Carbone, le riserve mondiali sono meno di quanto si credeva

Il carbone è nemico dell’umanità , questo mi sembra un dato di fatto. E nonostante quello che qualcuno ci vuole far credere non ne esiste alcuna versione “pulita”.
Ahimé, c’è ancora chi pensa di investire nel sistema di cattura dell’anidride carbonica – il famoso Ccs. Avviene tanto in Italia quanto in Europa.
A questa gente bignerebbe rammentare l’impatto del carbone sugli ecosistemi. Assolutamente devastante, 360 miliardi di euro nel 2007. Uno scenario sconfortante, ma in mezzo a tanto grigiore, una buona notizia c’è. Sembra infatti che le riserve di carbone siano state ampiamente sovrastimate.
E’ quanto riporta il blog di Wired in un interessante articolo pubblicato due giorni fa.
Secondo i calcoli di Dave Rutledge, direttore di Caltech’s engineering, le attuali riserve di carbone sarebbero pari a 662 miliari di tonnellate contro le 850 precedentemente valutate.
Le stime finora in circolazione si basavano infatti su metodi che non erano stati più corretti dal 1974.
Bé, in 35 anni le cose cambiano e anche parecchio, se è vero che secondo calcoli più recenti, effettuati su aree molto limitate, solo una piccola parte di carbone, rispetto a quella stimata in precedenza, si può considerare come estraibile.
Questo non significa che c’è da stare tranquilli. Consumare infatti tutto il carbone attualmente in circolazione sarebbe sufficiente per portare la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera a 460 parti per milione, ovvero ben oltre la quota considerata come il limite massimo per contenere l’innalzamento della temperatura terrestre di 2 gradi centigradi.
Oltre questo limite i danni causati dai cambiamenti climatici sarebbero incalcolabili.
Ora, di fronte a questi scenari non è scontato ripetere che le uniche fonti energetiche su cui bisognerebbe investire veramente sono quelle rinnovabili. A fianco ad esse, efficienza, risparmio energetico e riduzione dei consumi.
Via Wired
Foto davipt
da emiliano
Ultimo commento:
di Alessandro il 01/1/70
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dicembre 19th, 2008 at 14:00
Riguardo all’ultima frase come si classificano le varie azioni?
Be facciamo un esempio.
Ipotizziamo che sia un architetto di case clima che per lavoro deve fare 200 km al giorno e uso un suv.
Quale sarebbe l’efficenza,(cambiare mezzo?) il risparmio energetico (ridurre l’agressività della guida?)e quale la riduzione dei consumi?(cambiare lavoro? e fare il lavapiatti sotto casa?)
E’ giusta così? Non ho chiara la distinzione.
dicembre 19th, 2008 at 14:13
intanto ti faccio una domanda: per quale motivo un architetto di case clima dovrebbe usare un suv? se fai 200 chilometri al giorno puoi trovare soluzioni diverse per la tua mobilità … La prima che mi viene in mente è un auto a gpl oppure un’ibrida. Anche se personalmente non sono a favore di nuovi acquisti che comportano un ulteriore spreco di energia e alimentano il circuito dei consumi. Quindi se hai un mezzo, usalo più possibile, finché funzionerà . Sì, perché no. Ridurre l’aggressività della guida è un’ottima soluzione. Prendere l’auto solo se necessario. Naturalmente non dico a nessuno di cambiare lavoro e fare il lavapiatti. Ma cercare di organizzare la propria vita in modo responsabile. Tutto qua.
Il mio riferimento era alle politiche energetiche di un paese. E in quel caso l’efficienza energetica può significare migliorare l’efficienza (scarsissima) delle attuali centrali a combustibili fossili invece di costruirne altre, il risparmio energetico può significare incentivare comportamenti responsabili da questo punto di vista. Stessso discorso per la riduzione dei consumi.
Ma naturalmente ognuno di noi può fare scelte importanti in merito.
Ciao
dicembre 20th, 2008 at 09:50
Lo dico da anni ma pochi mi prendono sul serio: limitare l’aggressività di guida (accelerazioni, decelerazioni e velocità di crociera). Spesso basta diminuire (a seconda del mezzo e del tipo di strada) di 5Km/h la velocità (non mi riferisco ai limiti di velocità a cui talvolta sono contrario ma in senso assoluto)o accelerare dolcemente o anticipare una frenata incominciando a lasciare il piede dell’accelerzaione o mettere in folle durante una semi-discesa/falso piano se questo non crea pericolo per avere SUBITO risultati risparmiosi che nessuna tecnologia anche la più sofisticata oggi offrirebbe.
A questo proposito obbligherei su tutte le auto (costo quasi zero) il diplay del consumo istantaneo (e a limite quello medio) come già hanno quasi tutte le auto FISSO, non disinseribile, e bello grande visibile !
Sarebbe il miglior deterrente psicologico (dal momento che nessuno è masochista) al consumo accessivo. Parlo ovviamente per esperienza personale: da quando (4 anni fa) ce l’ho sulla mia auto, un’auto grande e pesante (Peugeot 407) ma piccola di cilindrata (1560cc a gasolio) sono passato gradatamente a consumare da 13 Km/l di media percorso misto a 20,5 Km/l…alla fine il display è diventato quasi un gioco con me stesso a fare nuovi record di risparmio ma soprattutto mi ha fatto rendere conto di quanto velocità di poco diverse in base alle pendenze delle strade o altro possano influenzare tanto il consumo di carburante.
dicembre 20th, 2008 at 10:50
Io ho un Ulysse 2.0 e sono riuscito nello stesso modo a passare da 10 km/l a 15 km/l con punte di 17 km/l. Purtroppo nel 2002 ho acquistato una macchina di dimensioni eccessive… ma non la cambierò ed è molto utile quando trasporta 6/7 persone. Aggiungo che eliminando i giri inutili si può ridurre di un’altro 10%/20% i consumi.
dicembre 20th, 2008 at 15:04
Come ha detto giustamente qualcuno:
“L’età della pietra non finì quando finirono le pietre”.
E anche se è solo una battuta, vale però per quanto riguarda il carbone e anche il petrolio, il cui uso finirà molto prima che si esauriscano le riserve, perchè molto semplicemente non saranno più competitivi con le energie alternative.
marzo 22nd, 2009 at 10:03
Quando avremo consumato tutti i combustibili fossili, le condizioni climatiche torneranno probabilmente ad essere simili a quelle del periodo Carbonifero (300 milioni di anni fa), quando tutte queste risorse si sono formate.