Alimentazione

Anche i brutti nei negozi. Frutta e verdura, la deregulation è solo parziale

pomodoro

Sarà che l’ottimismo è il mio mestiere, ma credo che non cambierà molto, almeno qui in Italia, ora che l’Unione Europea ha finalmente varato la parziale deregulation della carota, che pone fine a sprechi a mio avviso scandalosi.

Vengono a cadere le norme che regolano minuziosamente calibro, forma, peso di 26 tipi di frutta e verdura. Anche se “brutta” potrà finire nei negozi, a prezzo auspicabilmente ribassato.

Perchè dico che qui le cose non cambieranno granchè? Lo spiego.

Sebbene abrogate su 10 prodotti (non subito, però, ma dal primo luglio prossimo), le norme europee di conformità restano in vigore su 26 generi ortofrutticoli, che rappresentano il 75% di quelli commercializzati.

Per questi 26 generi, i singoli Paesi dell’Unione Europea potranno, se lo riterranno opportuno, varare proprie deregulation.

L’Italia è fra i Paesi che si sono opposti, a Bruxelles, alla deregulation parziale.

Ed è tutto un fiorire di comunicati stampa di organizzazioni agricole che gridano allo scandalo per le eccellenze agroalimentari in pericolo.

La trovo una sciocchezza, senza voler offendere nessuno. Una carota biforcuta non è meno buona e nutriente di una carota dritta come un fuso.

Per questo non mi aspetto che l’Italia approfitti dell’opportunità di portare fino in fondo la deregulation. Frutta e verdura “brutte” continueranno, in sostanza, a non finire nei negozi.

Ecco l’elenco dei prodotti ortofrutticoli per i quali restano in vigore i criteri “di bellezza”, a meno che il Governo non decida di provvedere altrimenti.

Si tratta di mele, agrumi, kiwi, lattughe, pesche e pesche noci, pere, fragole, peperoni dolci, uve da tavola e pomodori. Complessivamente rappresentano, dicevo, il 75% del valore degli scambi all’interno dell’Unione Europea.

Piaccia o non piaccia a Roma e alle organizzazioni agricole italiane, la deregulation è in vigore su altri 26 prodotti ortofrutticoli.

Ecco l’elenco. Albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati.

Ancora: aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof.

Il comunicato stampa dell’Unione Europea: abolite alcune norme di uniformità relative a frutta e verdura

Dall’Ansa l’Italia si è schierata contro la deregulation parziale di frutta e verdura

Da Il Velino organizzazioni agricole contrarie alla parziale deregulation di frutta e verdura

Foto Flickr

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nov  08
14
alle 07:53
da maria

Ultimo commento:

di david il 01/1/70

poi magari sono le stesse organizzazioni agricole che promuovono il biologico............


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Un Commento to “Anche i brutti nei negozi. Frutta e verdura, la deregulation è solo parziale”

  1. david dice:

    poi magari sono le stesse organizzazioni agricole che promuovono il biologico…………

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