Solare

Energia solare, il futuro si chiama Black Silicon

Si chiama “Black Silicon” ed è un tipo di silicio creato accidentalmente durante un esperimento da un gruppo di scienziati dell’università di Harvard.

A occhio nudo l’unica particolarità che presenta è di essere nero, ma se osservato al microscopio presenta gruppi di spine.

Tuttavia la particolarità di questo materiale è che risulta essere 100-500 volte più sensibile alla luce rispetto al normale silicio. E questo tradotto in energia solare fotovoltaica significa celle molto più efficienti.

Ma parliamo di questa scoperta accidentale. Il “Black Silicon” è stato creato proiettando un laser molto potente su un normale pezzo di silicio e aggiungendo poi esafluoruro di zolfo.

La cosa strabiliante è che questo nuovo trattamento non è assolutamente dispendioso e può essere tranquillamente integrato nella normale produzione di celle solari, senza grosse spese aggiuntive.

Almeno questo è quanto afferma SiOnyx, un’azienda del Massachusetts che ha deciso di investire 11 milioni di dollari nel progetto.

Via New York Times

SiOnyx

Foto via Treehugger

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ott  08
14
alle 02:32
da emiliano

Ultimo commento:

di il 01/1/70

ciao Marco, grazie della segnalazione. Io so quello che ho riportato nel post e che fa riferiment...


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5 Commenti to “Energia solare, il futuro si chiama Black Silicon”

  1. Mimmo dice:

    che vuol dire più sensibile?
    che sarebbero in grado di produrre elettricità anche con cielo molto coperto?

  2. Anonimo dice:

    in base a quanto emerge dall’articolo credo proprio di sì. Leggo pure: “… the material, which absorbs about twice as much visible light as normal silicon and has the ability to detect infrared light that is invisible to the current generation of silicon detectors”

  3. gaudenzio dice:

    volete dire che le celle riescono a produrre energia anche con luce solare riflessa dalla luna?
    o è solo un possibile aumento di produzione durante la giornata?

  4. Marco dice:

    Signori, vi faccio notare che la notizia è apparsa sull’ Harvard Gazette nel lontano 9 Dic 1999… http://www.hno.harvard.edu/gazette/1999/12.09/silicon.html
    …e a quanto mi risulta non ci sono ancora pannelli fitovoltaici o altre applicazioni al black silicon. Voi ne conoscete?

  5. Anonimo dice:

    ciao Marco, grazie della segnalazione. Io so quello che ho riportato nel post e che fa riferimento alle fonti sopra indicate. Un passo in avanti notevole mi sembra il fatto che un’azienda ha deciso di investire in questo nuovo materiale, che non mi sembra da sottovalutare. Significa che si è passati dalla fase progettuale a quella applicativo-commerciale. Nell’articolo del ‘99 non si parlava ancora di questo. E mi sembra una notizia degna di nota

    ciao

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