Rifiuti

Differenziata e non Cip6

Si chiama Differenziamoci, un esperimento di raccolta differenziata domiciliare che ha coinvolto due condomini napoletani, in tutto 50 famiglie. Una campagna della quale si è fatto testimonial Lello Arena. I risultati dell’esperimento sono stati presentati l’altroieri al governatore della Campania Bassolino. In meno di una settimana infatti è stato superato il 70% di raccolta differenziata. La perfetta dimostrazione che anche a Napoli differenziare si può. Un appunto per i nostri politici: le soluzioni sono queste e non certo la decisione di ieri della presidenza del Consiglio, che ha pensato bene di reintrodurre in via straordinaria i Cip6, per facilitare la realizzazione degli impianti di incenerimento che saranno realizzati nei territori del comune di Acerra, Santa Maria la Fossa e della provincia di Salerno. Una violazione delle norme nazionali e comunitarie, oltre che una presa in giro per tutti i cittadini onesti. No, scelte del genere sono assolutamente incondivisibili.

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feb  08
1
alle 03:17
da emiliano

Ultimo commento:

di alfio galeotti il 01/1/70

vorrei solo segnalare che nel video di greenpeace vengono riportate delle percentuali che sommate...


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7 Commenti to “Differenziata e non Cip6”

  1. roberto dice:

    Ma…ricorsi all’unione europea non ne sono mai stati fatti? è inutile? non ci ha mai pensato nessuno?

  2. Emm NAPOLI E IL COMPOST dice:

    è da un pò di tempo che penso ai contenitori per compost come ad una soluzione parziale per il problema dei rifiuti a Napoli, ma finora non ne ho mai parlato perchè mi sembra troppo banale. Ma ora, visto che in tanto tempo non ne ho sentito parlare, mi chiedo e vi chiedo: è un’idea così stupida mettere un pò di contenitoriper compost in ogni uartiere e cominciare così a dividere i rifiuti inerti da quelli biologici, che degradandosi portano fetore e malattie? Tra l’altro, la produzione di diossina avviene quando, nell’esasperazione per il fetore esalato dai rifiuti in decomposizione, vengono bruciati i rifiuti non organici insieme a quelli organici, che portano sì odori nauseanti e malattie, ma certo non
    producono diossina e idrocarburi aromatici. Vi chiedo: è un’idea così stupida? Qualcuno ci ha pensato? O a Napoli, città dalle mille contraddizioni, si è troppo impegnati
    a lamentarsi del destino avverso per cercare delle soluzioni?

  3. roberto dice:

    non è un’idea stupida, ci avran pensato in molti (ovviamente non ai quartieri alti..).
    adesso stan già facendo qualche passetto avanti i napoletani, portando i rifiuti già differenziati (credo solo la plastica) davanti ai portoni delle aziende locali che riciclano (le aziende non possono ritirare la spazzatura da sole perhè hanno un contratto con il servizio di raccolta rifiuti che comunque non ha i camion).
    è un piccolo passo avanti.. piccolo piccolo… in effetti l’umido e tutti gli altri materiali riciclabili li vorremmo (e dovrebbero volerlo anche i residenti) vedere differenziati.

  4. Tony dice:

    Tutto quello che si può differenziare va bene farlo e questo dipende solo dalla sensibilità dei cittadini e dalla capacità organizzativa degli amministratori però non è la soluzione del problema “munnezza” della Campania.La vera svolta sta nell’avviare quanto prima un inceneritore(questo è il termine esatto)costruito con la migliore tecnologia disponibile sul mercato e dare ai cittadini dei paesi dove si insedia l’impianto e le discariche una congrua riduzione sulla bolletta energetica.Il consenso della cittadinanza sarebbe quasi scontato.Lo scrivente abita a Brescia e se dovessi pensare tutti i giorni di fare il giro della città per trovare i cassonetti per separare la spazzatura sarei il primo a non farlo.

  5. roberto dice:

    Tony: non sarà la soluzione (anche se ridurrebbe del 90% il volume dei rifiuti totali, innanzitutto) ma secondo me nemmeno partire con i termovalorizzatori è la soluzione, pure se parliamo di città sommerse dai rifiuti. Cercare di risolvere il problema partendo da inceneritori significa disincentivare la raccolta differenziata. Se più viene bruciato e più i gestori degli inceneritori guadagnano, secondo te a questo punto permetteranno la raccolta differenziata ad alte percentuali? no. per questo se proprio bisogna costruire gli inceneritori, che prima tolgano i cip6 (al governo) poi le regioni e i comuni introducano la raccolta differenziata spinta e solo poi costruiscano gli inceneritori. Tanto, diciamocelo, i napoletani non vivono nella spazzatura da pochi mesi, la situazione è apparsa emergenza in televisione, in realtà è più o meno sempre così da anni (leggi http://blogeko.libero.it/index.php/2008/01/10/p5204#more5204 ), quindi perchè fare pasticci velocemente invece di fare progetti a lungo termine con calma?

  6. roberto dice:

    Ah: sembra che a brescia la differenziata nel 2007 sia stata del 35%, forse è per questo che non conosci il termine raccolta differenziata porta a porta. nessuna necessità di attraversare mezza città per fare una cosa intelligente.
    http://www.questotrentino.it/2002/14/Lettera_Incener_Cova.htm
    http://beppegrillo.meetup.com/273/messages/boards/view/viewthread?thread=3067870
    http://www.peacelink.it/ecologia/a/7951.html
    http://www.google.it/search?hl=it&q=unione+europea+inceneritore+brescia&btnG=Cerca+con+Google&meta=

  7. alfio galeotti dice:

    vorrei solo segnalare che nel video di greenpeace vengono riportate delle percentuali che sommate danno il 106 %!qualcuno puo’ spiegare….?
    hal!!!

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