Alimentazione

Banca dei semi, il freezer e i campi

E’ stata inaugurata nell’arcipelago delle Svalbard, in Norvegia la banca dei semi a prova di catastrofe, la Global Seed Vault: quattro milioni di semi di tutte le varietà agricole conosciute conservati a -18 gradi, in una grotta scavata nel permafrost. Messi lì a futura memoria, casomai un domani si rivelasse utile la biodiversità che oggi stiamo perdendo: l’orzo dovrebbe resistere 2.000 anni, il sorgo anche 20.000. Perchè mi piace solo in parte questo freezer? Lo spiego.

Non discuto l’opportunità di mettere al sicuro le vecchie varietà che stanno scomparendo sotto il rullo compressore di pratiche agricole sempre più omogeneizzate all’insegna di massima resa, concimi chimici, pesticidi e meccanizzazione. Ciascuna di queste varietà ha l’unicità di adattarsi ad un ambiente, ad un microclima particolare: oggi è una cosa sempre meno utile, ma domani chissà. Però a un mio dubbio non ho trovato finora risposta. Ognuna di queste piante, oltre che ad un ambiente, è legata a pratiche di coltivazione ben determinate. Se le mettiamo in freezer, se lasciamo che si sradichino dalla memoria riusciremo mai, in caso di necessità, a farle germogliare e fruttificare? Ecco, avrei preferito che ciascuna pianta fosse affidata ad un gruppetto di contadini, pagati per tramandarla anno dopo anno su un campo. Sarebbe stato un lavoro socialmente utile, davvero. Mi consola un po’ sapere che nella banca dei semi svedesi gli Ogm non sono accettati: si ritiene, evidentemente, che a futura memoria non servano. Il sito della banca dei semi. Un articolo in italiano. La visita interattiva. Grazie a Simone. Foto Croptrust.

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feb  08
29
alle 11:57
da maria

Ultimo commento:

di ELE il 01/1/70

a pensarla come te sarebbe anche fin troppo bello.ma le cose non stanno cosi'.I nostri goveri ci ...


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3 Commenti to “Banca dei semi, il freezer e i campi”

  1. Ivy dice:

    Mi pare che la questione sia slegata dal concetto di “mantenimento delle tradizioni di coltivazione”…
    Mi pare si stia parlando solo dell’ipotesi catastrofica, e in quel caso se anche sai coltivare le piante ma ti mancano i semi, è dura…

  2. Jacopo dice:

    Sono d’accordo con Ivy. Soprattutto, in caso di catastrofe, fuori dal bunker contadini e semi fanno la stessa (brutta) fine…

  3. ELE dice:

    a pensarla come te sarebbe anche fin troppo bello.ma le cose non stanno cosi’.I nostri goveri ci stanno nascondendo le verita’ piu’ crude,catastrofi imminenti.Infatti i semi raccolti sono del tipo piu’ antico con crescita allo stato naturale e con restitenza a temperature estreme tipo i semi di ceci raccolti sulle alte pianure del kurjikistan,perche’??????????????????

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