Addio solo parziale alle norme europee di uniformità per frutta e verdura

L’estate prossima dovrebbe entrare in vigore l’annunciata deregulation europea della carota. E sarà una deregulation solo parziale.
Si può anche sorridere, ma è un riso amaro: frutta e verdura, nei Paesi UE, possono essere venduti soltanto se rispettano le norme di uniformità relative a forma, dimensioni eccetera. Alla faccia dello spreco, dei prezzi alti e delle tasche sempre più vuote.
Tonnellate e tonnellate di vegetali perfettamente commestibili non raggiungono i negozi solo perchè non hanno la forma e le dimensioni dovute.
L’Unione Europea si è sentita il dovere di fare il punto della situazione con un comunicato stampa quando ha saputo che la catena di supermercati inglesi Sainsbury voleva vendere a prezzi ribassati, almeno per Halloween, gli ortaggi “mostri”.
“Mostri” fino ad un certo punto: carote biforcute, cavolfiori con meno di 11 centimetri di diametro, cipolle coperte di buccia per meno di due terzi. E via elencando.
Chi ha un orto sa bene che questi “mostri” sono assolutamente normali, e assolutamente buoni.
L’Unione Europea ha bisogno di tempo per metabolizzarlo. Da molti mesi lavora a rivedere le norme relative agli standard di frutta e verdura: per intanto, se Sainsbury davvero avesse venduto ortaggi “brutti” a prezzi ribassati, i suoi dipendenti avrebbero rischiato sanzioni. Così ha deciso di lasciar perdere.
La notizia che Sainsbury voleva sdoganare i “mostri”, dicevo, ha suscitato un comunicato stampa dell’Unione Europea.
Vi si legge che il 12 novembre probabilmente si voterà la deregulation, e che essa dovrebbe entrare in vigore il primo luglio.
La deregulation però riguarderà soltanto 26 delle 36 varietà di frutta e verdura tenute a rispettare canoni europei di uniformità .
Le 10 varietà rimanenti costituiscono il 75% del mercato ortofrutticolo europeo. Comprendono mele, pere, fragole, peperoni, pomodori, nettarine, ortaggi in foglia, uva da tavola, kiwi e agrumi.
Queste, dice l’Unione Europea, a luglio potranno essere messe in vendita anche quando non corrispondono agli standard, a patto però di essere adeguatamente etichettate.
Il processo di etichettature implica imballaggi destinati alla discarica, e avrà sicuramente un suo costo.
Mesi e mesi di procedure per arrivare ad un risultato come questo. Mi pare che siano ben altre le situazioni di fronte alle quali i consumatori hanno bisogno di essere tutelati.
Il comunicato stampa dell’Unione Europea: addio solo parziale alle norme europee di uniformità per frutta e verdura
Foto Flickr
da maria
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