Il solare che aprirà gli occhi di tutti

Sì, è vero. I nostri politici indossano gli occhiali da sole, ma prima o poi si accorgeranno del fotovoltaico. D’altronde molti sostengono che si tratta di una tecnologia poco conveniente dal punto di vista economico, ma si dimenticano che se il fotovoltaico ricevesse tutti gli incentivi che in molti paesi riceve il nucleare o che in Italia negli ultimi anni gli sono stati sotratti con il Cip6, forse le cose andrebbero diversamente. Comunque, incentivi o no, la ricerca va avanti, e lo dimostra la Colorado State University, che ha messo a punto una nuova tecnologia che permetterà di produrre pannelli solari fotovoltaici al prezzo di un dollaro per watt e di metterli in commercio a circa due dollari, ovvero alla metà del loro costo attuale. I nuovi pannelli saranno commercializzati da Ava Solar, che partirà negli Stati Uniti con un nuovo impianto di produzione entro la fine del nuovo anno. Prima o poi i nostri politici e quelli di tutto il mondo, volenti o nolenti, si decideranno ad aprire gli occhi. Foto Flickr.
da emiliano
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di il 01/1/70
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settembre 25th, 2007 at 09:25
Che il futuro sia nel solare dovrebbe essere così scontato che non se ne dovrebbe neanche parlare.
Eppure ancora oggi siamo a dibattere su questo argomento.
Secondo me questa è la prova della cecità dell’uomo.
Saluti
settembre 25th, 2007 at 11:08
ciao,
anche se ignorante in materia, mi permetto di intervenire, perchè avevo sentito da ecologisti che i pannelli fotovoltaici (a differenza di quelli per l’acqua) vengo fatti con il silicio e che questo materiale è difficile da smaltire……
convinto che la ricerca potra risolvere questo problema chiedo a voi cosa ne pensate
ciao
settembre 25th, 2007 at 11:33
potrei sbagliare ma non mi pare che il silicio di per se ponga problemi di smaltimento, è uno degli elementi più diffusi sulla terra presente nella sabbia, granito ecc… I pannelli di Ava sono però fatti di cadmium telluride che è un elemento tossico.
settembre 25th, 2007 at 11:38
ciao mkb, con tutto il rispetto questo è il solito discorso della pagliuzza e della trave estesa all’intero pianeta, tu dimmi se il problema può essere lo smaltimento del silicio in un pianeta che ricava la propria enegia da carbone, petrolio, gas e nucleare (sarebbe un’offesa all’intelligenza delle persone star a ripetere la difficoltà di smaltimento delle scorie)
queste forme di energia, in particolare il petrolio, con tanto di derivati (plastica, pesticidi ecc.), ci stanno portando sul baratro del disastro climatico
penso che un problema come lo smaltimento del silicio o del litio delle batterie elettriche sia assolutamente risolvibile e passa in secondo piano (forse in terzo) rispetto alle problematiche attuali
tanto che attualmente la ricerca è orientata verso la realizzazione di pannelli solari da materia organica (stesso discorso per le batterie)
detto questo è vero che ogni forma di energia ha il suo impatto sul pianeta e qui torno con piacere agli stili di vita
prima di tutto (prima di pensare al solare, alle auto elettriche ecc) ci dobbiamo concentrare sui consumi, sulle nostre scelte quotidiane e tutto quello che compone la nostra richiesta di energia globale
un saluto