Energie

Energia a buon mercato? Non c’è nucleare che tenga

centrale nucleare

La fame di energia a buon mercato – ma l’era dell’energia a buon mercato sta finendo – sta contribuendo, temo, ad abbassare la guardia contro il nucleare.

Mi permetto di tradurre e semplificare in questi termini un sentimento che intorno a me sento insinuarsi nella gente: massì, facciamo un po’ di centrali, così finalmente il costo della bolletta scenderà.

Gran balla. Non lo dico io, bensì Carlo Rubbia, premio Nobel 1984 per la fisica. Qui di seguito, una sua celebre lezione tv sul nucleare.

[video:youtube:F7nO1D9zfnw]

Abbiate la pazienza di sciropparvi le prime battute dedicate a università e meritocrazia, poi si viene al sodo.

Spiega Rubbia: una centrale costa 4-5 miliardi di euro. Ci vogliono 40-50 anni perchè un investitore privato ci guadagni.

Poi, aggiungo io, se paga lo Stato è un altro discorso. Però lo Stato prende dalle nostre tasche. E la convenienza della bolletta più leggera non fatemi dire dove va a finire.

E un’altra cosa afferma Rubbia. Per costruire una centrale nucleare ci vogliono 5-6 anni, in Italia facciamo pure 10.

Incontro alla crisi energetica, faccio notare, stiamo andando ora. Bisogna affidarsi a tecnologie rapide, non c’è tempo di aspettare.

E un’altra cosa dobbiamo toglierci dalla testa. Che eolico, solare e-o nucleare possano darci tutta l’energia a buon mercato che siamo abituati ad usare.

Dovremo tutti cambiare stile di vita. C’è poco da fare o da dire.

Carlo Rubbia

Leggi Dagli scienziati un appello e una raccolta di firme contro il nucleare

Leggi Francia nucleare, il mito dell’autosufficienza energetica

Foto Flickr

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lug  08
11
alle 08:01
da maria

Ultimo commento:

di angelo il 01/1/70

Sono perfettamente d'accordo con la teoria della sovrapopolazione. Il carico massimo della nostra...


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8 Commenti to “Energia a buon mercato? Non c’è nucleare che tenga”

  1. andrea dice:

    ricerca ricerca ricerca….questo è l’unico modo per superare il problema energetico. bisogna investire per trovare nuove fonti energetiche, e lavorare per migliorare l’efficienza delle fonti più pulite che già conosciamo. anche cambiare le nostre abitudini sarebbe importante, ma chi glielo dice, a quei 2 o 3 miliardi di persone, che devono cambiare stile di vita?

  2. ngiulin83 dice:

    Si prospetta un oscuro futuro per il bel Paese. Da italiano ne provo un grande piacere, lacrime, sangue e profonda crisi economica, saranno l’unico modo per cambiare il nostro ridicolo modo di vivere.

  3. Ivaldo dice:

    Dire che la soluzione del problema energetico
    stà nella costruzione di nuove centrali nucleari, a mio avviso significa solo ignorare il problema. Ammesso che si riesca a dare il via alla costruzione delle centrali, bene che vada ci vorranno almeno 10…12 anni e per quel tempo di questo passo l’Italia sarà fallita da un pezzo. Quindi bisogna trovare soluzioni da mettere in campo nei prossimi 2 massimo 3 anni

  4. federico vannucci dice:

    Credo ci sia solo da augurarsi, per tutti quanti(!), che gli scienziati riescano a trovare le soluzioni per continuare ad avere energia “a buon mercato”…

    Perchè è solo con “la pancia piena” che, anche gli aspetti dell’impatto ambientale della ns specie, potranno essere affrontati con una certa … “serenità”!!!

    Se poi qualcuno trova piacere ad … autoflagellarsi, o trae godimento dalle disgrazie altrui, bèh, credo ne vada semplicemente preso atto!

  5. Wolf dice:

    C’è da augurarsi che si intraprenda una rapida e concordata, anche se non sarà piacevole, strada verso la decrescita economica, dei consumi e della popolazione; prima si inizia meglio è. Aspettarsi qualcosa ” dagli scienziati” è sempre una bella speranza, un pò come quello che spera che il boia abbia dimenticato la corda a casa

  6. angelo dice:

    Se alle elementari o alle medie ai bambini si spiegasse la crescita di una comunità batterica, le cose potrebbero cambiare.

  7. L'evidenza elementare delle cose dice:

    Sembra che nessuno dica che basta diminuire progressivamente e drasticamente la popolazione mondiale (ormai dalle capacità riproduttive scriteriate anche se osannate da balenghe religioni e ideologie varie) che in un secolo ha avuto una crescita indecente (poi magari decimiamo le marmotte o i caprioli),per abbattere fame di energia ed inquinamento,conflitti sociali e delinquenza.
    I paesi dove si sta peggio sono proprio quelli ad alta crescita demografica,ricordo che prima dell’avvento del Fascismo,l’Italia per DUEMILA ANNI non ha MAI superato i 20/23 milioni di anime.

    Nessun risparmio,nessuno stile di vita,nessuna offerta di energia,nessun calcolo insomma prescinde da quanti devono essere a consumare.
    Presa di responsabilità dei genitori e controllo delle nascite (reale non annunciato),altro che 90 mogli e 170 figli come il Nigeriano assurto alle cronache recentemente…

  8. angelo dice:

    Sono perfettamente d’accordo con la teoria della sovrapopolazione. Il carico massimo della nostra penisola è quello che abbiamo mantenuto in modo del tutto ecosostenibile per 2000 anni. Dopodiché arrivò mascellone, che aveva bisogno di guerrieri per conquistare l’africa.
    In 60 anni, credo che non ci sia mai stato un politico (e un buon politico deve capire anche le dinamiche di crescita del paese che governa), che abbia mai affrontato in Parlamento la grande problematica della sovrapopolazione italiana. Parliamo tanto dei Cinesi (cina 132 ab/km^2) che sono ovunque, ma non sappiamo che in Italia la densità della popolazione è di 60 unità superiore (196 ab/km^2). Un’alta densità significa un’enorme quantità di variabili che si vanno a sommare creando incofutabilmente disordine. Per dirla in altre parole, la sommatoria di tutto questo caos è l’Italia. Saluti, Angelo

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