La raccolta differenziata clandestina

Si fa anche la raccolta differenziata clandestina, nella Campania di giorno in giorno sempre più sommersa dai rifiuti. A Gricignano di Aversa c’è il gruppo Erreplast, specializzato in riciclaggio. Ma l’immondizia è proprietà esclusiva dei consorzi, anche se il loro mancato funzionamento oltrepassa i limiti dello scandalo. E quindi, chi fa pervenire i risultati della sua raccolta differenziata alla Erreplast o a un’altra azienda commette quasi quasi un reato. Un meritorio reato, sia chiaro. Capita anche questo, nella terra della monnezza. Ecco l’intervista con Michele Di Martino, direttore della Sre, una delle aziende del gruppo Erreplast.
Dottor Di Martino, è totalmente assurdo che in Campania sia necessario avviare clandestinamente i propri rifiuti alla raccolta differenziata e al riciclaggio…
“Intendiamoci bene: qui fuori non c’è la processione di gente che ci porta la sua roba. Però la mattina, quando i dipendenti arrivano al lavoro, sembriamo tutti quanti delle piccole navi da carico, chi col proprio sacchetto, chi con quello della mamma… Ed effettivamente, se si stanno a guardare i meandri della legislazione, è una cosa che quasi quasi non andrebbe fatta. E poi parecchi telefonano, chiedono, desidererebbero: hanno capito che la raccolta differenziata è la sola risposta efficace. Noi, insieme ad altri impianti, avremmo la capacità di trattare tutti i rifiuti della Campania. C’è un’intera filiera attrezzata e pronta. Una potenzialità non sfruttata. Eppure basterebbe poco…”
Verrebbe voglia, credo, di dire ai consorzi comunali per la raccolta differenziata: toglietevi di mezzo…
“In effetti qui la differenziata è carente. Ma il meccanismo a grandissime linee è questo: chi immette sul mercato flaconi, contenitori, cartoni da imballaggio, al momento di fatturare inserisce il contributo ambientale destinato al Conai. Questo contributo ha lo scopo di aiutare la raccolta differenziata degli imballaggi stessi: i Comuni ricevono dal Conai 270 euro per ogni tonnellata di imballaggi differenziati che ritirano attraverso la raccolta differenziata. Noi siamo deputati soltanto a riceverli, i risultati di questa raccolta. E’ tanto semplice, nelle case: il cartone lo metto qui, il vetro là , là ancora la plastica. Spieghiamo ai bambini questi meccanismi affinchè a loro volta li spieghino alle loro famiglie. I bambini capiscono benissimo. E poi stanno cominciando a capire anche i politici”. Nella voce non si sente sarcasmo. Solo un tono di pacata constatazione.
Quanti rifiuti tratta il gruppo Erreplast? E quanti ne potrebbe trattare?
“Abbiamo 150 dipendenti e la potenzialità di 30 milioni di chili. Attualmente consorzi e Comuni ci portano solo 10 milioni di chili. Fossero di più potremmo assumere altro personale, istituire il terzo turno. E farlo subito: non come l’inceneritore, che ci vogliono anni a costruirlo. Le nostre lavorazioni poi, a differenza dell’inceneritore, non comportano alcun impatto ambientale. Facciamo soltanto una selezione fisica: il vetro bianco con quello bianco, il verde con il verde. Un determinato tipo di plastica da una parte, un altro tipo dall’altra. Poi questo materiale passa alle industrie che lo reimmettono nei circuiti produttivi, occupandosi del vero e proprio riciclaggio. Noi facciamo un ulteriore passo con la plastica, che riduciamo a livello di granuli. Ma non ci occupiamo della successiva trasformazione”.
Personalmente, ritengo che ancor prima della raccolta differenziata bisognerebbe ridurre imballaggi e rifiuti, ri-usare i contenitori – il latte e il detersivo alla spina, ad esempio – bere acqua del rubinetto e semmai ricorrere al vuoto a rendere anzichè a perdere, come si faceva con la bottiglia del latte 40 anni fa. Ma in ogni caso, una raccolta differenziata che funziona bene è utile. Nella Campania sommersa dai rifiuti, poi… Leggi gli ultimi post che Blogeko ha dedicato alla situazione in Campania: Rifiuti, così è Napoli (se vi pare); L’Antimafia e i rifiuti a Napoli; Rifiuti, ecco la soluzione!; La monnezza e la Napoli puttana; Togliamo pure l’eco, restano le balle; Rifiuti a Napoli, il trapianto svizzero. Foto Flickr.
da maria
Ultimo commento:
di Gino36 il 01/1/70
Spiace constatare che all'azienda ...
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gennaio 18th, 2008 at 15:18
30.000 tonnellate non è moltissimo ma è comunque un aiuto.
Spiace constatare che all’azienda in questione è permesso lavorare solo ad 1/3 della sua potenzialità .
Evidentemente al “sistema” attuale non conviene…verrebbe meno il “sistema emergenziale” con l’enorme giro d’affari che comporta….