Ue, il ricatto nucleare e altre storie
Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno diremo che il vertice dell’Ue dedicato ai cambiamenti climatici sta dando dei risultati confortanti. Ma visto che tendenzialmente – per una motivata sfiducia nei confronti della politica – tendo a vedere il bicchiere mezzo vuoto, preferisco affermare che quello che sta uscendo da questo vertice non mi piace affatto. Non mi piace soprattutto il “ricatto” della Francia sull’energia nucleare, che chiede di riconoscere questa fonte di energia come pulita. Benino invece, ma non certo esaltante, l’idea di tradurre in realtà l’obiettivo annunciato del 20% di fonti rinnovabili entro il 2020. Anche se pure su questo punto sono un po’ preoccupato. Innanzitutto perché sembra che tutti si siano dimenticati del fatto che inizialmente si era parlato di 30% e non di 20%, e che anche l’Italia, con Pecoraro Scanio in testa, intendeva sostenere questa tesi. Inoltre, visto che i target di ogni singolo paese dovranno tenere in considerazione “la differenza nei punti di partenza dei singoli stati membri, incluso il livello esistente di energia rinnovabile e il mix energetico”, temo fortemente che gli obiettivi dell’Italia saranno ancora più modesti. E aggiungo concludendo, ahimé. Foto Flickr.
da emiliano
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