Il silenzio sullo sciopero della fame

Mi lascia completamente esterefatto l’indifferenza dei media nei confronti dello sciopero della fame di alcuni No Coke di Tarquinia contro il progetto di riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia. Una protesta che va avanti ormai da 14 giorni e che oggi ha trovato anche l’adesione di un gruppo di donne. Comunque nulla è servito a catalizzare attenzione sulla protesta, se non quella locale, neanche il fatto che un paio di manifestanti sono già stati ricoverati in ospedale. La conversione a carbone della centrale di Civitavecchia è solo uno dei tanti progetti in corso da parte di Enel – vedi Porto Tolle, ma anche i progetti relativi a Rossano Calabro, Piombino, Ferrania, Vado Ligure, Fiumesanto e Catania. Leggi Noi non vogliamo il carbone!. Per un approfondimento No Coke di Tarquinia.
da emiliano
Ultimo commento:
di Luca il 01/1/70
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aprile 11th, 2007 at 14:55
Non mi stupsce che non faccia notizia…gli scioperi della fame fanno notizia solo se li fanno personaggi noti.
Non conosco i termini esatti della vicenda, però accando alle proteste, mi piacerebbe vedere iniziative in positivo.
Ad esempio, e non so se lo abbiano fatto già , perchè tutti i cittadini che protestano non fanno un gesto concreto (pubblicizzandolo) ad esempio sostituendo tutte le lampadine di casa con altre a risparmio energetico e si impegnano bollette alla mano a ridurre il loro consumo di energia elettrica.
Altrimenti avrà sempre gioco chi dice che la richiesta di energia aumenta e queste cose vanno realizzate. In tal modo si dimostra (ed è la realtà ) che si può consumare meno (elettricità in questo caso) senza rinunciare a nulla in termini di livelli di vita, anzi risparmiando pure un sacco di soldi.
aprile 12th, 2007 at 02:01
basta che non succeda come nel caso di Firenze – vedi Publiacqua – con i cittadini che consumano di meno e la nuova spa che controlla l’acqua che alza i prezzi delle bollette
e con Enel da questo punto di vista tutto è possibile
aprile 12th, 2007 at 13:16
Santoro ha dedicato tutta una puntata all’argomento e dato ampio spazio ai cittadini. Dalle loro richieste ho capito solo che volevano che il loro territorio rimanesse quello del “buon selvaggio” di j.j. rousseau. E tutto il resto? Energia, medicinali, trasporti, produzione? Beh, quella è roba complicata che non viene presa in considerazione.
aprile 14th, 2007 at 21:17
Intervengo in quanto parte in causa. Lo sciopero della fame dei no coke è motivato dagli allarmenti dati epidemiologici pubblicati dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio.
I no coke non sono il popolo del nimby: da cinquant’anni esistono centrali nell’Alto Lazio ceh hanno cntribuito all’inquinamento dell’area Civitavecchia-Montalto di Castro. per la precisone esistono tre centrali per complessivi 7000 Mw di potenza, il polo energetico più grande d’Europa. Altro che terra del buon selvaggio: qui di impainti energetici si muore e non se nè può più. Non abbiamo mai detto no alle centrali, abbiamo detto no alle tropp e centrali e in particoalre all’uso del carbone. Da diversi mesi facciamo campegne per il risparmio enrgetico e per le rinnovabili.
Cordiali saluti.