Ecoguida di Greenpeace, sui nuovi criteri cadono tutti
Non solo l’eliminazione delle sostanze tossiche e la realizzazione di sistemi riciclaggio efficienti, ma anche la riduzione delle emissioni durante tutto il processo produttivo.
Sono questi i nuovi criteri stabiliti da Greenpeace per l’ottava ecoguida ai prodotti elettronici in base ai dettami del Protocollo di Kyoto.
E purtroppo la maggior parte delle aziende – per la precisione 18 – sono cadute su questo punto. Solo due infatti – Sony e Sony Ericsson – hanno superato il punteggio di 5 su 10.
Allo stato attuale il settore della Information and Communications Technology (ICT) è responsabile del 2% delle emissioni di gas serra, praticamente le stesse prodotte dall’aviazione.
Essendo una delle industrie più innovative, e in crescita esponenziale, la speranza di Greenpeace – ma non solo la loro – è che il settore diventi capofila nella lotta ai cambiamenti climatici.
Quindi non basta ridurre la presenza di Pvc e ritardanti di fiamma nei prodotti, ma serve gestire correttamente i prodotti nel momento in cui diventano rifiuti, assumendosene la responsabilità , ma soprattutto diminuire le emissioni prodotte durante tutto il ciclo produttivo.
Per ora siamo messi male. La nona guida ci saprà dire circa i progressi ottenuti.
Leggi Nintendo Wii, Sony PlayStation 3 Elite e Microsoft Xbox 360: console che fanno male
La classifica di Greenpeace nel dettaglio
Foto Flickr
da emiliano
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
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giugno 25th, 2008 at 22:17
Non sarebbe più semplice consumare di meno? Alla fine a cosa servono i cellulari con la fotocamera da 5 megapixel e televisore incorporato?
giugno 26th, 2008 at 09:53
Hi there, sorry to bother you, but I noticed that you have used my ‘Phone’ image from Flick on your blog. I’m fine with this as long as you link the image back to my Flickr page.
Thank in advance.
Amit.
giugno 26th, 2008 at 10:23
Hi Amit, you can find the link at the back of the post. Look at “Foto Flickr”… it link back to your Flickr page.
Bye
giugno 26th, 2008 at 12:31
Chissà se questo diffuso utilizzo delle “nuove tecnologie”, e tutta la propaganda del catastrofismo, in termini di impatto ambientale possono essere paragonati all’impatto degli … allevamenti di animali.
Sarebbe infatti ad dir poco *grottesco* che ad “inveire” contro gli allevamenti, fossero proprio i mezzi di informazione e l’associazionismo che con tutto il loro indotto tecnologico e non, avessero a loro volta un simile impatto…