Cambiamenti climatici, il livello delle acque potrebbe crescere di 150 cm

Il livello dei mari potrebbe crescere fino a 150 centimetri entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici: è quanto afferma l’ultimo rapporto dello US Geological Survey.
Le previsioni dell’Ipcc, il pannello intergovernativo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici, potrebbe infatti aver sottostimato l’innalzamento del livello delle acque.
Questo almeno è quanto affermano gli scienziati dell’organismo di ricerca statunitense.
Il presupposto sulla base del quale ragionano gli scienziati americani è che la scienza evolve rapidamente e che il rapporto dell’Ipcc, datato 2007, non tiene conto di dati recenti che mostrano quanto velocemente i ghiacciai si stiano sciogliendo nelle acque dell’oceano, in particolare in Groenlandia e nella regione occidentale dell’Antartide.
Un fatto che non sorprende affatto, visto che gli stessi scienziati dell’Ipcc, almeno una parte di essi, recentemente si sono fatti portavoce di un rapporto del Wwf sull’accelerazione inaspettata dei cambiamenti climatici.
Le previsioni dell’ultimo rapporto dell’organismo che fa capo all’Onu parlavano infatti di un innalzamento di 28-42 centimetri mentre il rapporto dello US Geological Survey fa riferimento ai dati riportati nel 2007 dal Professor Stephan Rahmstof del Potsdam Institute for Climate Change Research che stimava l’innalzamento tra i 40 e i 150 cm.
Secondo lo studio americano anche questi ultimi dati vanno rivisti in senso negativo perché le ricerche dello studioso tedesco non tengono in dovuta considerazione le recenti acquisizioni scientifiche sullo scioglimento dei ghiacci.
Se le previsioni dello US Geological Survey fossero azzeccate si tratterebbe di una vera e propria catastrofe poiché centinaia di milioni di persone sarebbero minacciate dalle inondazioni.
Un secondo punto su cui si sofferma il rapporto è quello legato al rischio che si fermi il sistema di correnti atlantiche e al possibile rilascio di metano in atmosfera dovuto allo scioglimento del permafrost.
Secondo gli scienziati le correnti rallenteranno del 25-30%, un rischio moderatamente basso, che scongiurerà il raffreddamento delle coste europee e statunitensi.
Altrettanto basso è considerato il rischio legato allo scioglimento di metano in atmosfera.
Quello che preoccupa seriamente gli scienziati è però il cosiddetto “tipping point”, il punto di non ritorno, superato il quale i cambiamenti climatici potrebbero aumentare molto più rapidamente del previsto, facendo saltare completamente i modelli sulla base dei quali si calcola oggi l’impatto del surriscaldamento terrestre sugli ecosistemi.
Via Guardian
Foto Brentbat
da emiliano
Ultimo commento:
di simone il 01/1/70
al sito della nasa,
http://www.nasa.gov/
alcune animazioni su innalzamento temperat...
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dicembre 17th, 2008 at 19:26
sembra che la tendenza all’innalzamento si stia fermando
http://sealevel.colorado.edu/
quanto è dovuto alla bassa attivita solare di questi tempi è da vedere
penso che i cambiamenti in corso
porteranno a una rapida selezione dei modelli climatici
mi sembra che troppi spece in USA
sono influenzati da fattori non propriamente
climatici.
questo sia per i modelli che portano a un riscaldamento
sia per quelli che portano a un raffreddamento
troppa politica ed economia nei parametri.
il tempo selezionerà i migliori.
per mio conto seguo in particolare il comportamento del SOLE che rimane su livelli di attività molto bassa
e almeno questo lo posso, seguire personalmente con il mio telescopio … quando non piove.
dicembre 18th, 2008 at 12:11
vi segnalo
al sito della nasa,
http://www.nasa.gov/
alcune animazioni su innalzamento temperatura, scioglimento dei ghiacci..
http://climate.jpl.nasa.gov/ClimateTimeMachine/climateTimeMachine.cfm