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Con Blogeko l’ambiente sbarca su Facebook

Blogeko è sbarcato su Facebook con un gruppo dedicato ai temi a noi più cari: ambiente, ecologia, clima, stili di vita alternativi, energie rinnovabili, decrescita felice e tutto quello che ogni giorno leggete su queste pagine.

Per chi non conoscesse Facebook si tratta di un social network dalla potenzialità infinite in grado di mettere in contatto utenti di tutto il mondo. L’utilizzo è semplice: basta iscriversi inserendo una email e i propri dati anagrafici e creare la propria pagina personale.

Attraverso questo canale Blogeko vorrebbe riuscire ad allargare i contatti della propria già vasta community, comunicando i temi dell’ambiente anche a persone che finora non li avevano mai presi in considerazione.

Per questo motivo vi invito a partecipare al nostro gruppo e a spargere la voce tra i vostri amici Facebook.

Il nostro intento è anche quello di riuscire a raccogliere segnalazioni (link, foto e soprattutto video) dagli utenti sulle brutture ambientali che devastano il nostro territorio, ma naturalmente anche su esempi virtuosi dal punto di vista energetico e ambientale.

Nella community troverete me – Emiliano Angelelli – e presto anche Maria, che nei prossimi giorni dovrebbe aprire il suo account.

Se invece non avete ancora un account Facebook, fate una prova e iscrivetevi. Non ci vuole niente.

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ott  08
17
alle 01:01
da emiliano

Ultimo commento:

di simone il 01/1/70

allora, se l'uso di certi termini determina un'impoverimento del linguaggio non resta che svilupp...


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7 Commenti to “Con Blogeko l’ambiente sbarca su Facebook”

  1. federico vannucci dice:

    A proposito di “decrescita felice” (ed altre massime ideologiche degli amici con la “sindrome dell’anguria”: sì, verdi fuori e … rossi dentro!).

    http://digiland.libero.it/forum/viewtopic.php?t=447478

    P.S.: ovviamente il rosso a cui ho fatto sopra riferimento non è un rosso “normale”, ma quello con la … sfumatura “radicale”!

  2. Anonimo dice:

    sono stato costretto a cancellare un commento in cui erano contenuti insulti. Chiedo un favore a tutti: non mi piace assolutamente il ruolo di censore, ma è necessario che tutti si esprimano in modo educato e rispettoso degli altri senza insultare nessuno anche quando vengono espresse opinioni lontane dal proprio sentire. Un caro saluto a tutti

  3. Tiziano M. dice:

    Emiliano, può capitare che qualcuno apra l’impermeabile, ma con il commento cui si fa riferimento si è andati ben oltre: proprio ieri sera ho letto quelle tristi parole -il disprezzo nasce da un’opinione esagerata di sé- rivolte ingiustamente ad un altro frequentatore di questo blog; la cancellazione del commento non vediamola come un’atto censorio, bensì di pulizia necessaria.

  4. simone dice:

    vabè, mi spiace solo che qualche bambino potrebbe leggere, quindi se fate il favore di cancellare il mio ultimo mex.. magari tra un paio di giorni. l’importante è che lo legga federico.
    grazie

  5. federico vannucci dice:

    Io invece mi auguro che il commento di simone rimanga: prima di tutto perchè, come ha giustamente notato lo stesso simone, non contiene niente di offensivo (dal punto di vista della rilevanza penale: che è poi l’unico che davvero conta!).
    In seconda battuta, perchè più che altro riesce a qualificare magnificamente proprio il ns “amico” simone…

  6. Tiziano M. dice:

    Infatti non c’è (più) nulla di offensivo nel “faff..”, come stabilito dalla Corte di Cassazione, ma il suo impiego “ha determinato e determina certamente un impoverimento del linguaggio e dell’educazione”.

  7. simone dice:

    allora, se l’uso di certi termini determina un’impoverimento del linguaggio non resta che sviluppare il concetto al quale avevo appena accennato con quell’espressione, ma a esser sincero.. credo sarebbe inutile di fronte a tanta determinazione, quella di federico, per intenderci, nel criticare o giudicare negativamente buona parte degli articoli riportati sul sito, spesso prima ancora d’aver riflettuto sulla fondatezza delle sue affermazioni e basandosi, a mio giudizio, più su preconcetti e pregiudizi che non su opinioni condivise da esperti se non dalla stessa comunità scientifica.
    che determini un’impoverimento dell’educazione, forse è vero, ma non sempre, in quanto.. se educare significa ‘tirar fuori’ l’uso di espressioni volgari può esser d’aiuto, in un secondo momento, nell’esprimere un pensiero più profondo ed eloquente.
    ah ah…

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