La scientifica mattanza delle balene
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Le navi Esperanza di Greenpeace e Steve Irwin di Sea Shepherd hanno finito il carburante e sono tornate indietro. A documentare l’attività dei giapponesi macellai di balene nel Santuario dei Cetacei dell’Oceano Antartico è rimasto però l’Ocean Viking, una nave australiana di pattuglia. Ed ecco il risultato.
Il Governo australiano ce l’ha a morte coi giapponesi, dal momento che le balene richiamano migliaia di turisti e, dopo qualche titubanza, ha diffuso filmati e immagini della crudele mattanza. Che, secondo i giapponesi, è finalizzata alla ricerca scientifica: ma la carne di balena viene messa in commercio, anche se rimane spesso invenduta. Adesso sono i giapponesi ad essere imbufaliti con gli australiani: li accusano di pericolosa propaganda emozionale e precisano che le due balene mostrate dal filmato mentre vengono issate sulla nave non sono madre e figlio. Peggio ancora: un’altra madre avrà perso il suo cucciolo, un’altro cucciolo avrà perso la sua madre. Leggi le interviste a Gianluca Morini e a Simona Fausto, i due italiani sull’Esperanza. La prima, la seconda e la terza parte dell’intervista con Caterina Nitto, che è rimasta bordo del’Esperanza per buona parte del viaggio e che nel 2006 ha guidato uno dei gommoni con cui l’equipaggio ha disturbato le operazioni di caccia.
da maria
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