasticamente quel 50%, ed addirittura ci attestassimo a percentuali superiori, non faremmo che un inutile e finanche dannoso sforso rispetto a quanto ci siamo prefissati.

    Rimane solo da convenire che l’Homo Sapiens è appunto tale solo fino ad un certo punto (soprattutto se abitante in città!!!), e vorrei aggiungere che riguardo le “eradicazioni” ha, al di là dei precetti etici, ancora molto da … lavorare, considerata la per lui sostanziale ineradicabilità delle specie “invasive” che trovino condizioni ambientali oltremodo favorevoli (vedi appunto nutrie, ratti delle chiaviche, gamberi rossi della Lousiana ecc.)…

    P.S. Sarò oltremodo lieto di riuscire a toglierti un po’ di “sete con il prosciutto”, se tu sei così ingenua da ritere che, la tua etichettatura quale “animalista”, altro non nasconde se non l’inadeguatezza a “sviscerare” in maniera tecnico-scientifica gli argomenti da te proposti…

  49. simone dice:

    si si.. certo

  50. Manu dice:

    Vannucci ha scritto: “ma come ho già fatto notare a qualcun altro, se proprio hai voglia di … eradicarlo, puoi benissimo iniziare da te stessa, piuttosto che dal tuo prossimo! (Questo tuo è peraltro un chiaro “sentire” animal-ambientalista anti-umanista…)”.

    Non mettermi in bocca cose che non ho mai scritto: a me NON PIACEREBBE eradicare gli esseri umani, come nemmeno gli animali. Ho soltanto detto che chi parla tanto di animali nocivi e di loro eradicazioni dovrebbe prima farsi un esame di coscienza e domandarsi quanto è nocivo lui, come individuo e soprattutto come specie. In questa considerazione non c’è nulla di antiumanista animal-ambientalista, è solo un dato di fatto che può essere accettato o meno. In quanto ai predatori naturali, non mi riferivo a specie alloctone bensì alla REINTRODUZIONE di predatori naturali a suo tempo sterminati o drasticamente ridotti dall’attività umana (es. Anguilla per quanto riguarda il gambero rosso e volpe per quanto riguarda la nutria). In quanto ai discorsi filosofici su Homo sapiens (e non Sapiens)condivido che il più delle volte si tratta di Homo scemens.

  51. Manu dice:

    Vannucci ha scritto:

    “la Natura e gli animali stessi non sono stati dalla notte dei tempi così “materni” nei confronti della ns specie, ma piuttosto decisamente “matrigni”, e quindi non potremmo permetterci di “tollerarli” con tanta bonomia, ed in condizioni diverse dall’ambiente “artificioso” in cui viviamo, pena la ns stessa sopravvivenza (poi, se a te fa piacere comportarti così, sei liberissima di farlo: auguri!).”

    E’ vero, gli animali e la natura non sono sempre materni, anzi… però ciò non significa che dobbiamo seguirne l’esempio, altrimenti smettiamo anche di condannare la pedofilia, lo stupro, la violenza… tutte cose derivanti dalla nostra natura “animale”, comunque presente. Credo che la NATURA UMANA ovvero levoluzione dell’uomo sia il rispetto e l’amore per TUTTI gli esseri viventi. I nativi americani, come gli antichi egizi avevano rispetto degli animali e della natura e non erano “artificiosi”, uccidevano solo per mangiare e lo facevano con parsimonia e consapevolezza. Non occorrse essere tanto “materni”, nessuno dice di andare in giro in cerca di animali da salvare, basterebbe soltanto evitare di fare gli str**zi :)

  52. Manu dice:

    Insomma, non mi vorresti mica “dare a bere” che, introducendo un “predatore naturale”, prima si “eradica” la specie predata, e poi come per magia sparisce anche il predatore per mancanza di … sussistenza?!!!!

