I politici e la cacca di mucca

Ultimamente ho parlato spesso del rincaro degli alimentari, e ci torno su perchè i biocarburanti su cui ho finora insistito sono una causa importante ma non certo unica. C’è anche il rincaro dei concimi, il cui prezzo è legato a doppio filo a quello del petrolio, sempre più costoso e sempre meno abbondante. I quotidiani – per quel che vedo – a tutto pensano fuorchè ad interessarsi delle quotazioni dei concimi azotati, che pure in tre mesi – tre mesi! – sono cresciuti del 20-25%..
La notizia si riferisce alla situazione di Padova ma c’è dentro tutto, compresa l’enorme quantità di concimi che viene sparsa sui campi – l’aumento non è quindi una questioncella marginale – e compreso il grido di dolore dei contadini perchè ultimamente il prezzo del grano è diminuito, pur nell’ambito, aggiungo io, di una generalizzata e planetaria tendenza all’aumento. Per tornare ai concimi, quella di Padova non è una voca isolata: ecco un’interrogazione presentata in estate al ministro per le Politiche agricole e un articolo dell’aprile scorso, che parla, già allora, di rincari del 10% nel 2007. Qui, infine, si può vedere quanto e come l’agricoltura convenzionale dipende dal petrolio, e quanto tempo ci vorrebbe per “disintossicare” la terra e farla tornare fertile senza concimi chimici. Ovvero con il letame. Spezzare la dipendenza dell’agricoltura dal petrolio significa instradarla verso il biologico: e non mi si venga a dire che la produzione di generi alimentari diminuirebbe. Anzi, aumenterebbe. Una classe politica responsabile e accorta agirebbe in questo senso finchè abbiamo davanti tempo e petrolio per programmare una transizione morbida. Però non ho mai sentito nessun uomo politico tessere l’elogio della cacca di mucca. Foto Flickr.
da maria
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dicembre 24th, 2007 at 18:12
buone feste a tutti…e che dio ce la mandi buona…