L’impatto ambientale di funerale, cremazione e loculo

Cremata o sepolta in un loculo? Personalmente non ho dubbi: cremata, a maggior ragione ora che si sono fatti i calcoli sull’impatto ambientale del funerale nelle sue due possibili declinazioni.
La notizia viene dall’Australia. La cremazione lì per lì immette un’enorme quantità di gas serra nell’atmosfera (e richiede, aggiungo io, un grande dispendio di energia), ma sul lungo periodo le cose cambiano.
Bisogna infatti tener conto della manutenzione della tomba: il calcolo australiano riguarda il prato inglese che ricopre i cimiteri di stile anglosassone, ma ad occhio e croce la nostra profusione di edifici funebri rivestiti di marmo non cambia di molto le cose. Anzi!.
E comunque, una cremazione immette nell’atmosfera 150 chili di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra. Un funerale classico solo 39 chili. Ma se si tiene conto della manutenzione del prato per 50 anni, l’impatto ambientale della cremazione risulta minore del 10%. Sempre secondo i calcoli australiani, piantare un albero è sufficiente per compensare l’impatto ambientale sia della cremazione sia dell’inumazione.
Leggi Perchè non cremare solo le salme?
La bara ecologica anche in Italia
Via Reuters
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di daniele il 01/1/70
piccola scommessa: ...
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marzo 12th, 2008 at 14:50
No no cremare no io abbisogno di un cadavere qualora mi servisse per alcuni scopi… tuttavia in linea di principio mi sento di quotare in toto ciò che dice l’assennata Maria!
p.s
Mi raccomando le news sulle balene che sono in angoscia. Non dimenticarle please… poverine
marzo 12th, 2008 at 15:06
Sono notizie “datate”, non ricordo la fonte, ma:
-un’azienda tedesca proponeva cremazione e successivo trattamento delle ceneri allo scopo di ottenere un diamante sintetico. Un morto è per sempre…
-un’alta azienda, non ricordo se svedese, scandinava, finlandese, proponeva il congelamento del corpo a bassissima temperatura; la conseguenza è la “polverizzazione” del corpo. Il tutto viene poi inserito in una scatola biodegradabile con il seme di una pianta.
Ripeto, queste notizie le ascoltai alla radio almeno un paio d’anni fa, e, tempo permettendo, vedrò se posso rintracciare qualche dettaglio.
Per ultimo, resta il “funerale celeste”, quello adottato da alcuni monaci tibetani: il corpo viene tagliato ed i pezzi sparpagliati: gli uccelli fanno il resto.
marzo 12th, 2008 at 20:41
Flavio, cosa te ne fai di un cadavere?
marzo 12th, 2008 at 22:03
beh da piccolo i hanno detto che risorgeremo col corpo…. Io beh non credo a ciò essendo Pelagiano, ma e se poi fosse vero? Sono lacerato dal dubbio
marzo 14th, 2008 at 10:27
e il consumo di suolo conseguente ad interrare milioni e milioni di cadaveri?
piccola scommessa: cremazione obbligatoria entro 100 anni