    E’ logico che dipende da tanti fattori, alcuni dei quali non prevedibili. Un ecosistema non è mica un ammasso di formule, le dinamiche sono complesse ed i fattori implicati sono moltissimi.
    Si può ipotizzare, sperare, fare delle stime ma non esistono certezze, nessuno di noi è Dio. Si cerca di proporre delle soluzioni, visto che sono già in fase di studio, perchè criticare?

  53. simone dice:

    sono completamente d’accordo con manu.
    riguaro l’ultimo commento mi verrebbe d’aggiungere che lo scopo della reintroduzione di predatoti autoctoni sarebbe di favorire un riequilibrio.. tra prede e predatori, e non di eradicare.

    ah’ manu.. ho scritto sul tuo blog, ma sul post nn vedo il mio commento.. l’hai ricevuto? vabè nn è che fosse così importante..

  54. simone dice:

    ah.. cmq, ribadidisco, avevo ragione io..

  55. federico vannucci dice:

    Scusa Manu, forse sono “limitato” io: ma cosa stai dicendo, ma di cosa stai parlando?!!!

    Qui si stava parlando di cose estremamente pragmatiche, e tu te ne vieni fuori con capziose interpretazioni etiche, ed arrivi addirittura a tirar fuori “Dio”: ma cosa c’entra?!!!

    L’unica cosa che riesco ad “apprendere”, è che tu, per eradicare le nutrie, vorresti “reintrodurre” le volpi!!!!

    Al che, scusa e permettimi, la domanda mi sorge spontanea: ma tu, in che mondo vivi?!!

    Ora, a prescindere da questa tua amenità, io penso che bisogna proprio essere “animalisti” nell’anima, per arrivare a concepire che, per eliminare un qualsivoglia animale, si debba necessariamente passare attraverso l’azione di un predatore magari “reintrodotto”, piuttosto che ad un’azione umana diretta: che poi sia meglio che un animale sia “eliminato” previe torture, squartamenti e dissanguamenti vari (visto che nessun predatore in genere utilizza metodi molto “gentili”!), piuttosto che ad esempio con una fulminea fucilata, è chiaro solo nelle imperscrutabili menti di voi animalisti (della serie: va tutto bene, purchè non sia l’uomo, “il peccatore”, lui noooo!)…

    P.S.: se tu insisti nel voler fare delle equiparazioni assolutamente fuori luogo e finanche insulse fra uomini e bestie, non prendertela se poi qualcuno ti “etichetta” quale animalista (e di conseguenza pure anti-umanista)…
    2P.S.: Tanto per approfondire il concetto che ho or ora espresso, tu affermi che: “Ragionando nei termini di coloro che desiderano eradicare talune specie perchè ritenute ‘dannose’ l’uomo sarebbe la prima della lista in assoluto.”
    Considerato che hai pure rincarato la dose con la tua risposta, e visto che tu sei tanto “sensibile” ai precetti etici, ti informo volentieri che con questa frase hai messo gli uomini e le bestie sullo stesso piano!
    Non ti sto dicendo che hai detto una cosa di per sè sbagliata: ti dico solo che, per come hai posto la questione, il tuo “senso etico” è assolutamente inaccettabile per chi non abbia abbracciato la tua stessa “fede” (o, quantomeno, totalmente riconducibile all’animalismo anti-umanista!). Capisci a me…

  56. simone dice:

    una curiosità, federico, quanti anni hai, di dove sei?

  57. Manu dice:

    Ascolta Federico, a me non interessano i tuoi commenti personali sul mio modo di essere e di vivere e non sono tenuta a darti una risposta (che cmq non servirebbe a niente), io ho esposto solo dei dati scientifici, se non ti vanno bene sei libero di non accettarli. Se ti va di pensare che sono “animalista” pensalo pure. La volpe e gli altri predatori gli animali li uccidono per cibarsene, l’uomo li ucciderebbe per buttarli nell’inceneritore (almeno le nutrie, i gamberi non so) o trasformarli in disgustose farine animali da far ammuffire in qualche magazzino e pronte per essere rifilate ai nostri amici a quattrozampe sottoforma di succulente e malsane scatolette. Se permetti ho di meglio da fare che controbattere con chi crede ancora alla preconfezionata filastrocca “gli umani sono umani e le bestie sono bestie”. ciao ;)

  58. federico vannucci dice:

    Tu manu, di “scientifico”, più che altro diffondi quello che ogni altro animalista tuo pari è solito diffondere: la “scientifica” (e ciò premeditata e sistematica) mistificazione e menzogna.

