Ibis eremita di nuovo in Italia, un aereo ultraleggero li guida nella migrazione

Stanno tornando i maestosi ibis eremita – un metro e 20 di apertura alare – un tempo assai diffusi e ora rarissimi.
Gli 11 ibis eremita atterrati all’oasi Wwf di Orbetello per trascorrervi l’inverno hanno fatto un viaggio molto speciale. Hanno seguito dall’Austria all’Italia un aereo ultraleggero guidato da un ricercatore.
Sono animali nati in cattività , hanno perso la “memoria” delle rotte migratorie. E l’uomo deve insegnargliele.

Al mondo sono rimasti pochissimi ibis eremita. Una colonia in Marocco, un’unica coppia in Siria più altre colonie in Turchia che però hanno perso la capacità di migrare.
Fino al Seicento, con la bella stagione gli ibis eremita erano frequenti in Europa. Venivano a riprodursi lungo il Rodano e il Danubio, sulle Alpi e sul Giura svizzero. Altri ibis eremita facevano i “pendolari” fra l’Africa e le zone riproduttive della Mesopotamia.
L’associazione austriaca Förderverein Waldrappteam, che sta tentando di reintrodurre in Europa gli ibis eremita, deve anche superare il problema di far nuovamente apprendere agli animali le rotte migratorie.
Così i piccoli nati in cattività viene insegnato a seguire un aereo ultraleggero, come se fosse un po’ il loro “papà ”.
L’ultraleggero prima li allena al volo e poi, a tappe, li conduce dall’Austria a svernare in Italia.
Quello di quest’anno non è il primo tentativo. In passato però si “insegnava” agli animali ad andare verso Sud superando le Alpi. Stavolta si è scelta una rotta più facile che le aggira e che, si spera, gli animali seguiranno più volentieri, una volta diventati adulti, nei loro periodici viaggi.
L’ultraleggero li ha guidati in Slovenia poi a Gorizia. Hanno disceso il versante adriatico e hanno attraversato orizzontalmente l’Italia centrale fino a giungere all’oasi Wwf di Orbetello.
Qui potranno trovare, indisturbati, abbondanza di cibo: insetti e piccoli invertebrati, senza rischiare di avvelenarsi accumulando nell’organismo piccole dosi di pesticidi. E’ questo, pare, il motivo per cui sono diventati così rari.
Il comunicato stampa del Wwf sul ritorno in Italia degli ibis eremita guidati nella migrazione da un aereo ultraleggero
L’associazione Förderverein Waldrappteam che si occupa della reintroduzione degli ibis eremita
L’ibis eremita su Wikipedia e su English Wikipedia, con più informazioni
I precedenti viaggi degli ibis eremita
Foto Wikipedia e Wwf
da maria
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di Pietro il 01/1/70
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dicembre 13th, 2008 at 13:28
Nel settembre 2008, per la prima volta, hanno migrato autonomamante due Ibis eremita nati nello stesso anno nell’oasi dei quadris presso Fagagna (UD). Questo darà inizio ad uno studio aprofondito che vede Italia e Austria unite per la salvaguardia di questo rarissimo uccello in Siria. Il 2009 ci vedrà impegnati nello studio delle abitudini di questi animali.
Per ulteriori informazioni contattate via email.
dicembre 28th, 2008 at 21:02
Li ho visti sono davvero incredibili !!da vicino con la testa priva di peli sembrano far parte di una specie di avvoltoi.
Non hanno paura dell’uomo e sono stati sul Tetto del mio camper con grande tranquillità .
Mi auguro il successo di questo magnifico progetto perchè un uccello così bello possa restare su questa terra.
Saluti
Marco pIstolesi
maggio 11th, 2009 at 19:05
Oggi 11/5/09 abbiamo visto un gruppo di 6-7 ibis eremita sul campo da golf Cosmopolitan di Tirrenia. Per niente spaventati, erano attratti dalla pallina da golf e se la “palleggiavano” con il becco lungo e ricurvo, probabilmente l’avevano scambiata per un uovo. La testa è calva con piume nere a corona alla base del cranio. Un avvistamento veramente unico in un posto dove abitualmernte si vedono: aironi cinerini, garzette, gruccioni, folaghe, gallinelle d’acqua, cormorani, picchi rossi ecc. Speriamo di poterli rivedere.
maggio 11th, 2009 at 19:21
Dimenticavo un particolare che può essere utile: tutti gli ibis avevano un anello metallico nella zampa.
maggio 11th, 2009 at 19:28
Paolo, qualche giorno fa mi è capitata una cosa strana. Facevo birdwatching dal finestrino del treno che attraversava le risaie nella zona di Casale Monferrato, in Piemonte. So riconoscere aironi cinerini, bianchi e rossi; cicogne, garzette e simili, tanto per inquadrare. Ma da lontano, ahimè da lontano, ho visto volare una sagoma dalle dimensioni più o meno di un airone ma con le penne nere, assolutamente nere. Possibile, mi sono detta? Non sono riuscita a vedere bene nè il becco nè il capo, che sarebbero stati risolutivi. Ma possibile?
settembre 27th, 2009 at 19:45
Son passati anche quest’anno dopo aver fatto sosta all’ avio superfice di Lugo.
Si tratta della migrazione guidata con paracarrelli.
http://vololiberokirkmaynard.blogspot.com/2009/09/ibis-eremita.html