“Americani, fate scorta di cibo”. Ma il Wall Street Journal ha ragione?

“Americani, vi conviene fare scorta di cibo“. Il suggerimento viene dal Wall Street Journal, di solito prudentissimo: e a maggior ragione colpisce.
Calcolatrice alla mano, Brett Arennds confronta il misero rendimento degli investimenti a breve termine – c’è aria di recessione – e la prospettiva dell’aumento ulteriore e rapido degli alimentari, il cui prezzo già sta scatenando tumulti in molti Paesi.
Conclude: non c’è paragone, conviene investire in pasta e cibo in lattina. Fa un po’ effetto, vero?
Secondo me la via d’uscita dalla crisi alimentare passa attraverso l’agricoltura: altro che l’accaparramento e la speculazione suggeriti dal WSJ.
Credo che la Terra, ma solo se ben trattata, possa nutrirci tutti, sei miliardi e quanti siamo. Però si tratta di prendere la mira: venite.
Secondo il WSJ gli alimentari rincarano e rincareranno ancora in seguito all’aumento di tutte le materie prime, innanzitutto il petrolio (quanto ne incorpora il cibo!) e alla crescita di un ceto medio consumatore – non più soltanto povera gente – in Paesi come Cina ed India.
Siamo intrappolati, allora, e condannati alla fame? Non credo. Secondo me si tratta innanzitutto di razionalizzare i consumi: lasciar perdere il superfluo per salvare tutti quanti il necessario. Cioè orientarci verso un’agricoltura in grado di sfamarci, indipendente dal petrolio. Che vuol dire: indipendente da pesticidi, trasporti e concimi.
E’ possibile? Certo. C’è l’esempio di Cuba, e lo cito al di là di qualsiasi valutazione di carattere più generale. Con il crollo dell’Urss e il perdurante embargo americano, Cuba si ritrovò senza petrolio, senza concimi e pesticidi. Il risultato fu una grave crisi alimentare: i cubani fecero letteralmente la fame.
Ma poi le cose sono cambiate, ed ora i cubani mangiano a sufficienza grazie al cibo che essi stessi producono. La vita media è uguale a quella degli Usa, e la mortalità alla nascita inferiore.
Come fanno? Dieta quasi completamente vegetariana, orti dappertutto ed agricoltura sostanzialmente biologica, cioè senza concimi chimici e pesticidi.
L’agricoltura biologica, lo dice uno studio dell’Università del Michigan, è in grado di nutrire il mondo. C’è anche uno studio della Fao che lega agricoltura biologica e sicurezza alimentare.
Ecco, vorrei che ci muovessimo verso un’agricoltura rispettosa della Terra, come è appunto quella biologica, ed in grado di sfamare tutti. Sarebbe questa la mia proposta. Non far scorta di scatolame.
Sul Wall Street Journal il suggerimento agli americani di far scorta di cibo
Lo studio dell’Università del Michigan sull’agricoltura biologica che può sfamare il mondo
Lo studio della Fao su agricoltura biologica e sicurezza alimentare
Su Aprile l’autosufficienza alimentare di Cuba grazie all’agricoltura biologica
Un approfondimento (in inglese) sulla “rivoluzione agricola biologica” a Cuba
Su Treehugger un buon quadro della situazione relativa a prezzo e disponibilità di cibo nel mondo
L’idea di razionare le vendite di riso in alcuni supermercati Usa.
da maria
Ultimo commento:
di raimondo il 01/1/70
ti sfugge il fatto che la politica agricola europea sta favorendo l'abbandono delle piccole ...
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aprile 24th, 2008 at 15:39
Già , esatto, inoltre nell’articolo del WSJ si consiglia di INVESTIRE nell’acquisto dei beni primari per risparmiare dopo quando i prezzi saranno più alti.
E dopo?
aprile 24th, 2008 at 16:51
Buongiorno a tutti,
sicuramente il problema è molto complesso …
e sicuramente il WSJ è dalla parte dell’Alta Finanza.
Aspettarsi quindi soluzioni concrete e che in qualche modo non creino debito per chi le metta in pratica è un illusione …
Di conseguenza tutte quelle soluzioni che possono essere realmente economicamente sostenibili non vengono considerate o comunque tenute in considerazione solo in alcune parti.
Non farsi prendere dal panico mediatico in atto può essere già un primo passo per una qualche forma di libertà e bisogna valutare quanto questo viene compreso dai grandi agricoltori, proprietari terrieri e dall’intera catena agricola.
Con un ottimismo senza speranza buon lavoro a tutti.
Daniel – GenitronSviluppo.com
aprile 24th, 2008 at 20:02
Il paragone tra Cuba e l’Italia non regge poi molto. Innanzitutto la densità demografica di Cuba è la metà di quella italiana (il doppio del terreno grezzo pro-capite) e la SAU locale è percentualmente più elevata della nostra (il che aumenta ancor più la quantità di terreno agricolo produttivo pro-capite a disposizione dei Cubani). Poi il clima è tropicale umido (maggiore resa e frequenza dei raccolti). Inoltre l’orografia italiana è più svantaggiosa, presentando rilievi più abbondanti ed elevati. Sicuramente mi sfugge qualcosa, ma già questi particolari non depongono a nostro favore.
Come sempre, vi ricordo che non sono un esperto – verificate tutto in prima persona.
aprile 28th, 2008 at 10:47
Aldo
ti sfugge il fatto che la politica agricola europea sta favorendo l’abbandono delle piccole coltivazioni. La SAU (superficie agricola utilizzaqta) dimiuisce da anni in Italia e si importa sempre di più e da paesi sempre pù lotani.
La speculazione edilizia fa il resto.
I terreni edificabili rendono anche 1000 volte di più di quelli agricoli (se non ci fossero i sussidi agli agricoltori).
Gli economisti non vivono nel mondo reale.
Il suggerimento giusto non è quello di speculare sui prezzi ma piuttosto quello di garantirsi delle forniture stabili.
Associatevi a qualche gruppo d’aquisto per i prodotti agricoli! Non date l’assalto al supermercato.
Gli unici a guadagnarci sarebbero gli azionisti del supermercato. Non gli agricoltori ne i consumatori.
Guardate il prezzo al chilo dell’aglio al supermercato negli ultimi anni: non è diminuito e viene in gran parte importato dalla Cina!
Pensate forse che il guadagno vada agli agricoltori cinesi?
Perchè i grossisti importano l’aglio? Il guadagno su un prodotto così povero come può essere tanto eleato da giustificare i costi di trasporto?
Secondo me in mezzo ai container di aglio ci nascondono di tutto, soprattutto droga.
Chi si azzarderebbe a rovistare in una montagna di aglio col rischio?
Chi si azzarderebbe a bloccare un carico che potrebbe marcire?