Il museo della frutta perduta

Confrontate il vassoio con l’assortimento stentato offerto dal fruttivendolo. Non c’è paragone. Eppure queste pere – ed altrettante mele, albicocche, pesche – esistevano circa 150 anni fa, quando Francesco Garnier Valletti modellò in alabastro e cera tutte le varietà di frutta allora in circolazione: e si limitò a quelle del regno sabaudo. Il risultato del suo lavoro è in un museo appena aperto a Torino.
Sono oltre mille le frutta perdute riprodotte ed esposte nel museo. Non si tratta di rimpiangere un presunto buon tempo antico: è un mero calcolo della biodiversità che se n’è andata strada facendo per fare spazio a pochissime varietà adatte alla conservazione e al trasporto sulle lunghe distanze. Di tutto il resto, è sì e no sopravvissuto qualche volta un albero dimenticato in un campo o in un orto. E a proposito: chi conoscesse vecchie varietà locali di frutta o di verdura rimaste fuori dai circuiti commerciali e consumate soltanto nella zona di origine, per favore lo segnali nei commenti. Leggi Le sementi hanno perso la memoria e La riscossa dell’orto ruspante.
da maria
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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novembre 20th, 2007 at 10:02
Salve, sono alla disperata ricerca di alcune piante (o almeno una) di varietà di pere FORELLE, c’è qualcuno che puo’ aiutarmi?
settembre 28th, 2008 at 10:31
prova ad andare a Casola Valsenio in provincia di Ravenna i prossimi 21 e 22 ottobre