Risparmio Energetico

Addio certificazione energetica degli edifici

condominio

Certificazione energetica degli edifici, addio. Il Governo ha cancellato l’obbligo di allegarla all’atto di vendita. Era il modo per avere un’idea dei consumi prima di scegliere un’abitazione.

Pochissimi giorni fa, il primo luglio, era entrato in vigore l’obbligo di allegare la certificazione energetica alla vendita degli edifici inferiori a mille metri quadrati.

Ora, quando si acquista un’auto una delle prime cose che si vogliono sapere è: quanti chilometri con un litro?

La certificazione energetica era l’omologo di questa risposta per gli edifici.

Abolita, in nome della semplificazione burocratica. Come se, per semplicità, quando cambia l’auto ciascuno di noi omettesse di farsi due conti sui consumi di benzina.

Il costo dell’energia cresce, rapido come mai in passato. La certificazione energetica era un modo per abituare a costruire e ristrutturare case pensando al risparmio energetico futuro.

Proprio in questo frangente, è come se dal Governo venisse questo messaggio: andate avanti come prima, non pensate alle bollette che vi toccherà pagare!

C’è una sola cosa, credo, che un Governo può fare per diminuire il prezzo dell’energia. Agire sulla domanda, e spingere ad abbassare i consumi. Hanno scelto l’esatto contrario.

Da Il Tempo eliminato l’obbligo di certificazione energetica per la vendita di edifici

La certificazione energetica in sintesi

Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 che ha istituito l’obbligo di certificazione energetica degli edifici

Foto Flickr

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lug  08
17
alle 05:08
da maria

Ultimo commento:

di Isolamento Termico - Altro sgambetto all’ambiente. Rimandato l’uso obbligatorio di energie rinnovabili nei nuovi edifici | Isolamento Termico il 01/1/70

[...] da fonti rinnovabili almeno una parte del fabbisogno di energia. Il provvedimento segue lâ€...


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9 Commenti to “Addio certificazione energetica degli edifici”

  1. Stefano_ dice:

    Un conto sono i consumi di un’auto relativamente facili da calcolare e verificare, un altro quelli di un edificio, posso capire l’utilità di tale certificato, peccato che i costi di tale certificazione non sono irrisori e si ripercuotono inevitabilmente sull’acquirente….

  2. ALEX dice:

    PERFETTAMENTE D’ACCORDO CON STEFANO

  3. sunshine dice:

    Io invece non sono d’accordo affatto; il sistema se non erro è attualmente applicato in Alto Adige e funziona molto bene; un immobile viene classificato secondo la sua capacità di risparmiare energia e ciò si riflette sul valore dell’immobile stesso.
    Curiosamente l’Alto Adige è anche il posto in Italia con più fotovoltaico e certo non si può dire che lì ci siano le condizioni di insolazione migliori della penisola.
    Strano, vero?

  4. david dice:

    Anche calcolare il consumo di un’auto è difficile a partire dai dati costruttivi.
    Poi dipende dall’uso che uno ne fa.
    Chi accellera forte avrà consumi forti.
    Anche per le case il discorso è uguale.
    Una casa ben isolata con un buon cappotto, buoni serreamenti e un impianto adeguato, ha consumi dell’70% inferiori a una casa costruita o ristrutturata senza attenzione all’energia consumata.Non mi sembra un dettaglio, soprattutto per chi ci abita che deve sostenere le spese.
    E se il certificato si fa una volta sola, il pieno di carburante lo si fa tutti gli anni.
    Probabilmente si dovrebbe fare qualcosa per tenere bassi i costi di certificazione, ma appunto sarebbe una scelta che spetta al governo.
    Probabilmente per loro queste cose non sono importanti.

  5. matteo raina dice:

    Vi risparmio le mie opinioni, vengo subito ai fatti:

    DIRETTIVA 2002/91/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
    del 16 dicembre 2002
    sul rendimento energetico nell’edilizia
    …
    …
    Articolo 7
    Attestato di certificazione energetica
    1. Gli Stati membri provvedono a che, in fase di costruzione,
    compravendita o locazione di un edificio, l’attestato di
    certificazione energetica sia messo a disposizione del proprietario
    o che questi lo metta a disposizione del futuro acquirente
    o locatario, a seconda dei casi.
    …
    se è vero che siamo in Europa questo fattaccio avrà qualche conseguenza ;-)

    poi c’è da considerare tutte le delibere regionali che rimangono in vigore: attenzione! Sono stati abrogati alcuni commi di due articoli del D. Lgs. 192/05… ma non l’obbligo in generale!
    L’obbligo di produrre la certificazione per compravendite e locazioni ormai è prescritto anche altrove, su norme di legge che hanno autonomia propria (es DGR .Lombardia 8/5773, punto 6 comma 2).

