Brindisi, il rigassificatore probabilmente si farÃ

Il rigassificatore di Brindisi si farà : è quanto sostiene Brindisi LNG, che intende realizzare – in realtà terminare perché i lavori sono iniziati nel novembre 2006 – l’impianto a Capo Bianco, nella zona portuale della città salentina.
Due giorni fa la Commissiane Via ha compiuto un sopralluogo per fornire il suo parere sulla compatibilità ambientale del terminale di rigassificazione, e la società italo-britannica crede che otterrà il via libera visto che è “titolare di una regolare autorizzazione e di una legittima concessione demaniale“.
In realtà il problema non sta tanto nell’autorizzazione Via, ma nel modo in cui è stata ottenuta la concessione.
Quest’ultima era stata rilasciata dall’ex sindaco di Brindisi Giovanni Antonino, e proprio a causa di essa l’ex primo cittadino della città salentina era stato arrestato nel febbraio 2007, in compagnia di tre dirigenti di Brindisi LNG.
Le accuse erano di corruzione e concussione proprio per il rilascio della suddetta autorizzazione, e il 12 ottobre scorso i quattro imputati sono stati rinviati a giudizio.
“Durante il procedimento penale” dice Enrico Favuzzi, presidente di Legambiente Puglia “è stato appurato che la società ha ottenuto illecitamente dei vantaggi per la costruzione del rigassificatore”.
Ma il problema non è solo questo. L’impianto sorgerebbe infatti troppo vicino al centro cittadino.
Già nel gennaio 2007 infatti la Regione Puglia aveva ottenuto una sospensione temporanea dei lavori, poiché nelle acque di falda delle aree a terra adiacenti le opere di colmata, i dati riscontrati dall’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) avevano superato “valori limite accettabili”.
Contro l’impianto si sono espressi già Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, buona parte della popolazione locale, le associazioni ambientaliste, il consiglio comunale e quello provinciale di Brindisi.
Si è parlato anche di un eventuale spostamento del terminale a Cerano, ma la Brindisi LNG ha smentito tutto “in quanto per ospitare un terminale sarebbe necessario un porto e quest’ultima infrastruttura avrebbe costi economici ed ambientali di tale portata da renderne problematica la realizzazione”. Significherebbe rimandare di 15-20 la costruzione dell’impianto.
Allo stato attuale il rigassificatore di Brindisi, dopo quello di Panigaglia in Liguria e quello recentemente inaugurato a Porto Levante – proprio di fronte al Parco del Delta del Po -, sarebbe il terzo rigassificatore italiano. Sempre che non venga realizzato prima quello di Livorno per la costruzione del quale il Consiglio di Stato si è già espresso positivamente.
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Foto alessandro64 via Flickr
da emiliano
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