Clima

Greenpeace contro il carbone, il nemico del clima

no coal

Mentre l’Italia rema contro le misure europee salvaclima e addirittura chiede di rivedere il Protocollo di Kyoto, dedico volentieri qualche riga alle azioni contro il carbone che Greenpeace sta conducendo in questi giorni in Italia.

Fra i combustibili fossili il carbone è il più inquinante e quello cui si devono le maggiori emissioni di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra.

Greenpeace domenica ha bloccato la centrale a carbone sarda di Fiume Santo, ottenendo dalla Regione l’impegno a rispettare (almeno lei!) le misure europee salvaclima.

Ho parlato con Simona Fausto, che in Sardegna è rimasta per qualche ora appesa ad una gru.

Mi ha raccontato che a Fiume Santo c’era una quindicina di italiani, più climbers di altri Paesi europei.

Gli attivisti si sono divisi in tre gruppi. Uno si è accampato sul mucchio di carbone predisposto per rifornire la centrale.

Un altro si è appeso sotto il nastro trasportatore tramite il quale il combustibile viene immesso nell’impianto.

Il terzo gruppo, di cui faceva parte Simona Fausto, è salito su una sorta di gru – un braccio mobile, forse sarebbe meglio chiamarlo – adibita anch’esso al trasporto di carbone.

Sono rimasti lì dall’alba a sera. Volevano un incontro con i vertici regionali, sollecitavano la Sardegna ad affidarsi all’energia eolica anzichè a quella ottenuta bruciando carbone, erano pronti a rimanere a Fiume Santo anche di notte.

Se ne sono andati quando l’assessore regionale all’Ambiente ha dichiarato pubblicamente l’intenzione di rispettare il piano europeo salvaclima, quello che l’Italia vuol far crollare.

Il piano prevede di diminuire del 20% entro il 2020 le emissioni di anidride carbonica – il principale gas serra – facendo ricorso alle fondi di energia rinnovabile ed al risparmio energetico.

Pochi giorni prima Greenpeace aveva appeso striscioni contro il carbone alla centrale di Civitavecchia. Il tour anticarbone però non è finito. Altre azioni dovrebbero avvenire nei prossimi giorni.

Greenpeace contro il carbone a Fiume Santo

Foto Greenpeace

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ott  08
21
alle 05:36
da maria

Ultimo commento:

di federico vannucci il 01/1/70

Bene, allora con questo chiudo il discorso pure io.
Peraltro, di quanto tu hai espresso, una part...


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9 Commenti to “Greenpeace contro il carbone, il nemico del clima”

  1. Mimmo dice:

    Grazie, Greenpeace!

  2. Chestnut dice:

    A cosa serve fare azioni dimostrative come questa?
    Dubito che dal punto di vista politico si ottenga qualcosa, le questioni energetiche sono estremamente complesse dal punto di vista politico ed economico e un’azione come questa non aiuta a semplificare anzi complica lo scenario.
    Se c’è una speranza per quanto riguarda riduzione delle emissioni e utilizzo delle fonti rinnovabili è convincere i “potenti” della necessità prima di tutto economica della cosa. Greenpeace, in questo caso secondo me, rema contro creando un’alone di eco-terrorismo sulle persone sensibili alla sostenibilità (che più del concetto di ambiente o di ecologia è centrale nel discorso sull’energia) allontanando ulteriormente il “mainstream”, la gente che non vuole vedere, e fornendo un alibi alla politica del business as usual.
    Approvo appieno il lavoro di greenpeace per fermare le baleniere, in quel caso è un discorso semplice, bisogna fermare dei criminali, che per altro non hanno nessun tipo di consenso, ma non credo che lo stesso strumento sia estendibile alla politica energetica.

  3. federico vannucci dice:

    Per quel che mi concerne, se un pregio questo blog lo ha avuto, è stato proprio quello di farmi entrare più a fondo nelle “logiche” della Sinistra Radicale, dei Centri Sociali e dei vari “girotondini” che giornalmente apportano il loro contributo a questo stesso Blog (e che ultimamente vedo letteralmente scatenati, più che altro ad inveire nei confronti del sottoscritto, peraltro attraverso la solita sterile polemica … DEL NULLA!).