    Il diavolo fa le pentole…ma non i coperchi

    buona giornata a tutti ;-)

    Matteo Raina

  6. Stefano dice:

    Non voglio buttarla in politica, ma da un governo in cui la ministra dell’ambiente ha proposto di privatizzare la gestione dei parchi e delle aree protette (magari affideranno la gestione del Parco Nazionale del Gran Paradiso alla Tecnocasa, perchè no?) che cosa ci aspettiamo? Scusate il tono, ma sono proprio deluso da questo paese. Ci sono mille e mille tasse inutili e che, quelle sì, danno l’idea di essere null’altro che un contributo al mantenimento di caste pubbliche e private di ogni tipo. Qui, siamo invece in presenza di un tentativo, d’altra parte chiarissimamente indicato dall’Unione Europea, di caratterizzare la sorgente più importante di emissioni nocive (in Regione Lombardia 40% di CO2 viene dalle case, 27% di CO2 dai trasporti), con l’obiettivo, previsto dalla norma, di indicare i miglioramenti applicabili. Ricordo che “miglioramento”, nello spirito della norma, vuol dire non solo miglioramento energetico, ma anche e soprattutto ritorno concreto di investimento sul costo della bolletta da parte del proprietario o del conduttore. Bene (anzi, male) : tutto cancellato. Evidentemente qualche banca importante o qualche impresario del mattone ha suggerito al politico amico che occorre “non gravare il compratore”, in modo che questi, contento come una pasqua, possa essere meno sensibile all’aumento dei tassi, dei prezzi, delle commissioni, degli spread, delle franchigie, e alla contestuale diminuzione dei metri quadri, degli spazi verdi, della disponibilità degli ambienti e degli spazi comuni, etc. etc. SIAMO IN ITAGLIA……
    Stefano

  7. federico vannucci dice:

    Non vuoi buttarla in politica, Stefano: e meno male!

    Comunque una valutazione un minimo “politica” voglio farla pure io: chiunque è o sarà in futuro Ministro dell’Ambiente, credo che ben difficilmente potrà esser peggio dell’Alfonso “Pecoraio” della scorsa legislatura.
    O lo avevi… già dimenticato?!!

    Riguardo i Parchi (proprio quelli che fino ad oggi sono stati una consistente fonte di facili “poltrone” e “carriere” per gli amici e gli amici degli amici del nostrano “verdismo”), sarebbe semplicemente l’ora che la filosofia del “no a tutto” e della conseguente voragine di risorse necessarie al loro “funzionamento” (del quale abbiamo or ora detto), abdicasse a favore di qualcosa di più socialmente utile, ed al contempo davvero rispettoso dell’Ambiente, anche in ottica di “prelievi sostenibili di risorse rinnovabili”!

    Ma temo che i politici di dx o di sx, sotto l’aspetto del “consumare risorse a babbo morto”, tendano tutti al … “verde” (quello del vil danaro, appunto!).

    Comunque sempre convinto che il “Pecoraio” (ed il movimento da lui emblematicamente rappresentato) sia riuscito a superare tutti: prendere molto, ma dare… IL NIENTE, o meglio far “più danni della grandine” (il politico “standard”, almeno qualcosina, riesce in genere sempre a dare!).

    P.S. cfr.: “Il ’sola’ che ride”
    http://www.vivicentro.org/alfonso-pegoraro-scanio-il-sola-che-ride-vt4082.html

    e
    “Ecco perchè i nostri verdi fanno ridere”
    http://www.affaritaliani.it/politica/letterasartori190308.html

  8. Stefano dice:

    Mai votato i Verdi in vita mia, in parte anche per le ragioni che hai detto tu. Però, cerchiamo di rimanere sul pezzo: fare una marcia indietro su un percorso come quello della certificazione energetica, per motivazioni assolutamente generiche quali “il non gravare ulteriormente sulle tasche dei compratori” (se proprio uno non crede che tali misure possano produrre effetti utili e positivi, lo dimostri specificatamente, non in questo modo), in piena contraddizione con quanto indicato dall’Europa, quando alcune Regioni si sono già mosse in modo particolareggiato ed attuativo, quali la Regione Lombardia, vuol dire a mio parere una cosa molto precisa: che vogliamo a tutti i costi mostrarci come il paese dei balocchi. Viene il dubbio allora che tutto quanto generato, sia stato pensato ad arte per far fare un po’ di soldi alle scuole, dopodichè lo leviamo di mezzo…….
    Stefano

  9. Isolamento Termico - Altro sgambetto all’ambiente. Rimandato l’uso obbligatorio di energie rinnovabili nei nuovi edifici | Isolamento Termico dice:

    [...] da fonti rinnovabili almeno una parte del fabbisogno di energia. Il provvedimento segue l’abolizione della certificazione energetica degli edifici, le modifiche in peggio al conto energia, il tentativo di passare a fil di spada le detrazioni [...]

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