La settimana verde: Colchico
Non manca poi molto e se ci si mette pure il riscaldamento del pianeta, fra due o tre settimane le belle e verdi foglie del colchico, o zafferano bastardo, cominceranno a popolare i prati e le vallate alpine. Una rinascita primaverile, per questa pianta perenne della famiglia delle liliacee, che prosegue fino all’approssimarsi dell’inverno quando, dal centro delle foglie lanceolate, che possono superare anche i venti centimetri di larghezza, nascono bellissimi fiori colorati. Bellissimi, ma che non vanno assolutamente raccolti, come non va raccolta nessun altra parte della pianta. E questo non già perchè qualche legge lo imponga, quanto per l’estrema pericolosità di questa bulbosa. Anche solo toccarla infatti, può essere fatale. Più ancora, e con effetti ancora più immediati, quando il contatto avvenga fra il colchico e piccoli animali domestici come gatti o cani. Per questo, se proprio vi capitasse di non resistere alla tentazione di raccogliere qualche fiore di colchicio, o manipolarne qualche foglia carnosa, è indispensabile lavarsi immediatamente e accuratemente le mani; evitando qualsiasi contatto con bocca o mucose. Il potente alcaloide della pianta, la colchina, è in grado di far passare a miglior vita un individuo che, per sua sfortuna, ne abbia assorbito solo due centesimi di grammo.
da mstramazzo
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