    Con la differenza che quando vieni a raccontare la favola che per “eradicare la nutria” bisogna “reintrodurre la volpe”, non fai altro che aprire la bocca tanto per dare aria al tuo “lato B”…

  59. Manu dice:

    Simone, ti ho risposto, scusa ma mi ero dimenticata di moderare i commenti :)

  60. simone dice:

    fa niente, grazie

  61. Roberta dice:

    Il piano di reintroduzione dei predatori naturali è l’unica cosa sensata che le istituzioni potrebbero attuare. Ho sentito che è in fase
    sperimentale, speriamo che mantengano questa linea, ma visti gli interessi economici che stanno sotto i vari piani di eradicazione, risulta difficile crederci.

  62. Myocastor dice:

    Ciao Roberta, hai centrato in pieno, il tuo è un post sensato. D’altronde basta avere un minimo di logica e un poco di basi di ecologia.
    Per il resto sono sulla stessa linea di Manu. Per te Roberta e gli altri, io e Manu (e tanti altri colleghi biologi) siamo a disposizione. un caro saluto!

  63. federico vannucci dice:

    Della serie: non tutti i mali vengono per nuocere!

    Vedo che qui c’è un bel sodalizio di “biologi” evidentemente nullafacenti e disoccupati che, più che “sparare” amenità, hanno intravisto un modo piuttosto facile per … riempirsi la saccoccia!

    D’altronde gli esempi in giro non mancano, dalle centinaia di milioni di euro che sono state spese per la reintroduzione del Lupo, agli “spiccioli” delle centinaia di migliaia di euro che a Roma la Lipu annualmente percepisce per “traghettare” i branchi di storni da un quartiere all’altro…

    P.S. Ma almeno … aggiornate il vocabolario: non “eradicazione” della nutria, ma sua “gestione con metodi naturali”. Anche attraverso la “reintroduzione” della Vulpes Vulpes, specie… notoriamente “estinta” in gran parte del territorio nazionale!!!

  64. un biologo dice:

    Signor Vannucci, se continua ad insultare la suddetta categoria partira’ una querela a suo carico.
    Certo in un suo ravvedimento,
    la saluto cordialmente.

    F.G.

  65. Anonimo dice:

    ciao federico, ti prego anch’io di moderare i toni. Esprimi pure le tue idee ma senza offendere nessuno. Grazie

  66. federico vannucci dice:

    Ah, se i non meglio precisati signori biologi vogliono sporgere querele si accomodino pure!

    Se invece tu, Emiliano, mi vorresti fare la cortesia di evidenziare dove io abbia espresso “offese” (peraltro perseguibili a querela di parte, come afferma l’anonimo “biologo”), te ne sarei oltremodo grato!

    Se infine nessuna offesa è stata da me profferita (come mi sembra evidente che sia), ti invito caldamente ad evitare di attribuirmi accuse che “non sussistono”: non foss’altro perchè questo sarebbe oltremodo scorretto (oltre che integrare gli estremi della diffamazione…).

    P.S.: sempre ovviamente più che disposto a recitare il “mea culpa”, solo che almeno una “culpa” io la abbia…

  67. Anonimo dice:

    ciao federico, siccome ti considero una persona sana di mente ti invito a riflettere su quello che hai scritto: “Vedo che qui c’è un bel sodalizio di “biologi” evidentemente nullafacenti e disoccupati che, più che “sparare” amenità, hanno intravisto un modo piuttosto facile per … riempirsi la saccoccia!”

    questa è un’offesa.. non credo ti debba spiegare perché… :-)

  68. federico vannucci dice:

    bèh, se questa è un’offesa, attendo trepidante la querela di lorsignori: scusa però se nel frattempo mi scappa un po’ da ridere…
    Comunque spiegami, spiegami, perchè davvero non ci arrivo (probabilmente non sono così “sano di mente” come immagini…)!

