Movimenti

Il silenzio sullo sciopero della fame

No Coke Tarquinia

Mi lascia completamente esterefatto l’indifferenza dei media nei confronti dello sciopero della fame di alcuni No Coke di Tarquinia contro il progetto di riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia. Una protesta che va avanti ormai da 14 giorni e che oggi ha trovato anche l’adesione di un gruppo di donne. Comunque nulla è servito a catalizzare attenzione sulla protesta, se non quella locale, neanche il fatto che un paio di manifestanti sono già stati ricoverati in ospedale. La conversione a carbone della centrale di Civitavecchia è solo uno dei tanti progetti in corso da parte di Enel – vedi Porto Tolle, ma anche i progetti relativi a Rossano Calabro, Piombino, Ferrania, Vado Ligure, Fiumesanto e Catania. Leggi Noi non vogliamo il carbone!. Per un approfondimento No Coke di Tarquinia.

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apr  07
11
alle 02:21
da emiliano

Ultimo commento:

di Luca il 01/1/70

Intervengo in quanto parte in causa. Lo sciopero della fame dei no coke è motivato dagli allarme...


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4 Commenti to “Il silenzio sullo sciopero della fame”

  1. Gino dice:

    Non mi stupsce che non faccia notizia…gli scioperi della fame fanno notizia solo se li fanno personaggi noti.

    Non conosco i termini esatti della vicenda, però accando alle proteste, mi piacerebbe vedere iniziative in positivo.

    Ad esempio, e non so se lo abbiano fatto già, perchè tutti i cittadini che protestano non fanno un gesto concreto (pubblicizzandolo) ad esempio sostituendo tutte le lampadine di casa con altre a risparmio energetico e si impegnano bollette alla mano a ridurre il loro consumo di energia elettrica.

    Altrimenti avrà sempre gioco chi dice che la richiesta di energia aumenta e queste cose vanno realizzate. In tal modo si dimostra (ed è la realtà) che si può consumare meno (elettricità in questo caso) senza rinunciare a nulla in termini di livelli di vita, anzi risparmiando pure un sacco di soldi.

  2. Anonimo dice:

    basta che non succeda come nel caso di Firenze – vedi Publiacqua – con i cittadini che consumano di meno e la nuova spa che controlla l’acqua che alza i prezzi delle bollette

    e con Enel da questo punto di vista tutto è possibile

  3. Anonimo dice:

    Santoro ha dedicato tutta una puntata all’argomento e dato ampio spazio ai cittadini. Dalle loro richieste ho capito solo che volevano che il loro territorio rimanesse quello del “buon selvaggio” di j.j. rousseau. E tutto il resto? Energia, medicinali, trasporti, produzione? Beh, quella è roba complicata che non viene presa in considerazione.

  4. Luca dice:

    Intervengo in quanto parte in causa. Lo sciopero della fame dei no coke è motivato dagli allarmenti dati epidemiologici pubblicati dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio.
    I no coke non sono il popolo del nimby: da cinquant’anni esistono centrali nell’Alto Lazio ceh hanno cntribuito all’inquinamento dell’area Civitavecchia-Montalto di Castro. per la precisone esistono tre centrali per complessivi 7000 Mw di potenza, il polo energetico più grande d’Europa. Altro che terra del buon selvaggio: qui di impainti energetici si muore e non se nè può più. Non abbiamo mai detto no alle centrali, abbiamo detto no alle tropp e centrali e in particoalre all’uso del carbone. Da diversi mesi facciamo campegne per il risparmio enrgetico e per le rinnovabili.
    Cordiali saluti.

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