Petrolio, clima, profughi: l’Europa a rischio conflitti

Il Polo Nord si scioglie e l’Unione Europea potrebbe andare incontro a un conflitto con la Russia per il controllo del petrolio e degli idrocarburi nell’Artico. Anche nel Caucaso, per la precisione.
L’Europa va anche incontro a immani ondate di migranti, o per meglio dire di profughi climatici: roba da far impallidire le attuali, dolenti schiere di lavavetri e venditori di accendini.
Preoccupanti le anticipazioni che i maggiori quotidiani europei hanno fornito a proposito di un rapporto scritto da Javier Solana, mica un catastrofista qualunque: il segretario generale del Consiglio dell’Unione Europea. Il rapporto è indirizzato ai capi di governo dell’Unione Europea. Se volete sapere…
Dunque, Solana avverte innanzitutto i leader europei che, con lo scioglimento dei ghiacci artici, si giocherà a chi arriva ad accaparrarsi per primo le enormi risorse di idrocarburi dell’Artico: i contendenti saranno innanzitutto la Russia e la Norvegia, ma probabilmente anche Stati Uniti, Canada e Damimarca, quest’ultima per via della Groenlandia.
Ci sono anche anticipazioni e speculazioni a proposito del fatto che la Nato potrebbe (dovrebbe, dicono) diventare il “cane da guardia” degli interessi occidentali sugli oleodotti che attraversano il Caucaso.
E non solo. I devastanti effetti dei cambiamenti climatici, avverte Solana, porteranno schiere di migranti verso l’Europa, e causeranno anche un crescente risentimento del Sud del mondo – incolpevole ma particolarmente colpito – verso i Paesi del Nord e dell’Occidente, che hanno causato i guai attuali.
Sul Guardian: i cambiamenti climatici possono innescare il conflitto fra Europa e Russia
Sul Telegraph: i conflitti globali innescati dai cambiamenti climatici
Su Le Monde: i cambiamenti climatici minacciano la sicurezza internazionale
Foto Flickr
da maria
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