    Dato che ci sei, dammi anche una spiegazione alternativa alla … “menzogna” (od all’”amenità”: a piacer tuo), di cosa sia in realtà la “reintroduzione delle volpi”: che, per chi non lo sapesse (”biologi” o presunti tali compresi), sono una delle specie più “in salute” e più diffuse che alberga nelle ns lande: quindi, cosa ci sarà mai da “reintrodurre” (termine che biologicamente ha una valenza peraltro intuitiva, anche per chi biologo non lo è)?!!!

  69. stefano dice:

    ciao vorrei sapere se esiste una soluzione x sterminare il gambero rosso e reintrodurre i gambere e granchi nostrani

  70. Laura dice:

    La reintroduzione di predatori è una metodologia moderna, ancora sperimentale su cui si stanno facendo degli studi che promettono molto bene. Non solo la volpe per quanto riguarda la nutria, ma anche la lontra e altri mustelidi, lince, lupo e diversi rapaci. Il fatto che negli ultimi 50 anni il numero di predatori si sia ridotto ad un quarto a causa delle attività umane non è da trscurarsi, perciò benvenga la reintroduzione dei predatori. Purtroppo il metodo di controllo basato sulla reitroduzione incontra non pochi ostacoli, più che altro derivanti da pressioni della gente locale per vari motivi (paure ingiustificate, ecc). PS: per chi non lo sa il termine “reintroduzione” viene talvolta usato per intendere un “aumento di numerosità” ripristinato dall’uomo. Le volpi purtroppo sono meno in “salute” di quanto sembra: ci sono forti differenze tra la pianura, dove la volpe presenta generalmente basse densità, e la fascia collinare e montana, dove si riscontrano densità medio-alte.

  71. Laura dice:

    Da non dimenticare inoltre che la reintroduzione risulterebbe poco efficace qualora non si prendano anche altri provvedimenti e cioè:

    La graduale eliminazione delle discariche di rifiuti a cielo aperto o, quantomeno, la recinzione delle stesse a prova di animale;
    b) L’eliminazione delle operazioni di ripopolamento intese come massiccio rilascio di selvaggina allevata piuttosto che come reintroduzioni operate su corrette basi tecnico-scientifiche.
    c) L’eliminazione di tutte le fonti alimentari di origine antropica, quali le discariche abusive, soprattutto avicole, e quant’altro rappresenta scarto della produzione dell’allevamento.

  72. federico vannucci dice:

    Ascolta, Laura, ma te chi ti ha “sciolto”?

    Cosa mangi per colazione: pane ed … Ideologia?!!!

    A me questi discorsi tanto per dare “aria”, mi urtano decisamente il sistema nervoso: purtroppo questo è quello che “passa” il … fondamentalismo ambientalista nostrano, peraltro spesso nascosto sotto il paravento della “scientificità”!!!

    Potrebbe anche darsi che la tua “cultura” sia limitata alla lettura di libri più o meno di testo, dei quali tu ci fai ora un confuso resoconto, e dove prima affermi una cosa e nel post successivo l’esatto contrario…

    D’altronde cosa vuoi pretendere da più o meno presunti “biologi” convinti che “per eradicare la nutria, bisogna reitrodurre la volpe”, non sapendo nemmeno la differenza che passa fra una “reintroduzione” ed un … “ripopolamento”?!!!

