Acque

Come usare in casa l’acqua piovana e dimezzare il consumo di potabile

pozzanghera

E’ da leggere e meditare l’opuscolo sull’acqua piovana appena pubblicato dall’Ufficio tutela acque della Provincia autonoma di Bolzano .

Si intitola “Linee guida per la gestione sostenibile delle acque meteoriche”. Traduzione in italiano corrente: cosa fare dell’acqua piovana, e come usarla in casa per dimezzare in consumo di acqua potabile.

Si possono fare, si dovrebbero fare, un sacco di cose con la pioggia. Solo che non siamo attrezzati: la sprechiamo, nelle città finisce tutta o quasi nelle fogne.

L’acqua è una risorsa limitata quanto preziosa. Però usiamo la potabile anche per innaffiare il giardino e lavare i pavimenti.

L’opuscolo della Provincia di Bolzano descrive bene gli impianti che si dovrebbero installare nelle case per usare l’acqua piovana: una cisterna di adeguata capienza collegata alle grondaie del tetto, e dotata di un sistema che, in caso di piogge particolarmente abbondanti, invii preferibilmente ad un fosso l’acqua in eccesso.

Poi bisogna allacciare questa cisterna ad un impianto idraulico separato da quello della potabile e dotato di rubinetti distinti, affinchè diventi impossibile fare confusione ed usare l’acqua piovana per bere e cucinare.

Non c’è traccia del prezzo. Ci sono però tutti i dettagli tecnici – filtro, pompa, sifone… – e i consigli per costruire un impianto efficiente, grazie al quale si dimezza il consumo della preziosa acqua potabile.

Una persona usa 150 litri d’acqua al giorno: è la media della provincia di Bolzano, ma possiamo assumerla come indicativa, credo, a livello nazionale. La metà, 75 litri, serve per cucinare, bere, lavare i piatti e l’igiene personale: e ci vuole acqua potabile.

La cisterna d’acqua piovana può fornire gli altri 75 litri per innaffiare il giardino, fare il bucato, lavare i pavimenti, azionare lo sciacquone….

Però costa poco o niente mandare acqua potabile giù per lo sciacquone al ritmo con cui scendono le cascate del Niagara. Costa un sacco di soldi, invece, costruire il doppio impianto idraulico per usare l’acqua piovana.

Dovrebbe essere l’esatto contrario. L’acqua dolce – non potabile: semplicemente dolce, in generale – è solo il 2,5% di quella presente sulla Terra. La necessità di approvvigionarsi d’acqua domina la vita di buona parte del genere umano.

Eppure costruire nelle case un doppio impianto per usare anche l’acqua piovana ha un costo proibitivo. Questo costo, secondo me, prima o poi lo dovremo pur pagare. Non necessariamente sotto forma di fattura dell’idraulico. Anche in un modo ben peggiore.

Dall’Ufficio tutela acque della provincia autonoma di Bolzano come usare in casa l’acqua piovana, ovvero “Linee guida per la gestione sostenibile delle acque meteoriche”

Foto Flickr

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nov  08
14
alle 05:07
da maria

Ultimo commento:

di jena il 01/1/70

Mia madre si è fatta, nella su campagna, un pozzo enorme e lo riempie con l'acqua piovana tramit...


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13 Commenti to “Come usare in casa l’acqua piovana e dimezzare il consumo di potabile”

  1. Ermange dice:

    Sono sincero. Non ci avevo mai pensato. Ma l’acqua piovana riesce ad essere filtrata bene? Mi riferisco alle pioggie acide…

  2. Anonimo dice:

    L’impianto suggerito dall’opuscolo contiene un filtro, ma per eventuali particelle. Del resto, quell’acqua non la usi per bere, per mangiare e neanche per lavare i piatti e farti la doccia.

    Semmai ci innaffi l’orto. Che peraltro, quando piove, riceve quella stessa medesima acqua piovana…

  3. mario-bari dice:

    E’ una idea che ho in testa da anni. Abitazioni con doppio impianto e non solo per l’acqua.
    Ma perche i cervelli di chi progetta, soprattutto edifici pubblici non và nella stessa direzione?

  4. Tiziano M. dice:

    Un impianto del genere l’ho visto esposto tre anni fa: il prezzo non lo ricordo con precisione.
    Parlai con l’addetto dell’azienda produttrice: il sistema era dotato di vari sistemi di captazione, nonché di filtri adeguati per trattenere le impurità, nonché di una pompa elettrica per erogare l’acqua contenuta nella cisterna. Cisterna, quella esposta, che se non ricordo male era da tre o cinquemila litri di capienza; si poteva andar oltre con sistemi modulari.
    Se interessasse, il nome dell’azienda che rappresenta questi prodotti lo posso recuperare da un catalogo: so comunque che ne esistono altre (ad esempio più a nord di… Bozen), com’è ovvio che sia.

