Reti derivanti, l’ipocrisia del divieto

Anche in mare, siamo in Italia. L’associazione ambientalista Oceana punta l’indice sulla permessa-vietata pesca con reti derivanti, che spazzano via per chilometri ogni forma di vita: non solo pesci ma anche delfini e tartarughe. Le reti derivanti sono vietate dall’Unione Europea, ma l’Italia ha autorizzato, poco più di un anno fa, la ferrettara: qui si spiega quanto sia labile il confine.
Oceana, annunciando un futuro rapporto completo, dice di aver documentato l’uso di reti derivanti da parte di 65 imbarcazioni, soprattutto nei porti di Bagnara Calabra, Porticello, Sant’Agata di Militello, e di averle invano segnalate alle autorità , che secondo Oceana avrebbero dovuto procedere al sequestro. Ancora Oceana afferma di aver scoperto che un gran numero di pescherecci con reti spadare – vietate senz’ombra di dubbio – possiede una licenza per la pesca con sciabica o con palangaro. Potrebbe essere una copertura per l’uso delle spadare: quindi Oceana chiede che che queste imbarcazioni vengano escluse dalla distribuzione delle quote di cattura del tonno rosso.
da maria
Visualizza / Lascia un commento