  73. Myocastor dice:

    Ciao Laura, quello che dici e’ corretto e logico. In internet si possono trovare diversi articoli a favore di cio’. Purtroppo l’unico problema e’ proprio dato da alcune persone ma grazie a Dio l’amore per la Vita e’ sempre la strada giusta. L’importante e’ impiegare cio’ che madre Natura ci ha dato. Per Stefano e Laura: qui trovate proprio il metodo giusto per il gambero rosso. http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2002/fedeli/la_storia/biologo.htm
    Un caro saluto a tutti

  74. federico vannucci dice:

    Effettivamente, Myo, il tuo “contributo” è stato davvero fondamentale: a questo punto mi “inchino” alla sapienza di “scienziati” di siffatto spessore, peraltro supremi dentori di ogni Conoscenza e di ogni Consapevolezza, dandovi sicuramente ragione…

    Con buona pace anche di tutte le fonti trofiche antropiche e della loro conseguente diretta influenza sulla densità dei cosiddetti “predatori onnivori opportunisti”…

  75. Zippo dice:

    @ Federico Vannucci

    di gamberi della Louisiana ne puoi catturare quanti ne vuoi, anzi, è vietato il rilascio una volta presi!
    diverso discorso per il gambero di fiume nostrano che è tutelato!

  76. Serena dice:

    Il ripopolamento e la reintroduzione di predatori autoctoni è l’unica soluzione possibile, la meno peggio. Le eradicazioni si sono sempre rivelate inutili a lungo termine per le specie invasive, oltre ad essere criticabili dal punto di vista etico. Procurerò le pubblicazioni in merito… devo solo avere il tempo di tirarle fuori. Mi vien da ridere perchè molte specie oggi difese come “patrimonio faunistico/floristico locale” sono autoctone, solo che non lo sono da 20 anni ma da 200! :) Mi viene anche da ridere perchè con le acque di zavorra vengono scaricati ogni istante decine e decine di specie alloctone di plancton… solo che siccome è piccolo nessuno si preoccupa di eradicarlo, anche se fa estinguere il plancton autoctono!!! :) )) la globalizzazione ecologica purtroppo è inarrestabile perchè procede con lo sviluppo umano. Si può cercare di prevenirla, ma pensare alle eradicazioni è quanto meno ridicolo. ciao

  77. Laura dice:

    A parte i commenti deliranti di qualche classico maleducato che non perde l’occasione per offendere gratuitamente, mi rallegra l’idea che esistano ancora delle persone competenti e soprattutto in grado di fare discorsi sensati, grazie Myocastor, grazie Serena.

  78. Myocastor dice:

    Grazie anche a te Laura! :) E un grazie particolare anche alla nostra cara Manu.

  79. Franco dice:

    Gamberi rossi? ma non si può incrementare semplicemente l’attività di pesca? Per le nutrie mah…
    la Volpe rossa, ormai estinta nell’intera pianura padano-veneta (forse sterminata?) mangia ciò che è più facile reperire in ogni dato momento in ogni ambiente, soprattutto rifiuti, ormai così comuni ovunque.
    Quindi la reintroduzione della volpe nelle zone della pianura padana dove le nutrie prolificano credo sia azzeccata, ho sentito però dire che i residenti hanno più volte bloccato i progetti

  80. Manu dice:

    Nel mondo, secondo il calcolo dell’Iucn, l’organismo mondiale per la conservazione della natura, sono minacciate 12.259 specie su un totale di 1,75 milioni monitorate. Solo in Europa il 42% dei mammiferi rischia l’estinzione. E lo stesso vale per il 15% degli uccelli, il 45% delle farfalle, il 45% dei rettili e il 52% dei pesci di acqua dolce.

    L’inquinamento e i cambiamenti climatici, insieme all’aumento della popolazione e all’urbanizzazione sono tra le principali minacce alla biodiversità. NON LE NUTRIE, NON I GAMBERI ROSSI; NON GLI SCOIATTOLI GRIGI né i vermi dal sedere viola…
    Ora, ecologicamente, scientificamente e moralmente, è una cavolata accanirsi contro
    le specie alloctone. Lo scoiattolo grigio è stato importato nell’800 nel Regno Unito, appena oggi, cioè dopo oltre 200 anni si può dire che abbia avuto degli effetti sulla popolazione degli scoiattoli rossi autoctoni, riducendola (non estinguendola!) … se anche tra 100 o 200 anni sparirà il gambero nostrano, ma che cavolo di problema mai sarà? che andando avanti di questo passo, tra inquinamenti vari, effetti serra e catastrofi nucleari, tra 50 anni non ci sarà più nemmeno la terra!!! ma cavolo, sveglia!

