L’effetto Rubbia inizia a farsi sentire
Sembra che l’effetto Rubbia stia producendo dei buoni risultati sull’azione del governo. Il ministero dell’ambiente infatti, ha trasmesso al ministero dello sviluppo economico una bozza di decreto interministeriale per la creazione di un Conto energia anche per l’incentivazione del solare termodinamico a concentrazione, di cui Rubbia è il padre. Si tratterà di uno strumento, simile a quello spagnolo, che consentirà alle imprese di investire su questo tipo di tecnologia. L’incentivo dovrebbe essere di 20-25 centesimi a kW per 25 anni – contro i 26 della Spagna -, per scendere poi intorno ai 21 centesimi a kW negli anni successivi. Secondo Fabrizio Fabbri, capo della segreteria tecnica del ministero dell’ambiente, bisognerà individuare le aree più idonee – circa 3000 ore l’anno di insolazione diretta -, e la prima è stata individuata proprio in Calabria, nei pressi di Crotone. La Regione Calabria infatti, ha firmato una lettera d’intenti per la realizzazione di un primo impianto da 50 MW proprio in questo sito. Stesso interessamento è stato dimostrato dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Puglia e dal Molise. Fabbri parla anche di tempi necessari per passare dalle parole ai fatti, e sembra che se i primi progetti verranno presentati, nell’arco di un mese – dice – il decreto potrebbe diventare operativo. Per un approfondimento ascolta Ecoradio.
da emiliano
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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luglio 3rd, 2007 at 14:55
E ti rammento la posizione di Rubbia sull’idrogeno…
luglio 3rd, 2007 at 15:06
spero che si realizzi solo quella relativa al solare perché l’idrogeno non è praticabile
luglio 3rd, 2007 at 21:02
speremu ben (come si dice a genova ^^)
luglio 3rd, 2007 at 22:19
non entro in polemica con i pregiudizi ben radicati, ma sottolineo che, linguisticamente, se si realizza quella relativa all’idrogeno, significa che praticabile lo era…
luglio 4th, 2007 at 01:42
ti sbagli, si possono realizzare molte cose, l’idrogeno è una di queste, ma la praticabilità , o diciamo la convenienza economica (di tutti, non di qualcuno) è un’altra questione
le lezioni di linguistica me le dava il mio professore all’università La Sapienza, dopo di allora, sono passati molti anni, ho smesso e non credo di aver bisogno di riniziare
non ho pregiudizi contro niente e contro nessuno, parla con un qualunque scienziato che non abbia la mente obnubilata dai dollari e avrai la risposta che ti serve
non è un problema di evoluzione tecnologica, ma è una questione strutturale
l’idrogeno non è una fonte, ma un vettore, è perdente in partenza
per non parlare del rischio a mettere in competizione un bene come l’acqua, già di per sé minacciato da molti versi, con i carburanti
se vuoi qualche spiegazione ai miei pregiudizi sbircia pure nella categoria idrogeno nella barra a destra, vedrai che non si tratta di pregiudizi
un saluto
luglio 4th, 2007 at 09:29
Ci “sbircio” già . La benzina non è una fonte; solare, eolico, geotermia e maree lo sono, purtroppo non ci vanno le auto, nè i trattori. Nei commenti sull’idrogeno non si parla mai dei progressi notevoli sia di laboratori che di giganti industriali, come mai? Dati aggiornati dicono che l’elettrolisi ha un rendimento dell 85%, un reformer dell’80%, una fuel cell per auto del 60%. Hai una fiducia sconfinata nelle batterie al litio, cita un progetto industriale. Nel frattempo Toyota ha seri dubbi sui “plug-in” vedi: greencarcongress.com/2007/06/toyota-down-on-.html
Scienziati che ci credono ce ne sono, uno è proprio Rubbia (che non ha bisogno di dollari), altri sono Amory Lovins e Lester Brown. Io non credo che serva solo l’idrogeno, serve una politica di gestione integrata della materia e dell’energia: i rifiuti, le erbacce ed il legno di scarto possone fare carburanti, ma tutta l’elettricità rinnovabile acquista valore divenendo idrogeno e quindi forza meccanica per spostare, cose, terra e persone. Anche tu puoi sbirciare su locchiodiromolo.it
PS Scherzavo sulla linguistica, tra “realizzare” e “praticare”.
In amicizia,
Giancarlo
luglio 4th, 2007 at 10:43
sono un “relativista” quindi tendo a pensare possibile tutto, ma il paragone che fai con la benzina è fallimentare
guarda dove siamo ora? quanto è durata l’era della benzina? quanto ci metteremo a consumare tutta l’acqua del pianeta con 1 miliardo di auto in circolazione? e soprattutto quando dici “tutta l’elettricità rinnovabile acquista valore divenendo idrogeno” mi chiedo per CHI acquista valore? i dubbi ci possono essere su qualunque fonte energetica, a partire dal solare, ma il problema è che per quanto possa arrivare al 100% il rendimento dell’idrogeno, la questione di essere vettore lo rende perdente in partenza, oltre ai problemi di stoccaggio, trasporto ecc.
spero un giorno di essere smentito in tutto e per tutto, sarei il primo ad esserne felice
credo anch’io nella “politica integrata” e soprattutto nel decentramento energetico, e proprio per questo ho seri dubbi sull’idrogeno, presentato spesso come la soluzione unica
un caro saluto