  5. simone dice:

    bello. oh a bolzano sono avanti.. adesso me lo leggo.
    cmq, bè magari l’idrulico su un doppio impianto ti fa lo sconto..

    cè da dire però che, in una nuova costruzione, ma lo stesso può valere per una ristrutturazione.. profonda (partendo dal presupposto che garantire l’accesso, con una gestione sostenibile, a chi verrà dopo di noi ad una risorsa come l’acqua è un dovere), qualcosa si può risparmiare in materiale e manodopera per esempio progettando gli ambienti di una casa, predisposti per i vari utilizzi (bagno cucina, lavanderia), in modo tale da ridurre al minimo le distanze tra mandate e scarichi.. così da ridurre i m di tubature.
    cosa che forse per chi è del mestiere è scontata

  6. Stever dice:

    In pratica tutto questo popò di impianto per alla fine riempire solo la cassetta dello sciacquone (visto che non serve da bere, da lavare, da fare i piatti, ecc.)…mmm non lo vedo molto ecologico a meno di avere un piccolo giardino ed una super-enorme cisterna (difficle) per innaffiarlo durante l’estate !

  7. Stefano dice:

    Ma perché si deve usare l’acqua potabile per farsi la doccia? Secondo me potrebbe essere utilizzabile benissimo quella piovana.

  8. simone dice:

    l’acqua piovana è veicolo di batteri.. e poi trasportano polveri come ad es quelle degli scarichi delle auto.
    secondo me si potrebbe propio fare a meno dell’allacciamento alla rete pubblica. ci sono filtri, come quelli a carboni attivi.. cè la possibilità di sterilizzare quest’acqua con solare termico a tubi sotto vuoto.
    sarebbe bello se ogni palazzina o quartiere avesse il propio serbatoio, un impianto temico ad inseguimento solare, il sist di filtraggio.. almeno dove piove abb. e vabè..

    poi certo se uno è fascista, e pensa che con l’acqua piov si possa solt innaffiare il giardino, se ne frega..

  9. Anonimo dice:

    Ciao Simone, condivido il tuo ragionamento tranne che su un particolare.

    Dare del “fascista” a chi pensa che con l’acqua piovana si possa solo innaffiare il giardino mi pare un po’ eccessivo… :-)

  10. simone dice:

    eh eh’..
    ma io mi riferivo al ragionamento di stever. insomma.. oh’ a me sti ragionamenti qua mi fanno veramente incazzare..

  11. marco (mark-design) dice:

    dopo aver letto i vostri commenti capisco il disordine “mentale” delle persone che hanno voglia di intervenire personalmente in questo ambito, ma che alla fine si rendono conto di essere “inabili” nel fare scelte azzeccate e poco costose…la società stessa ci impedisce a tutti di capire in maniera semplice i passi da fare per raggiungere gli obiettivi prefissati, obiettivi che sono imposti dalla comunità europea e dal mondo intero per riuscire a contrastare il cambiamento climatico…ci lasciano come in una giungla dove ci sono si dei bei frutti ma anche piante velenose e anche frutti non commestibili…lasciano insomma a noi cittadini la scelta di come operare senza badare il fatto che non tutti noi siamo dei tecnici che ci possiamo permettere di valutare la soluzione giusta per ogni caso…poi se hai delle idee innovative e molto importanti che possono risolvere molti problemi attuali, non ti incentivano a renderle “utili” a tutta la comunità, ma solo a chi dovrà produrle per fare i soldi e pagare chi gli ha “passato” l’opportunità…
    un esempio di tutto questo è il nostro caro Dott. Rubbia, noto scienziato mondiale che dopo aver attuato dul piano approvvigionamento energie rinnovabili diverse idee, l’Italia glie le ha “bocciate” non finanziandole…e lui di risposta a questi provvedimenti se nè andato in Spagna che subito lo ha messo in condizioni di poter operare al meglio…
    ci sono in Italia svariati cervelli che hanno soluzioni innovative a basso costo sia di produzione che per chi le acquisterà, ma scappano tutte all’estero perchè in Italia vengono “sfruttate” solo per gli scopi di alcuni industriali…
    basta andare all’ufficio brevetti per capire come l’Italia sia colma di idee ma nessuno le prende in considerazione…
    queste persone a volte possono solo avere la soddisfazione nel proporre al pubblico tramite you-tube il loro video dimostrativo con molti riscontri pubbici…
    ma perchè non incominciamo a cambiare la mentalità e sopratutto la burocrazia del nostro paese?…..

  12. simone dice:

    ieri ho trovato questi

    - Filtro a Struttura Composita
    con lampada debatterizzante (però nn si capisce bene se potabilizza anche ad le acque meteoriche)

    http://www.commercioetico.it/ecologia/filtroacqua/nonpotabile.htm

    - grafiberica.com, un’azienda che produce impianti per il recupero delle acque piovane. ci asono alcuni video.

    http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=es&u=http://www.grafiberica.com/&sa=X&oi=translate&resnum=1&ct=result&prev=/search%3Fq%3Dgrafiberica%26hl%3Dit

    - http://www.euromec.net/

    però è vero.. tutta roba che costa..

  13. jena dice:

    Mia madre si è fatta, nella su campagna, un pozzo enorme e lo riempie con l’acqua piovana tramite il tetto della casa. Questa acqua, scendendo da una apposita grondaia, passa atraverso dei filtri appositi, che vengono sostituiti ogni mese, e poi scende nel pozzo. Questo pozzo interrato, è fatto di cemento e rivestito du un materiale particolare. Questa acqua, mia madre la beve, si lava e cucina . Questo lo sta facendo da più di 10 anni e sta meglio di me. Adesso io mi chiedo perchè dite che l’acqua piovana non è potabile scie chimiche dei nostri amici americani a parte ?

    grazie .

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