  81. Myocastor dice:

    Manu, concordo con te (e non solo io), al 100%!

  82. Nicoletta dice:

    A proposito del gambero rosso. Ne ho visto uno qualche giorno fa, nella sorgente che finisce nel lago di Alserio (CO),nel Parco Naturale….Non so se devo segnalarlo all’Ente Parco oppure no, dato che non mi risulta ci siano stati altri avvistamenti.
    Se qualcuno sa darmi indicazioni può scrivermi.

    Saluti Nicoletta

  83. Tiziano M. dice:

    La notizia è apparsa qualche giorno fa ne “Il giornale di Vicenza”: Procambarus clarkii ne pescano a chili; sono sempre più numerose le persone interessate a metterli sul piatto :-)
    Magari un giorno mi toglierò la curiosità, andrò a vedere quanti “pescatori” attorniano il laghetto.

  84. Manu dice:

    …beh se li mangiano niente da dire. :) Quel che mi fa venire i nervi è “la sindrome dell’ecologista ammazzaanimali”!
    Guardatevi sto filmato:
    http://it.youtube.com/watch?v=0zPcR7wgh0c
    questo, sia ben chiaro, non per essere “anti-umani” ma solo per dire di non esagerare gettando sempre tutte le colpe sugli altri.
    Insomma, è giusto pensare che abbiamo il diritto di vivere su questa terra, ma non dimenticare che questo diritto ce l’hanno tutti.

  85. Manu dice:

    Ciao Nicoletta, se avvisi o meno al lato pratico non cambia nulla, personalmente però te lo sconsiglio perchè rischi di creare allarmismi inutili e scatenare chiacchiere con conseguenti stragi fini a se stesse.

  86. Marco V. dice:

    Ciò che ci rende così difficile accettare che gli animali debbano godere dello stesso rispetto dovuto agli esseri umani è la nostra visione antropocentrica del mondo, secondo la quale l’uomo è al centro dell’universo, e tutte le altre specie sono a lui sottoposte. Questa visione ha prodotto una cultura detta “specista” (come esiste la cultura razzista, quella sessista, ecc.), che ritiene la specie umana come l’unica degna dei diritti alla vita, alla libertà, al rispetto, al benessere e alla non discriminazione. Solo scendendo dal “trono” antropocentrico, e accettando l’importanza e la dignità delle altre specie, l’uomo potrà vivere senza arrecare loro sofferenza. Molti temono che rispettando gli animali si rispetti di meno l’uomo. Si tratta di una paura infondata, perché è possibile, e doveroso, invece, rispettare tutti, uomini e animali.

  87. Myocastor dice:

    concordo pienamente con te Marco V. Si tratta di vivere con amore perchè noi siamo parte del tutto. un caro saluto e grazie!

  88. Raoul dice:

    A proposito dell’area di Alserio e della brianza la situazione del “gambero killer” sta venendo monitorata dal COMITATO BEVERE ed è sicuramente molto preoccupante.

    Ovviamente la valutazione riguardante gli effetti della’acclimatazione di una specie alloctona non va fatta sull’onda di emozioni precipitose, ma in maniera razionale.

    Se è vero che questi gamberi possono andare a coprire una nicchia ecologica che negli ambienti umidi più compromessi è divenuta vacante a cuasa dell’inquinamento e dell’alterazione delle sponde,

    è altrettanto vero che rappresentano comunque una minaccia enorme per la biodiversità di molti habitat.

    Nel caso del Lago di Alserio il fatto più grave è rappresentato dal rischio di estinzione di due popolazioni di gambero italiano (Austropotamobius italicus).

    Il “gambero killer”, come altre specie americane è infatti portatore sano della temibile “peste del gambero”, un fungo che non da scampo alla specie autoctona..

