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Tav, questioni di hacker e malaffare

trenino tav

La linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione torna al centro della politica italiana – si parla di malaffare e di commissione d’inchiesta – proprio mentre un ripetuto hackeraggio induce falsamente a credere che il sito No Tav sia traboccante di virus, dialer e cavalli di troia.

A Caserta, il conclave governativo violato dal famoso telefonino di Pannella non è riuscito a prendere una decisione sulla Tav: e il ministro Di Pietro scalpita impaziente, chiedendo in sostanza di tranciare con la spada – pardon, con la ruspa – il nodo gordiano dell’opposizione della Val di Susa e di tutti quelli che, nel Governo e fuori, giudicano l’opera tanto inutile quanto costosa. A questa scuola di pensiero è vicino il ministro Pecoraro Scanio, con cui a Caserta Di Pietro ha litigato: i nodi comunque dovranno venire ulteriormente al pettine, dato che l’Unione Europea scalpita anch’essa. Tutta questa fretta sembra fatta apposta per tagliar corto sulla richiesta di istituire, a proposito della Tav, una commissione parlamentare d’inchiesta. Non è solo un problema di eventuale malaffare: la Tav è già costata debiti per quasi 13 mila miliardi di euro. Proprio mentre capita tutto questo, provate ad arrivare sul sito No Tav attraverso la ricerca su Google: appare un messaggio di pericolo, malware in agguato. Sul sito ha infierito un hacker, come spiega l’home page di Notav: comunque la bonifica è stata accurata, costante e completa, e a giorni avverrà il trasloco all’indirizzo http://www.notav.eu/ Leggi L’appendicite prima della Tav e Tav, perchè il conflitto d’interesse.

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gen  07
13
alle 02:06
da maria


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