    Mi sembra a questo punto evidente che quanto notato da Chestnut non possa esser compreso dal fondamentalismo ecologista “dei cocomeri”, per il semplice fatto che ben altri pensieri animano questi signori, e che l’Ambiente è per lo più un pretesto (e comunque affrontanto in maniera meramente ideologizzata).

    P.S.: riguardo il definire “criminali” coloro che comunque agiscono nel rispetto delle regole (per quanto non condivisibili possano essere), ci andrei invece piuttosto cauto, stante innanzi tutto la gratuità di questa… OFFESA!
    Nel merito di questioni quali le balene, mi limito a rilevare che tecnicamente una cosa non è più o meno corretta solo in virtù del consenso che gode fra il popolo: e se l’Ecologia la vogliamo considerare quella SCIENZA che in realtà è, non possiamo certo “addomesticarla” attraverso ideologie e/o mere opinioni personali, magari di stampo sentimentalista…

  4. Claudio Goli dice:

    Prova: nessuna replica?

  5. Chestnut dice:

    Caro Federico Vannucci
    Criminali è effettivamente una semplificazione, diciamo che il “criminale”, se vogliamo, è lo Stato che permette la caccia alle balene in deroga al consenso effimero della comunità globale e ai più reali accordi internazionali che ha firmato e non il capitano Achab (come sono letterario…) che armato del suo arpione da la caccia alle balene con regolare autorizzazione del suo Stato di appartenenza.
    Greenpeace anche in questo caso probabilmente infrange più leggi formali di quanto non faccia il baleniere, ma il baleniere è responsabile di un atto lesivo nei confronti di un patrimonio condiviso cioè le balene stesse.

    Per quanto riguarda il tuo discorso, su “sinistra radicale, centri sociali e girotondini”, mi sa che sei vittima della bieca retorica uniformante che caratterizza l’attuale situazione politica italiana. Hai citato fenomeni profondamente diversi mettendoli nello stesso calderone oltrettutto a sproposito, dato che stai scrivendo in un blog che si occupa di ambiente.
    Insomma credo tu sia completamente fuori strada e non ho intenzione di puntualizzare ulteriormente il mio intervento che invece era circostanziato e assolutamente relativo all’efficacia di un certo tipo di lotta che ritengo comunque legittima (in quanto non violenta).

  6. Mimmo dice:

    Io non capisco: se è considerato criminale chi versa qualcosa di nocivo in un fiume, perchè non deve esserlo anche chi versa co2 in atmosfera? Siamo tutti un po’ criminali, in questo senso. Solo che il comune cittadino spesso non ha molta possibilità di scelta. Gli ecoterrorismi servono a dare maggiore risalto a certi problemi e ad infastidire i potenti, sperando che ci pensino meglio prima di mettere in cantiere una nuova centrale a carbone o nucleare. Il peccato di certe organizzazioni ambientaliste può essere stato quello di aver fatto solo opposizione (anche contro generatori eolici e fotovoltaico) senza avere nulla da proporre. Adesso, secondo me, sono più realiste.

  7. federico vannucci dice:

    Ah, perchè questo blog, oltre che di propaganda ideologica e politica, si occupa anche di Ambiente, e quindi di Ecologia?!

    Onestamente ho qualche difficoltà a “realizzare” ciò (ma non è escluso che io sia “completamente fuori strada”)!

    Vorrei però iniziare a riflettere sul fatto che tu consideri il prelievo (più o meno in deroga) di balene “criminale”, ma la specie di balene soggetta a questi “criminali” prelievi registra comunque un incremento.
    Quindi, al di là dei tuoi “inoffensivi” giudizi morali, e magari di quelli dei vegetariani per motivi etici, non mi sembra che la questione sia granchè affrontanta in un’ottica scientifica…

    Per quanto riguarda invece quel “mettendoli nello stesso calderone oltretutto a sproposito”, ti faccio notare che più che esser io ad aver “citato fenomeni fondamentalmente diversi”, se non ricordo male sono LORO che si sono accumunati in un improbabile calderone risultato peraltro PERDENTE alle ultime elezioni!

