Energie

Caro petrolio, protestano gli asfaltatori. E costruire qualche strada in meno?

asfalto

Adesso anche l’asfalto. Un’altra categoria protesta per l’aumento dei costi legato al rincaro del petrolio, come già i pescatori e i camionisti.

Gli asfaltatori chiedono aiuto al Governo, dicono che non ce la fanno più, minacciano di interrompere i cantieri in corso e di non concorrere più ad appalti per lavori stradali futuri.

Esattamente come i pescatori, le aziende dell’asfalto devono sopportare una gran brutta botta di costi ulteriori. Il bitume stradale deriva direttamente dal petrolio. Eppure, come i pescatori, secondo me hanno torto, torto marcio a protestare.

Se il petrolio costa quel che costa, il Governo può farci ben poco. Tranne una cosa, che si guarda bene dal fare: pilotare la riorganizzazione del modo di vivere collettivo perchè sia possibile consumare meno petrolio, meno energia.

Del resto, pare proprio che il petrolio abbia raggiunto il “picco di estrazione“. Più di così, i pozzi non ne possono pompare: la domanda è alta e continua ad aumentare, la produzione non riesce a tener dietro alle richieste. E il petrolio continua infatti a rincarare.

Oltretutto, una riorganizzazione collettiva per usare meno petrolio contribuirebbe anche ad abbassare la domanda, e quindi a frenare i prezzi.

Il Siteb, l’associazione italiana che rappresenta la filiera dell’asfalto, ha sul sito web un grafico con l’aumento dei prezzi. Fatto 100 il prezzo medio del bitume stradale in Italia nel gennaio ‘99, ora è a 288 e rotti. Solo nell’ultimo anno l’aumento ha superato il 50%.

Gli asfaltatori ce l’hanno con la tassa sul bitume – unica, dicono, in Europa – e con i meccanismi delle gare d’appalto per i cantieri pubblici stradali: il prezzo di un’opera viene fissato nel momento in cui essa è aggiudicata; i successivi rincari della materia prima sono a carico dell’appaltatore. Questo è assolutamente vero, niente da ridire.

Però faccio una considerazione. Non so da voi: dove abito io è tutto un fiorire di nuove strade al servizio di quartieri residenziali e zone industriali periferiche. Dove, fra crollo del settore immobiliare e rincaro dei carburanti, non so proprio chi vorrà andare ad abitare.

Ecco, mi pare che quelle – le nuove opere, voglio dire – siano le prime cose da tagliare. Con meno asfalto addosso, oltretutto, la Terra respirerà meglio. Concentriamoci piuttosto sulla manutenzione delle strade esistenti, sulle quali passa sempre meno traffico, dato che il consumo dei carburanti è in calo.

In questo senso mi piacerebbe agire. Invece finirà, credo, che ci strizzeranno un altro po’ il portafoglio per andare incontro agli asfaltatori. O verrà tolta loro qualche tassa, che è la stessa identica cosa: incassando meno soldi, lo Stato erogherà meno servizi, che a ciascuno di noi toccherà pagare.

Da Adnkronos caro petrolio, protestano gli asfaltatori

Il sito internet di Siteb, Associazione italiana bitume asfalto strade, con il grafico sul prezzo dell’asfalto dal 1999 ad oggi e i prezzi medi del bitume nelle città italiane

Foto Flickr

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lug  08
16
alle 08:00
da maria

Ultimo commento:

di alfio il 01/1/70

dai ragazzi diamo una mano ai SUV!!!!!
tutte strade sterrate...!
almeno finalmente potranno dire ...


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4 Commenti to “Caro petrolio, protestano gli asfaltatori. E costruire qualche strada in meno?”

  1. Stever dice:

    Le strade (vedi in Nord Europa) si possono anche fare con cementi particolari, sono più rumorose delle asfaltate ma se proprio il costo dei derivati del petrolio dovesse essere superproibitivo…

  2. Aldo dice:

    Stever, hai idea di come si fa il cemento? Non sono certo un esperto, ma credo che la sua manifattura, dalla cava alla “cottura”, implichi una bella botta di energia. Dunque siamo punto e a capo. :(

    Concordo con il post: il sistema stradale italiano è inutilmente ipertrofico (così come pure la mobilità, troppo spesso letteralmente imposta anche a chi vorrebbe evitarla) e può essere razionalizzato.

  3. Adriano dice:

    Come sempre concordo con Aldo.
    Abito vicino una cementeria e ho visto che in soli 30 anni hanno fatto sparire una montagna intera di roccia, poi serve una certa percentuale di terriccio, due tipi di acidi e della cenere per sostituire il colore del cemento vero (che non si usa più) e per cuocerlo si brucia di tutto (tipo, copertoni esausti tritati).
    Inoltre questi aumenti non li capisco, sapendo che questa miscela chiamata asfalto a suo tempo è stata inventata per eliminare le grandi quantità di catrame prodotto dalle raffinerie. Per esempio in Africa che non hanno la posssibilità di prodursi dei giaino il catrame lo versano ovunque formando avvolte delle pozze pericolose per gli animali.

  4. alfio dice:

    dai ragazzi diamo una mano ai SUV!!!!!
    tutte strade sterrate…!
    almeno finalmente potranno dire che sono necessari!

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