Corso fai-da-te per trovare abiti ecologici
L’ho già scritto che gli abiti usa e getta non piacciono al pianeta, come non gli piaccono tutti i consumi che potremmo evitare. Eppure, quando qualcuno compra un vestito, non lo vedo mai mettere in pratica gli accorgimenti per sceglierlo in grado di durare. Chi controlla, ad esempio, che cuciture e allacciature siano ben rifinite? Chi bada alla qualità del tessuto? Se non è buono, dopo cinque o sei pur oculati lavaggi l’abito è da buttare. Non vedo mai la gente palpare la stoffa, saggiarne la consistenza sfregandola fra pollice ed indice. Eppure il cotone, anche quando è puro, non è tutto uguale. C’è quello che senti già troppo cedevole, seppur nuovo, sotto le dita, e quello che dimostra carattere quando lo provi a spiegazzare. Se posso permettermi: la prossima volta che andate al mercato – mica c’è bisogno di andarci per comprare! – frequentate un corso di fai da te di ecologia toccando tutti gli abiti che potete. Palpate, soppesate, memorizzate. E un’altra cosa per non prendere fregature. Occhio ai vestitii tagliati per sbaglio un po’ di sbieco rispetto al filo del tessuto: quelli, dopo due volte in lavatrice, sono da buttare. Foto Flickr.
da maria
Ultimo commento:
di aldo de luca il 01/1/70
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ottobre 3rd, 2007 at 09:40
Se pensate che ci sono in vendita capi volutamente gia usurati e strappati, è inutile fare ulteriori commenti.
Saluti