    Detto questo, rinnovo la mia condivisione al tuo primo intevento (balene a parte!).

  8. Chestnut dice:

    Uhmm, caro mimmo il tuo intervento mi da da pensare, nel senso che esistono sicuramente delle differenze nel versare qualcosa di nocivo in un fiume e emettere CO2 in atmosfera.
    Primo perché la CO2 non è un gas “nocivo”, ma una componente naturale e utile dell’atmosfera, il problema sono le concentrazioni.
    Secondo perché l’inquinamento di un fiume è una questione locale ed è sanzionato da leggi nazionali, mentre l’emissione di CO2 è un problema globale e gli strumenti sono più complessi perché devono necessariamente coinvolgere un maggior numero di soggetti (tutti gli stati non solo uno).
    Investire sul carbone è semplicemente stupido in quanto poco lungimirante, le alternative esistono (spero), ma costano sicuramente di più in termini di investimento, i discorsi etici in questo senso sono quasi fuori luogo. Anche se personalmente considero “immorale” investire in una politica energetica che sfrutti energie non rinnovabili questa è una mia personale convinzione che non ha importanza, quel che conta è che in ottica a medio termine una scelta di questo tipo sia un suicidio economico (per la disponibilità limitata delle risorse sfruttate e ancor di più per i costi del riscaldamento globale).

    Quello che mi chiedo è qual è il fine dell’azione di Greenpeace?
    Attirare l’attenzione sulla politica energetica della regione sardegna e del governo? Ma il problema non che non se ne parla è che non se ne parla nel modo giusto, in maniera critica e una “sparata” come questa non aggiunge nessun contenuto al dibattito.

    Per federico vannucci, il fatto che le balene della specie cacciata dalle baleniere giapponesi crescano mi riempie di felicità, ma non cambia nulla riguardo la mia convinzione che la caccia alle balene sia “criminale” in senso lato, perché le balene crescono, per fortuna, nonostante i balenieri le caccino e sottolineo nonostante e dopo che la caccia alle balene ha comunque ridotto in modo spaventoso la popolazione dei cetacei. Insomma secondo me la tua obiezione non è significativa.
    A proposito della sterile e fuori luogo polemica su “girotondi, centri sociali e sinistra estrema” ti faccio notare che girotondi e centri sociali non partecipano alle elezioni, alcuni esponenti di questi movimenti forse si, ma non rappresentano certo il movimento nel suo intero. Inoltre perdere le elezioni non significa non essere condivisibili o non avere diritto di parola o essere cancellati.
    L’argomento per me è chiuso, ho scritto su questo blog per parlare di una azione di Greenpeace, non ho intenzione di continuare una polemica che ho già definito sterile e fuori luogo.

  9. federico vannucci dice:

    Bene, allora con questo chiudo il discorso pure io.
    Peraltro, di quanto tu hai espresso, una parte la condivido ed altro non lo condivido (ad iniziare dal “criminale” e dallo “stupido”).
    Ma, avendo entrambi espresso i ns rispettivi punti di vista, l’argomento mi sembra sia stato “sviscerato” a sufficienza (balene a parte).
    Se infine in tutto questo tu non vedi altro se non una sterile polemica, questo è un problema più tuo che mio…
    Alla prossima!

    P.S.: se è vero, come è vero, che la caccia alle balene ha ridotto drasticamente le loro popolazioni, non si può che covenire e condannare questo scellerato tipo di prelievo. Questo è però quanto avvenuto in passato. Se però oggi alcune specie di balena sono oggetto di limitati e scientifici prelievi, e questi non compromettono le specie stesse (ma anzi ne permettono l’incremento), ed in prospettiva non stanno impedendo a queste popolazioni di tornare ad una più consona espansione, non vedo perchè si debbano usare certi termini (comunque impropri) per definire ciò che c’entra ben poco con gli sbagli del passato… Semprechè questo non sottintenda un tuo atteggiamento meramente ideologico!

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