    Lo studio di adeguate misure di contenimento dell’invasione della specie alloctona è quindi di prioritaria importanza…

    così come è molto importante segnalare i nuovi punti di rinvenimento..

    ciao!

  89. Manu dice:

    …sull’onda di emozioni precipitose?
    Guarda che le emozioni non sono mica una debolezza da mettere da parte eh?
    Ecologicamente parlando, Homo sapiens sarebbe la prima specie (invasiva) da sterminare. Se non fosse quella parte “emozionale” a funzionare, caro Raoul, potremmo dare il via libera allo sterminio di Homo sapiens in quanto specie altamente nociva. Invece guarda caso abbiamo un cuore e saranno seri guai il giorno in cui lo metteremo da parte chiamandolo “emozione precipitosa”.

  90. Myocastor dice:

    Esatto Manu, la differenza abissale che c’è tra noi e loro è proprio che noi siamo sensibili e amiamo la Vita. Il problema è che le persone non vogliono vedere la realtà dei fatti perchè se dovessero guardare la loro coscienza, non sopravviverebbeo all’impatto.
    Andiamo avanti così, noi ci basiamo su studi e intuizioni forti e comprovate.

  91. Raoul dice:

    eh eh ragione e sentimento sono da sempre una questione dibattuta (anche se non proprio a proposito dei gamberi…)

    comunque per carità Manu lungi da me il dire che siano qualcosa di brutto le emozioni, anzi!

    però quando si affrontano dei problemi come questo è sicuramente bene essere nelle condizioni migliori per poter valutare nel migliore dei modi la situazione e il maggior numero di implicazioni che un’eventuale azione comporta..

  92. Manu dice:

    Al supermercato vedo un vaso di gamberi e leggo l’etichetta: gambero rosso Procambarus clarkii, IMPORTATO DA: stati uniti.
    Bene… abbiamo l’invasione di gameri qui, ci lamentiamo e cerchiamo i modi più assurdi e le scuse più immorali per ucciderli e poi quando potremmo nutrircene che facciamo? li importiamo! che società imbecille!

  93. Stefano M dice:

    Per Manu e Myocaster, premetto che sono un animalista, amo gli animali , della mia terra e li difendo se posso ( prima vengono gli animali della mia terra poi gli altri ).

    Noto con sorpresa che anche in rete non se ne parla molto…eppure questa infestazione è drammaticamente grave. Sono di Mantova, il problema del sovrannumero di gamberi è amplificato 1000 volte nei periodi in cui tolgono l’acqua nei canali, oggi 26 settembre 2009 è gia una settimana che hanno chiuso l’acqua TOTALMENTE (devastando la fauna) nei canali quindi restano spesso solo delle pozze di 5 metri piene di pesci grandi e piccoli. Ora, passi la moria dei grossi, ma i piccoli avanotti dovrebbero farcela, e loro sono il futuro della fauna. ORA NELLE POZZE CI SONO CENTINAIA CENTINAIA E CENTINAIA DI GAMBERI che fanno banchetto degli avannotti, decretando la orai imminente fine della fauna acquatica.Bisogna fare qualcosa…DAVVERO STAVOLTA!!

    Manu e Myocaster dovevate essere con me oggi per vadere con ivostri occhi, pozze chiuse con dentro un inverosimile numero di gamberi che hanno sterminato tutti gli avannotti…a centinaia galleggiavano tagliati a meta.E poi dovevate vedere l’attacco che portavano ai pesci piu grandi.Bisogna vedere prima di parlare!

  94. Stefano M dice:

    Per la nutria è diverso, è vero è buono come animale, ma devasta i rivali dei canali, che poi per essere aggiustati richiedono manutenzione dell’uomo che per costruire nuovi rivali chiudono le acque, con conseguente danno mortale alla fauna.Cmq ritengo che il problema gambero sia 100 volte superiore, sono un olocausto per la fauna.

  95. Stefano M dice:

    Aggiungo se pensate che poi sia la natura stessa a ristabilire l’equilibrio dell’ecosistema, la preossima volta non curatevi quando vi ammalate. (scherzo naturalmente)

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