Ecologia e “sindrome dell’idraulico”

Ad occhio e croce, questo signore americano non conosce Pallante e il suo manifesto per la decrescita felice. Non li conosce, perchè perorando la settimana lavorativa di quattro soli giorni – che goduria, ci pensate? – non parla di riduzione del Pil nè teorizza l’impossibilità di uno sviluppo sostenibile. Però è bello quando idee così affini spuntano indipendentemente l’una dall’altra. Vuol dire che i concetti sono ovunque nell’aria, basta avere occhi ed orecchie per poterli sviluppare. Talmente nell’aria, peraltro, che chi anche solo una volta in vita sua ha chiamato l’idraulico avrà già chiaro il punto al quale voglio arrivare.
Aaron Newton, blogger americano, teorizza la settimana lavorativa di quattro giorni in base a concetti tipo: l’auto rimarrebbe in garage risparmiando benzina e gas serra, le aziende spenderebbero meno per riscaldare gli uffici. Aggiunge che lavorando meno si lavorerebbe meglio – probabilmente vero – e con più passione e che questa sarebbe un’ottima transizione verso un ormai inevitabile modello sociale non più improntato al consumismo. Che goduria, dicevo, lavorare di meno. Però, paradossalmente, è anche l’obiettivo più difficile per chi, come me e come credo anche voi che leggete, vuol ridurre i consumi e il peso cui calca il pianeta. “Sindrome dell’idraulico”, la chiamo, e purtroppo ne sono affetta: dire sì, lo faccio subito, a tutti quelli che offrono un lavoro. Dire sì come fa sempre l’idraulico, anche quando non ha tempo, solo perchè teme che un altro gli porti via la clientela e che poi nessuno più lo chiami: così lavora senza sosta, senza orari nè soddisfazione, e sempre con l’acqua alla gola. Per la verità l’idraulico è capacissimo di arrivare quando l’acqua alla gola ce l’ha anche il cliente, mentre io cerco di essere puntuale.

A prescindere. La “sindrome dell’idraulico” è una malattia grave. Lavorare meno e con più soddisfazione (perchè a me il mio lavoro piace), e convincere gli altri a fare altrettanto, è argomento tabù per gli ambientalisti, esattamente come il discorso relativo ai figli. E’ un altra delle campagne importanti che dovremmo fare: mica solo continuare a dire che bisogna spegnere la luce uscendo dalla stanza. Personalmente, dalla “sindrome dell’idraulico” vorrei guarire. Amici ambientalisti, si può cominciarne a parlare?
da maria
Ultimo commento:
di Aldo il 01/1/70
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settembre 26th, 2007 at 15:44
Poche cose aiutano a guarire da quella sindrome come un posto di lavoro stabile e sicuro. Magari sotto casa. Altro che mobilità come valore!