Aiuti alla pesca, soldi europei per puntellare un modello insostenibile

Il tetto massimo degli aiuti ad ogni impresa aumenta da 30.000 a 100.000 euro in tre anni. Trovo assolutamente irragionevole il modo in cui l’Unione Europea ha riempito le mani e chiuso la bocca ai pescatori che protestavano per il rincaro del gasolio.
Sono state accolte le richieste di Francia e Italia. Onore al merito di Danimarca, Austria e Svezia che hanno votato contro.
E oltre a tutti quei soldi, l’impegno di aiutare ulteriormente i pescatori che eviteranno di uscire in mare fino a un massimo di tre mesi.
Complessivamente l’Unione Europea va incontro ai pescatori colpiti dal rincaro del carburante con la non modica somma di due miliardi di euro.
Ho cercato di leggere con attenzione a chi, e per cosa, verranno esattamente dati i soldi. Ho trovato tanti accenni al rincaro del gasolio e la generica indicazione che hanno lo scopo di agevolare la ristrutturazione del settore.
Si dice solo che verrà incentivato l’uso più efficiente dei carburanti, si aiuteranno i pescatori che scelgono il prepensionamento e si cercherà di mantenere alti i prezzi dei prodotti ittici.
Non vedo nulla che aiuti ad affrontare il vero nodo. Il petrolio – il carburante – continua a rincarare: bisogna secondo me trovare il modo di vivere e di procurare il cibo con meno petrolio.
Si è invece scelta la strada dell’aggiustatina e dei premi economici che consentono di perpetuare l’insostenibile modello attuale. E perdipiù a spese della collettività , cioè con i soldi prelevati da ciascuna delle nostre tasche.
Su Afp gli aiuti europei alla pesca
Foto Flickr
da maria
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