Le scimmie immolate alla “spagnola”
Perchè hanno fatto una cosa del genere, me lo devono spiegare. Il virus dell’influenza spagnola, che nel 1918-19 fece cinque volte più vittime della Prima guerra mondiale allora appena finita, era morto e sepolto. Letteralmente: sono andati a ripescarlo nei cadaveri tumulati nel permafrost. E poi con esso hanno infettato delle scimmie. Mica per testare l’efficacia di un nuovo superpotente antivirale: nossignori. Per vedere se e come le scimmie si ammalavano, e poi per far loro l’autopsia. Il resoconto è su “Nature”, ma per leggerlo è necessaria la sottoscrizione; un ampio riassunto, con il dettaglio delle condizioni delle scimmie, è su Foxnews, mentre le notizie finora pubblicate in italiano glissano alquanto su questi particolari. Dicono che l’hanno fatto per saperne di più sui virus influenzali aggressivi, per essere pronti nel caso che il contagio del virus dei polli diventi possibile anche da uomo a uomo. Però da profana di medicina e dintorni mi chiedo – e chiedo – una cosa. Se l’obiettivo è sconfiggere il virus dei polli, non è meglio studiarne l’azione sui tessuti delle vittime anzichè sulle scimmie uccise dall’influenza spagnola? Leggi Parlare di vivisezione con la Lav.
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gennaio 19th, 2007 at 20:00
Questa non la sapevo e fa veramente rabbrividire per l’idiozia di alcuni “studiosi”. Ciao
gennaio 24th, 2007 at 10:39
Brava. Ho ascoltato anch’io questa notizia dai tg, naturalamente indifferenti agli animali, e stavo cercando un modo per capire come fosse stata possibile questa idiozia, frutto, a mio avviso, della solita ambizione di alcuni scienziati, disposti a tutto pur di apparire su una rivista scientifica. Tu sei finora l’unica voce positiva che ho incontrato sul web. Ciao.
gennaio 24th, 2007 at 11:07
Ho visitato il sito http://www.vetmed.wisc.edu/people/kawaokay dell’università del Wisconsin (Canada), dove questo prof. di virologia (si chiama Yoshihiro Kawaoka) ha realizzato questa irrinunciabile ricerca…
La sua mail è pubblicata lì (la riporto: kawaokay@svm.vetmed.wisc.edu).
Potremo così fargli conoscere la nostra profonda gratitudine!
Ciao
gennaio 24th, 2007 at 11:14
Grazie Sabino